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Jarl Magnus Riiber a caccia de ‘La décima’ norvegese

Jarl Magnus Riiber a caccia de ‘La décima’
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Sci NordicoPresentazione stagione 2019-'20

Jarl Magnus Riiber a caccia de ‘La décima’ norvegese

Tra pochi giorni prenderà il via la Coppa del Mondo della combinata nordica: andiamo a vedere quali saranno i temi principali del prossimo inverno agonistico.

Nel week-end tra il 28 novembre ed il 1° dicembre prossimi a Ruka sarà inaugurata la trentasettesima edizione della Coppa del Mondo della combinata nordica. Per la nona volta nella storia della disciplina – abitualmente ogni 4 anni – non vi saranno grandi appuntamenti nel corso della stagione, dunque tutti gli atleti di vertice saranno focalizzati sulla corsa alla sfera di cristallo.

Ai nastri di partenza in terra finlandese un uomo solo monopolizza i pronostici: Jarl Magnus Riiber. Dopo un’annata trionfale, il norvegese classe 1997 appare praticamente imbattibile soprattutto sul lungo periodo, a meno di malanni e contrattempi che parlando del personaggio in questione sono tutt’altro che trascurabili. Il talentuoso ventiduenne di Oslo punterà quindi a conquistare la decima sfera di cristallo per la Norvegia, una pietra miliare che renderebbe la superpotenza scandinava la prima a raggiungere la doppia cifra.

In attesa di vedere se Riiber riuscirà nel proprio intento, andiamo a vedere qual è il contesto in cui il fuoriclasse norge si cimenterà: cominceremo da un inquadramento spazio-temporale analizzando il calendario stagionale, per giungere a cosa ci si può aspettare dalla squadra italiana, passando per i favoriti, outsider, suggestioni e possibili sorprese di un inverno che si preannuncia combattuto.

CALENDARIO 2019-‘20

Durante il congresso d’autunno della FIS tenuto ad inizio ottobre a Zurigo è stata confermata la versione definitiva del calendario stagionale del massimo circuito della combinata nordica. Come detto l’assenza di main event porrà giocoforza tutti i riflettori sulla Coppa del Mondo, fatto non scontato nelle ultime stagioni quando la lotta alla sfera di cristallo prese una via precisa già nei primi due mesi di gare e tanti atleti di vertice posero tutte le loro attenzioni sui Campionati Mondiali o Giochi Olimpici.

L’opening a Ruka – ormai un’habitué per il nuovo millennio – coinciderà con il primo trittico di gare (una Gundersen sui 5 Km e due sui 10 Km) che assegnerà un successo rinomato soprattutto in termini di premi in denaro. La settimana successiva si proseguirà con la tappa di Lillehammer ove è in programma anche un Team Event oltre ad una prova individuale, quindi – dopo un fine settimana senza gare – si lasceranno le nevi nordiche per approdare sull’arco alpino nell’imprevedibile tonnara di Ramsau am Dachstein.

Successivamente ad una pausa natalizia di 17 giorni si terranno le ultime 3 tappe sulle Alpi, con la Val di Fiemme a fare da avanguardia ad Oberstdorf e Seefeld: in terra trentina si terranno ben 3 competizioni con al giorno conclusivo la prima Team Sprint stagionale; il secondo Team Event dell’anno si disputerà in Baviera, quindi il giorno successivo ci sarà l’ultima apparizione pre Nordic Combined Triple, che giungerà alla sua settima edizione; in Austria, nella sede naturale del trittico, si gareggerà con un regolamento in parte nuovo che potrebbe stravolgere in modo sostanziale le carte in tavola, ovvero dopo le abituali Gundersen con un salto l’una e rispettivamente 5 e 10 Km da percorrere sugli sci stretti, il terzo giorno si disputerà soltanto un salto anziché due per proseguire con  i terribili 15 Km di fondo.

Gran parte della seconda metà dell’annata andrà in scena nei Paesi nordici, con il mese di febbraio che proseguirà tra l’estone Otepää e la norvegese Trondheim ove si disputeranno due competizioni individuali l’una, dunque marzo sarà tenuto a battesimo da Lahti tra l’altro con l’ultima prova a squadre della stagione, una Team Sprint. Tempo per un’ultima Gundersen scandinava ad Oslo e si ritornerà in Europa centrale con il gran finale di Schonach nella Foresta Nera.

Riassumendo, la Coppa del Mondo di combinata nordica durerà circa tre mesi e mezzo per un totale di 11 tappe, 20 competizioni individuali (11 da Large Hill e 9 da Normal Hill) e 4 gare a squadre (spartite equamente in Team Event e Team Sprint, tutte la Large Hill). Se si vuole identificare un momento clou questo potrebbe essere il Seefeld Triple, va da se che questa manifestazione non gode della stessa notorietà della Vierschanzentournee del salto speciale, seppur vorrebbero fargliela avere.

GLI UOMINI DA BATTERE

Jarl Magnus Riiber – È il grande favorito e non può essere altrimenti per quanto ha fatto vedere nell’ultimo anno e mezzo. Gli sprazzi di genio fatti trapelare nelle prime stagioni della carriera hanno trovato un completamento fenomenale in un compromesso equilibrato tra componenti salto e fondo: non è più il saltatore che domina incontrastato le prime parti di gara per poi fare fatica sugli sci stretti, ora è un buon saltatore capace di leggere al meglio gli sviluppi delle prove di fondo per volgerli a suo favore essendo un finisseur formidabile, spesso secondo a nessuno.
Nell’annata passata ha a dir poco dominato, paradossalmente però ha raccolto meno di quanto avrebbe potuto e meritato: la bacheca di casa è ora più ricca grazie ad una sfera di cristallo conquistata grazie a 12  successi ed un totale di 14 podi individuali su 19 apparizioni, due ori ed un argento iridati ottenuti rispettivamente nella competizione individuale dal trampolino piccolo, nel Team event e nella Team Sprint di Seefeld 2019.
Quest’estate si è fatto vedere poco, ma quando ha gareggiato ha sempre vinto, dal Summer GP di Planica ai campionati nazionali. Chiaramente il suo obiettivo principale per questa stagione sarà quello di bissare la vittoria finale in Coppa del Mondo per continuare la rincorsa ai record del G.O.A.T. Eric Frenzel, verosimilmente porrà un’attenzione particolare al Nordic Combined Triple in quanto l’anno passato visse il momento di maggior appannamento proprio nel week-end di questo evento, non riuscendo a chiuderlo nemmeno sul podio.

Watabe Akito – L’inossidabile nipponico non si può escluderlo dalla rosa dei favoriti, la striscia aperta di 8 podi consecutivi nella classifica generale della Coppa del Mondo parla per lui. Dopo la stagione trionfale 2017-’18, l’anno passato è tornato ad essere il grande regolarista di sempre a cui però sono mancati gli acuti vincenti: costantemente nella top-ten – di cui 5 competizioni finite nei migliori tre –, a parte in un paio di occasioni nel mese di novembre, ha condito il tutto con un bronzo iridato individuale nella gara vinta da Riiber.
In estate è stato in corsa per vincere il Grand Prix, ma dopo le tappe tedesche di Oberwiesenthal, Klingenthal ed Oberhof ha optato per tornare a casa lasciando campo libero a Rehrl. Non vederlo con buona costanza nelle primissime posizioni sarebbe una grande sorpresa, è chiaro però che per tornare ad essere l’uomo da battere ha bisogno della forma dei giorni migliori nel salto, per poi fare la propria gara in solitaria nel fondo senza incorrere negli sprint finali che storicamente lo vedono battuto.

Johannes Rydzek – Nella propria carriera quello che potenzialmente può fare in questa disciplina l’ha fatto vedere soltanto a sprazzi , con più continuità solamente nella stagione 2016-’17 chiusa però con una cocente sconfitta nella serratissima lotta alla sfera di cristallo. Se dovesse ritrovare i giusti automatismi nel salto, compreso un buon feeling con i materiali, allora potrebbe ambire con ottimi motivi a provare a conquistare quella sfera di cristallo che è l’unico grande trofeo che manca alla collezione casalinga.
Nell’off-season che sta per concludersi ha dovuto affrontare un problema fisico proprio in prossimità del Grand Prix, che non gli ha permesso di gareggiare. Da agosto di tempo a disposizione per recuperare ne ha avuto in abbondanza, quindi non dovrebbe accusare un ritardo di condizione a causa di questo piccolo infortunio. Se dobbiamo trovare un “neo” in questo combinatista completo possiamo riscontarlo in alcuni aspetti caratteriali proprio perché in momenti clou ove serviva sangue freddo e raziocinio gli è mancata la lucidità di intraprendere la scelta più saggia, Triple di Seefeld 2017 e finali di Coppa del Mondo di quello stesso anno docet.

Franz-Josef Rehrl – Insieme a Riiber è l’atleta che è migliorato maggiormente negli ultimi 12 mesi. Ora si può considerare pound-for-pound il miglior saltatore del circuito – soprattutto in contumacia dell’infortunato compagno di squadra Mario Seidl, fuori per una ricaduta della lesione al legamento crociato di un ginocchio –, allo stesso tempo però l’ultimo inverno l’ha visto evidenziare dei progressi anche nel fondo rendendolo il leader e la principale speranza del movimento austriaco.
La stagione su plastica da poco conclusa gli ha portato in dote nientemeno che la vittoria nel Summer Grand Prix, il passo successivo sarà quello di moltiplicare gli ingressi nella top-three in Coppa del Mondo ed andare a ritoccare il dato alla voce vittorie, al momento fermo alle due del Triple di Chaux-Neuve 2019. Se tutto dovesse andare per il meglio e riuscisse a mettere le mani sulla sfera di cristallo allora compirebbe un’impresa paragonabile al Riiber della passata stagione in quanto riporterebbe l’Austria sul tetto del mondo dopo 19 anni.

Vinzenz Geiger – In casa Germania è difficile identificare un vero e proprio leader tra i membri del quartetto campione olimpico in Corea. Detto di Rydzek che ha più motivi degli altri nell’andare alla caccia della Coppa del Mondo, in un’ipotetica seconda posizione in partenza troviamo l’altro combinatista di Oberstdorf. Vista la giovane età, nel post generazione d’oro Frenzel-Rydzek-Rießle, è la più grande speranza teutonica nel contrastare i norvegesi: negli ultimi tempi ha sacrificato parte della qualità sul trampolino compensando con ottime performance sugli sci stretti, ma la chiave di volta per insidiare il Riiber di turno sarà certamente quella di partire molto più avanti nella seconda parte di gara perché nel finale può mettere in gioco uno spunto veloce quantomeno paragonabile a quello del detentore della sfera di cristallo.

OUTSIDER

Guardando al futuro due protagonisti annunciati saranno i finlandesi Eero Hirvonen ed Ilkka Herola, ma che possano essere da corsa già in questa stagione non è affatto scontato: ambedue sono ormai da tempo tra i migliori fondisti del lotto, ma soprattutto nelle ultime due stagioni il trampolino ha detto male a loro. In termini di talento puro il più giovane dei due sembrerebbe essere leggermente avvantaggiato perché nei giorni migliori ha oggettivamente qualcosa in più nel salto che nei giusti contenti potrebbe renderlo il miglior saltatore del circuito, ma i tanti problemi degli ultimi anni lo hanno fatto involvere in modo allarmante. Possiamo starne certi che se dovesse ritrovare il miglior smalto allora nella prossima decade ci attenderanno numerosissime sfide al cardiopalma tra Riiber, Geiger ed appunto Hirvonen.

Rimanendo ancorati ai giorni nostri ed analizzando quanto avvenuto nell’ultimo lustro, meritano lo status di outsider altri due nomi pesanti. Il primo è quello di Fabian Rießle che nel quartetto delle meraviglie Schwarz-Rot-Gold è il membro storicamente meno estroso, ma mettesse insieme la buona costanza di rendimento abituale con la stagione della vita allora avrebbe tutte le carte giuste per provare a lottare ad armi pari per l’obiettivo grosso. Come il prossimo ventinovenne del Baden-Württemberg, anche Jørgen Graabak potrebbe far saltare il banco: il combinatista di Trondheim è il classico grande talento che ha fatto fatica a sbocciare definitivamente, passando da momenti letteralmente d’oro ad altri ben più bui. La salute raramente ha assistito il norvegese nell’arco di un intero inverno, ma dovesse trovare questa assieme ad una buona forma fisica e le giuste sensazioni nel salto, allora non avrebbe da invidiare niente a nessuno.

SUGGESTIONI-SORPRESE

Ed Eric Frenzel? Non si può dimenticare assolutamente. È difficile riuscire a capire bene quali possano essere gli obiettivi del più grande combinatista di tutti i tempi se non provare a ritoccare i propri record ed andare a prendersi i pochi che ancora gli mancano. In tal senso Hannu Manninen ha ancora un vantaggio di 14 podi e 5 vittorie in Coppa del Mondo sul fuoriclasse sassone, numeri nient’affatto banali da colmare soprattutto visto l’andazzo degli ultimi due anni, poiché non sono mancati problemi tecnici di varia natura anche se sono arrivati titoli olimpici ed iridati a livello individuale.

I nomi che si prenderanno la stragrande maggioranza di successi e top-three nella prossima stagione sono stati esauriti, diamo quindi un’occhiata a chi ambirà a fare continuamente breccia nei migliori dieci e magari ad ottenere anche qualcosa di più: lo scorso inverno il norvegese Espen Bjørnstad è passato dall’essere una seconda linea della superpotenza scandinava a diventare un inamovibile nel massimo circuito grazie ad una qualità nel salto tra le più elevate della disciplina ed una resistenza nel fondo dignitosa, quindi ulteriori progressi sugli sci stretti potrebbero fargli sognare qualche colpaccio; sempre dalla Norvegia proviene l’atleta in età juniores più promettente dell’intero panorama mondiale, Jens Lurås Oftebro, i cui limiti sono ancora sconosciuti agli addetti ai lavori, dunque non sorprenderà vederlo costantemente tra i migliori; infine l’estate scorsa ha riproposto ad un buon livello di competitività il francese Antoine Gérard, ormai leader del movimento transalpino dopo i ritiri di François Braud e Maxime Lahuerte: l’inverno venturo potrebbe essere per lui quello della definitiva consacrazione nel provare a ripercorrere le orme degli illustri connazionali.

CASA ITALIA

Veniamo dunque alla squadra italiana. Non c’è da nascondere che l’attesa per vedere gli azzurri all’opera è elevata, da un lato per i risultati della off-season e dall’altro per quanto trapelato dalle ultime ottimistiche dichiarazioni. Al momento la squadra allenata da Giuseppe Michielli può contare su tre atleti che possono ambire alla zona punti con continuità in Coppa del Mondo – ovvero Samuel Costa, Alessandro Pittin ed Aaron Kostner –, una fascia di atleti che faranno la spola tra la Continental Cup ed il massimo circuito le cui prestazioni non sono facilmente pronosticabili – Raffaele Buzzi, Lukas Runggaldier e Manuel Maierhofer – ed infine una serie di ragazzi non più in età juniores che dovremmo vedere con buona costanza nel circuito cadetto – Denis Parolari, Luca Gianmoena e Giulio Bezzi. Infine ci sarà da monitorare la crescita dei giovanissimi Domenico Mariotti, Jacopo Bortolas e Stefano Radovan la cui stagione sarà improntata sui Mondiali di categoria e per gli ultimi due anche sui Giochi Olimpici giovanili.

Analizzando più nel dettaglio i “tre tenori” italiani, il leader del ristretto movimento coordinato dal direttore  tecnico Federico Rigoni appare essere Samuel Costa: il gardenese, che  tra pochi giorni compirà 27 anni, arriva da un’annata miracolosa considerando che aveva perso completamente la stagione 2017-’18 a causa di ripetute operazioni chirurgiche ad un ginocchio ed era tornato a saltare ad autunno 2018 inoltrato. Rispetto al combinatista pre-infortunio Costa ha evidenziato dei miglioramenti importanti sugli sci stretti, ma allo stesso tempo soltanto raramente ha ripetuto le prestazioni nel salto che lo vedevano uno degli interpreti più rinomati del circuito. Se col passare del tempo l’altoatesino dovesse riavvicinare il rendimento sul trampolino mostrato nei primi mesi del 2017, allora non sorprenderebbe trovarlo costantemente nella top-10 con qualche sortita da podio.

La seconda forza della squadra di Coppa del Mondo sarà verosimilmente Alessandro Pittin. Il più grande combinatista italiano di tutti i tempi è ormai da più di un lustro il fondista da battere, ma gli annosi problemi tecnici nel salto abbinati a qualche incertezza di natura mentale – che si porta dietro dalle terribili cadute in serie patite nel 2012 –, negli ultimi inverni lo hanno lasciato lontano dalle posizioni che contano tranne che in sporadiche occasioni. Proprio il trampolino, che deve tornare a dire bene al friulano, è la condicio sine qua non per le future fortune: se riuscirà a partire nel fondo con distacchi ragionevoli (al massimo intorno al minuto e mezzo dalla testa) allora nulla gli potrà impedire di sognare.

Infine cosa ci si potrà aspettare da Aaron Kostner? Il gardenese è reduce da un’annata illuminata dalla prova iridata su Large Hill dei Mondiali di Seefeld, conclusa ad un clamoroso tredicesimo posto: naturalmente non si potrà pretendere un simile rendimento dal giovane azzurro, ma una discreta costanza di piazzamenti in zona punti appare essere l’aspettativa più realistica in un percorso di crescita ancora lontano dall’essere terminato.

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