"A Bansko la Valanga Rosa ci ha regalato un week-end indimenticabile"

Sci AlpinoGhiaccio Verde

"A Bansko la Valanga Rosa ci ha regalato un week-end indimenticabile"

Nell'ultima puntata di "Ghiaccio Verde", Dario Puppo e Paolo de Chiesa fanno il punto sui tantissimi temi proposti negli ultimi giorni dalla Coppa del Mondo di sci alpino. Ecco la video intervista di NEVEITALIA.

Tra Kitzbuehel e Schladming per il settore maschile, passando dal magico week-end azzurro per il settore femminile a Bansko, la Coppa del Mondo di sci alpino ha offerto tantissimi spunti negli ultimi giorni.

Nella puntata odierna di “Ghiaccio Verde”, Dario Puppo intervista Paolo De Chiesa partendo dallo spettacolo dello slalom di Schladming e dal numero di Henrik Kristoffersen per vincere (quarta volta in carriera per il norvegese) sulla Planai. “Un po' come Tomba a Lech 1994 – lega i ricordi l'ex alfiere della Valanga Azzurra – Pensavo che per lui fosse ormai finita, ma da quel momento in avanti ha fatto una seconda manche da quel Kristoffersen che batteva anche Hirscher”.

Una profonda analisi, quella di Paolo, sui temi dello slalom che vanno da Yule a Noel, passando per gli azzurri ottimi protagonisti nelle due classiche austriache con Razzoli, Maurberger e Vinatzer.

E poi come non aprire il capitolo delle fantastiche donne azzurre capaci della tripletta in discesa a Bansko. “Un week-end indimenticabile, come forse mai nella nostra storia – dice De Chiesa – Sono particolarmente felice per la rinascita di Elena Curtoni dopo gravi infortuni e dico che... Federica Brignone avrebbe potuto vincere un paio di gare, senza gli errori nella seconda discesa e quell'inforcata con la spalla nel super-g...”.

Nella video-intervista che vi proponiamo, anche un curioso parallelo sulle sfide tra Stenmark e Thoeni-Gros, un po' come Shiffrin che, ora a 20 vittorie dal fuoriclasse svedese, si trova a che fare con due azzurre come Brignone e Bassino...



© RIPRODUZIONE RISERVATA
2
Consensi sui social

Più letti in scialpino

Marta Rossetti suda a Formia dopo un recupero che è stato complicato: Tutto più difficile rispetto al 2021

Marta Rossetti suda a Formia dopo un recupero che è stato complicato: Tutto più difficile rispetto al 2021

A Obiettivo Sci, la slalomista bresciana ha raccontato i dettagli di un percorso di riabilitazione molto tosto, dal crac al crociato del ginocchio destro patito lo scorso ottobre costato per la seconda volta le Olimpiadi. A Les Deux Alpes il primo approccio sulla neve, ma non ho ancora recuperato al 100% la forza e devo stare attenta, questa volta riparto da zero. Contentissima per la crescita di Della Mea e le giovani innalzeranno il livello di tutte.