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In Val di Fiemme si lavora a tutta per il Tour de Ski. Con il sogno di vedere davanti Pellegrino e De Fabiani

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In Val di Fiemme si lavora a tutta per il Tour de Ski. Con il sogno di vedere davanti Pellegrino e De Fabiani

Dall'8 al 10 gennaio il gran finale della 15esima edizione, con Chicco che punterà alla sprint in classico ("voglio rifarmi del 2020") e Francesco per la classifica generale.

Mass start di 10 e 15 km in classico il venerdì, sprint in classico il sabato e Final Climb mass start in skating domenica 10 gennaio 2021, il tutto fra lo stadio di Lago di Tesero e l'Alpe Cermis. La Val di Fiemme è già pronta per il gran finale del 15° Tour de Ski, che scatterà venerdì 1 gennaio con la sprint in tecnica libera sulle nevi della Val Mustair (dove rimarrà sino a domenica 3, prima di arrivare in Italia).

Fino al 2019, con l'ultima tappa pursuit, il primo a tagliare il traguardo sul Cermis era il vincitore assoluto. Dal 2020 con la gara diventata mass start la suspense aumenta, occorre fare rapidamente il conteggio dei distacchi, tant'è che i norvegesi Krueger e Roethe lo scorso gennaio si sono presentati per primi al culmine della Final Climb, ma è stato il terzo, Bolshunov, a portarsi a casa un “sacco” di soldi.

Sì, perché la vittoria assoluta del Tour vale molto, per questa edizione 2021 la cifra lievita a 68.000 Franchi Svizzeri, al cambio oltre 62.000 euro sia al maschile che al femminile. Un gruzzolo che è solo una parte dell'intero montepremi del challenge, che su 8 giornate di gara assegna un totale di 672mila franchi (620mila euro). Ma la grande sfida che culmina sull'Alpe Cermis dispensa pure una quantità di punti in grado di condizionare la Coppa del Mondo: il vincitore assoluto si porta a casa 400 punti, inoltre ciascuna tappa assegna anche punti (ridotti) per la corsa alla sfera di cristallo.

Si può dire senza ombra di smentita che le gare fiemmesi sono il clou della Coppa del Mondo e del Tour de Ski, successo certificato dal numero record di telespettatori documentati negli anni. La mass start di 10 e 15 km in classico è già dura di sé, dopo 5 giorni di competizioni lo è ancora di più. Le salite in successione di Lago di Tesero, centro fondo eletto ora a sede olimpica delle gare nordiche del 2026, sono davvero toste. Prima la “Valena”, poi la “Pojer”, e ancora la “Brink” (dedicata al famoso campione svedese che nel 2003 fece perdere la staffetta mondiale alla propria squadra, andando in crisi proprio su quella salita), per finire con la salita “Zorzi” (che non ha nulla a che vedere col mitico “Zorro”), per 6 giri i maschi e 4 le femmine.

Della Final Climb si è detto di tutto e di più. E' tanto bella e spettacolare quanto massacrante, ma anche la sprint del sabato è impegnativa, e lo sa bene Federico Pellegrino, uscito ai quarti nel 2020. “Il Tour - dice il campione valdostano - lo affronto come sempre, però c'è un pizzico di positività in più, ho la consapevolezza dei miei mezzi e soprattutto iniziare il Tour de Ski con una sprint a skating, in Val Mustair, mi dà molto stimolo e motivazione.

Dall'anno scorso hanno aggiunto la classifica a punti per gli sprinter, io la scorsa stagione ho rinunciato abbandonando dopo la sprint della Val di Fiemme, quest'anno non so, sicuramente le prime tappe le farò al 100% cercando di dare tutto, e poi in base a come andrà la prima tappa vedrò come interpretare quelle restanti. Sicuramente la sprint della Val di Fiemme mi ha lasciato l'amaro in bocca e vorrei rifarmi”.

Chi in Val di Fiemme ha avuto alti, anzi “altissimi” e bassi è Francesco De Fabiani, 2° nel 2019 nella mass start e 9° finale. “Questa è una stagione che mi ha dato sinora buone soddisfazioni - racconta De Fabiani – e le sensazioni sono completamente diverse da quelle dell'anno scorso, quando nel Tour de Ski ho dovuto stoppare a metà la mia corsa, non ero arrivato neppure in Val di Fiemme. Il mio obiettivo è quello di migliorare il nono posto, perché due anni fa partendo da quarto avevo perso un po' troppo sulla salita del Cermis, che sicuramente non diventerà mai la mia gara preferita in cui posso cercare di guadagnare, ma posso limitare i danni.

La gara del Cermis con partenza mass start non l'ho mai fatta e sarà una novità per me, nel Tour de Ski ci sono sempre tante tappe favorevoli per me, le mass start sono le mie preferite, specialmente in classico, ma in generale le gare dove si corre sull'uomo sono quelle dove mi esprimo al meglio”.

Quella del 2021 sarà un'edizione anomala, condizionata dalla pandemia. Gran lavoro da parte del comitato fiemmese: “Un'edizione del tutto particolare - dice il presidente Bruno Felicetti - che ci mette a dura prova sotto il profilo dei controlli sanitari e delle procedure per garantire la massima sicurezza a tutti gli accreditati. Un ringraziamento a tutta la squadra organizzativa per gli sforzi profusi soprattutto in questi ultimi giorni di preparazione e a tutti i volontari che si sottoporranno al tampone ad inizio gennaio. Siamo riusciti a “premiarli” con una nuova divisa, frutto della sinergia fra Provincia Autonoma di Trento e Coop con la partecipazione attiva sia delle Famiglie Cooperative della Val di Fiemme, del Trentino, Coop Italia e persino Coop Norvegia, che in Val di Fiemme si sentono come a casa. Ai nostri numerosi sostenitori un augurio di buone Feste, di un migliore 2021 e seguiteci in TV”.

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