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Tour de Ski 2023: un Klaebo marziano e l'Italia maschile tornata al vertice, che peccato l'assenza dei russi

Tour de Ski 2023: un Klaebo marziano e l'Italia maschile tornata al vertice, che peccato l'assenza dei russi
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ufficio stampa NewsPower

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Tour de Ski 2023: un Klaebo marziano e l'Italia maschile tornata al vertice, che peccato l'assenza dei russi

L'edizione appena terminata ha regalato tante emozioni: a partire dal dominio del norge, sino ad arrivare ai tre alfieri azzurri saliti sul podio, da Pellegrino a Mocellini e De Fabiani; unica nota negativa la mancata presenza dei russi, per uno spettacolo che sarebbe stato ancora più entusiasmante. In campo femminile, invece, abbiamo avuto la definitiva consacrazione di Frida Karlsson e una nazionale italiana mai così in basso.

Il Tour de Ski 2023 ha archiviato la prima parte della stagione di Coppa del Mondo per lo sci di fondo: la classicissima kermesse, oramai giunta alla diciassettesima edizione, ha come sempre regalato una miriade di emozioni, condita anche da diversi colpi di scena.

Il re e la regina di questo Tour de Ski sono stati Johannes Klaebo, al terzo sigillo in carriera dopo i successi del 2019 e del 2022, e la svedese Frida Karlsson, al primo grande successo. Il fuoriclasse norvegese, in campo maschile, ha letteralmente dominato la scena, vincendo sei delle sette gare andate in scena, con una superiorità disarmante nei confronti degli avversari. Karlsson, invece, ha costruito il proprio successo sulle nevi di Oberstdorf (due vittorie in due gare), rischiando una clamorosa rimonta da Niskanen sull'Alpe del Cermis, dove dopo l'arrivo è stata soccorsa viste le sue condizioni non ottimali.

Finalmente può tornare a sorridere l'Italia maschile: se ad inizio stagione l'unica certezza era "Chicco" Pellegrino, ora la squadra azzurra può contare su almeno tre elementi per lottare per il podio in CdM. L'asso valdostano ha disputato un Tour de Ski eccellente, perdendo il podio nella graduatoria generale solo per gli exploit nella final climb di Simen Krueger (vincitore sul Cermis e 2° in generale) e Hans Holund (2° sul Cermis e 3° in generale); il classe '90 di Nus ha raccolto tre podi, sfiorando il successo nella sprint inaugurale della Val Mustair, battuto solo dal marziano Klaebo. L'unico rammarico: non aver raggiunto il podio nelle tre gare in Val di Fiemme, ma il suo Tour de Ski rimane davvero straordinario.

Ritorno sul podio graditissimo anche per Francesco De Fabiani: il classe '93 di Gressoney non terminava una gara nelle prime tre posizioni dall'8 gennaio 2021, quando proprio in Val di Fiemme arrivò 2° nella 15 km TC. Il "Defa" è riuscito a replicare l'ottima prestazione di due anni fa, chiudendo 3° nello stadio di Lago di Tesero, proprio nella 15 km in classico, penultima gara della rassegna.

Altra nota lieta in casa Italia, il podio di Simone Mocellini nella sprint in classico della Val di Fiemme. Il classe '98 trentino ha disputato una prova veramente di livello, primeggiando insieme a Klaebo e ad altri avversari ben più quotati; con questo risultato Mocellini ha colto il secondo podio della carriera in CdM dopo il 2° posto nella sprint di Beitostolen ad inizio dicembre. Dunque, l'Italia maschile potrebbe aver trovato il giovane sul quale puntare in futuro nelle gare sprint, a maggior ragione nelle sprint i  classico, dove la squadra italiana ha sempre faticato.

Dopo il Tour de Ski, Johannes Klaebo guida la classifica generale di CdM con 1282 punti, avendo sorpassato il connazionale Paal Golberg (leader della classifica distance di specialità), 2° a quota 1228; 3° posto proprio per Federico Pellegrino con 982 pt. Klaebo davanti a tutti anche nella graduatoria sprint con 467 lunghezze, classifica nella quale l'azzurro occupa sempre la terza posizione, con 348 punti.

Non si può, per onestà intellettuale, non sottolineare l'assenza, oramai nota dall'inizio del conflitto russo-ucraino, delle squadre russe che soprattutto in campo maschile avrebbero potuto rendere ancora più avvincente la battaglia tra i norge e il resto del mondo. Urgono risposte al più presto dalla FIS, visto che le discipline invernali sono tra le poche all'interno dell'intero panorama sportivo che hanno bandito in toto gli atleti russi e bielorussi dalle competizioni.

Finisce in Scandinavia, come da previsione, anche il Tour de Ski femminile: la svedese Frida Kalrsson ha trionfato per la prima volta in carriera nella prestigiosa kermesse, pur correndo qualche rischio, soprattutto nel corso della tappa finale sull'Alpe del Cermis. Per Karlsson (che ha vinto la 10 km TC e l'inseguimento TC di Oberstdorf in questa edizione) questo trionfo suona quasi come una consacrazione, vista soprattutto la sua giovane età (classe '99); nonostante qualche accorgimento tecnico/tattico in futuro sarà necessario, per non arrivare stremata all'arrivo (non ha potuto presenziare alla premiazione poiché ricoverata all'ospedale di Cavalese per accertamenti) come accaduto nell'atto conclusivo.

Completano il podio le ottime Kerttu Niskanen, eroica nell'ascesa finale di domenica, dove ha provato una clamorosa rimonta su Kalrsson, ed una Tiril Weng sempre più costante, che nell'inseguimento della Val Mustair ha colto la sua prima vittoria della carriera in CdM. Menzione d'onore anche per Nadine Faehndrich, vincitrice sulle nevi di casa della Val Mustair nella sprint TC; Katharina Hennig, prima nella mass start della Val di Fiemme, e Delphine Claudel, splendida vincitrice sul Cermis.

Finiscono dietro la lavagna le azzurre: non può bastare un 17° posto a testa per Anna Comarella e Caterina Ganz a salvare una pessima prestazione di squadra in questa edizione del Tour de Ski. Azzurre in difficoltà in ogni format di gara, situazione sempre più desolante per lo sci di fondo italiano femminile (basti pensare al risultato dell'esordiente Sanfilippo nella sprint della Val Mustair), purtroppo senza grandi speranze all'orizzonte per il futuro immediato.

Conclusosi il Tour de Ski, la norvegese Tiril Weng guida la classifica generale di coppa con 1447 punti, al giro di boa della stagione, davanti proprio a Karlsson (1160 punti) e alla finnica Kerttu Niskanen (1019 punti); 28° posto momentaneo per Caterina Ganz con 361 lunghezze. Tiril Weng guida anche la graduatoria sprint con 494 punti, 49 di vantaggio sulla svizzera Nadine Faehndrich, mentre Frida Karlsson comanda la classifica distance con 686 punti, con appena 3 lunghezze di margine su Tiril Weng.

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