Domenica 17 Novembre, 13:11
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Fabio Poncemi
Fabio Poncemi
Giornalista

Tomba show da Cattelan: "Mi vedevano come un alieno, gli altri mangiavano la minestra e andavano a letto alle 21.30"

Tomba show da Cattelan: 'Mi vedevano come un alieno, gli altri mangiavano la minestra e andavano a letto alle 21.30'

Ospite della nota trasmissione di Sky Uno, il campione bolognese ha ripercorso le particolarità della sua carriera e di come ha vissuto (e vive) la sua popolarità

Un fiume in piena, spontaneo come sempre.

Alberto Tomba, ancora una volta, ha acceso l'entusiasmo del pubblico che da tanti anni lo ama, pur avendo smesso di gareggiare da 21 anni, per la sua partecipazione allo show tv “E poi c'è Cattelan”.

Il tre volte oro olimpico ha spiegato la sua ottima forma fisica confidando che “nuoto e corro parecchio in estate, praticamente sono al top nel periodo opposto rispetto a quando gareggiavo”.

E se da giovane veniva visto come l'extraterrestre in arrivo dalla pianura, Albertone si è presto fatto spazio non solo con la sua classe e potenza in pista: “Erano tutti taciturni, io estroverso e allegro. Me ne andavo a letto dopo le 23 e mangiavo di tutto, gli altri alle 21.30 dopo la minestrina... Ho fatto esperienza anche in quegli aspetti e i rapporti con i ragazzi altoatesini e anche gli stranieri sono stati poi ottimi, tanto che ci si ritrova a cena dopo tanti anni”.

Una cena speciale, l'asso bolognese l'ha vissuta anche con un certo Michael Jordan: “E' vero, lo conobbi in America giocando a golf – conferma Alberto sull'imbeccata di Cattelan – Poi ho ricevuto la sua chiamata per trovarci a Portofino da un amico”.

Il periodo della massima popolarità? Dopo la doppietta d'oro di Calgary '88 e i Giochi di Albertville '92: “Il terzo oro olimpico portò al delirio, la privacy era ormai azzerata e dovevo difendermi dai paparazzi. Non è stato facile gestire tutto questo”. E poi la passione per il vino. “Forse lo bevevo maggiormente prima rispetto ad ora, quando potrei fregarmene – sorride Tomba, cominciando la degustazione con Alessandro Cattelan (nella foto) per indovinare la provenienza – Il problema non è il bere, ma il... ri-bere”.

Cinquanta volte (più una...) vincitore in Coppa del Mondo, ma Alberto Tomba non aveva problemi a sobbarcarsi centinaia di km in auto per andare alle gare: “Guidavo io, eccome, con nebbia o neve mentre mia mamma era a casa preoccupata. E una volta sono arrivato ai 3200 mt del rifugio allo Stelvio per allenarmi, scendendo direttamente dall'auto in bermuda visto che a Bologna faceva caldo...”.

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