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Bruno Gattai, quanti ricordi: "Io, Albertone e le telecronache con campioni che hanno fatto la storia"

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Bruno Gattai, quanti ricordi: "Io, Albertone e le telecronache con campioni che hanno fatto la storia"

La voce iconica dello sci alpino per quasi un ventennio, si è raccontato nel corso della trasmissione "Puppo&Ambesi Live by night" ospitata da NEVEITALIA. E gli spunti sono stati tutt'altro che banali.

Bruno Gattai è stato il telecronista che ha fatto sognare l'Italia, accompagnando i trionfi di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni tra fine anni '80 e il successivo decennio che ha portato alla conclusione delle carriera di due straordinari campioni dello sci azzurro, così come dell'avventura al microfono del noto avvocato milanese.

Lo si vede raramente tra gare o palcoscenici televisivi, ma nella serata di mercoledì la sua apparizione nel salotto di Dario Puppo e Massimiliano Ambesi, che potete rivedere in video qui su NEVEITALIA, ha fatto felici migliaia di appassionati.

Tantissime le domande e gli argomenti affrontati, partendo dalla sua avventura da atleta nel mondo dello sci, visto che Gattai era un promettentissimo discesista della nazionale, prima di smettere causa infortuni e diventare l'icona del commento, dalle Olimpiadi di Sarajevo 1984 ai trionfi di Tomba a Calgary '88, prima con Telemontecarlo e poi sino al nuovo millennio con Mediaset. “E' vero, ero naturalmente portato e da piccolo, dopo aver cominciato sugli sci a Cortina, ho vinto praticamente tutto dal Topolino sino ai vari titoli italiani di categoria, sino al 4° posto ai mondiali jr in discesa.

Probabilmente sono arrivato troppo presto in nazionale, ero in squadra A già a 15 anni; ho vinto il titolo italiano senior in discesa e fatto il mio esordio in Coppa del Mondo, ma cadevo troppo affrontando piste così difficili da giovanissimo. Il mal di schiena, dovuto in particolare alla caduta sul salto finale della Saslong nella discesa di CdM, mi ha portato a farmi operare negli Stati Uniti per poi riprovarci, ma ho detto basta avendo capito che non sarei diventato quel campione che sognavo di essere. E ho cominciato a studiare legge”.

Un telecronista unico nel suo modo di raccontare, grazie anche ad un approccio differente come ha spiegato lo stesso Gattai: “Mi sono sempre sentito in prestito, facevo un hobby ben retribuito che iniziò proprio quando ero infortunato. Nel corso di una gara di Coppa del Mondo a Courmayeur, dove mi trovavo in vacanza, Guido Oddo mi invitò in cabina a commentare con lui, poi fu Enrico Crespi (che già lavorava con TMC) a chiedermi aiuto per fungere da seconda voce. E poco dopo cominciai a fare le telecronache da solo, commentando quasi come se fossi assieme ai miei amici, con tifo e un linguaggio che mi veniva naturale. Certamente sì, nessuno faceva così e forse questo ha cambiato il commento negli anni a seguire”.

Legato ad Alberto Tomba (“anche come amico, ci sentiamo e vediamo appena possiamo”), Gattai ricorda un periodo indimenticabile per le gesta del fuoriclasse bolognese, ma non solo. “Senza Albertone non avrei mai avuto questo successo, ma ricordiamoci anche di una certa Deborah Compagnoni... Un momento irripetibile per lo sci, che aveva raggiunto una notorietà spaventosa. I momenti più emozionanti? Calgary '88 fu straordinaria, lo stesso Albertville, poi c'è Sierra Nevada dove Tomba fece qualcosa fuori dal mondo. Lui stesso ama particolarmente la telecronaca di quel gigante che gli regalò il primo oro iridato della carriera. Ho amato però tantissimi campioni, da Zurbriggen a Girardelli, sino ad arrivare a Maier, Miller e Von Gruenigen”.

Quanto è cambiato secondo Gattai lo sci nel corso degli anni? “Radicalmente a livello di materiali, con la componente tecnica preponderante sino agli anni '90 e poi certamente con un valore minore. Questo purtroppo ha portato anche certi atleti a ricorrere al doping, basti ricordare certi fisici. Ora capisco la volontà di cercare lo spettacolo, spesso dopo i primi 15 ci si annoia perchè sembra tutto... uguale. Tutto questo però va fatto con logica, non come i paralleli che ho visto quest'anno, chiaramente parsi una str... con una pista più veloce dell'altra e manche secche”.

Analisi mai banali quelle dell'avvocato, parlando anche dei campioni attuali che l'Italia si coccola, da Dominik Paris (“non pensavo che sarebbe diventato un fuoriclasse qual è ora, soprattutto a livello tecnico, ma è stato straordinario nell'applicazione”) a Federica Brignone, della quale Gattai si definisce “un grandissimo fan, non a caso quest'anno sono andato a vederla a Crans-Montana. Dico però che ha aspettato sin troppo a diventare una polivalente di questo livello, poteva farlo ben prima”.

Infine i Giochi di Milano-Cortina 2026, con lo stesso Gattai che fa parte del CDA: “Un'occasione straordinaria, anche perchè le nuove normative che hanno portato il CIO a volere Olimpiadi sostenibili, si lavorerà per creare impianti che non diventino poi inutili mausolei, oltre ad avere già la gran parte delle strutture necessarie. Sul piano sportivo, sogno di vedere ancora Paris e Brignone al top tra 6 anni, ma il nostro movimento potrà fare comunque una bellissima figura avendo tanto anche alle spalle dei campioni”.

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