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La discesa dal Cervino? I dubbi degli atleti, da Paris a Feuz: "Condizioni meteo troppo a rischio"

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La discesa dal Cervino? I dubbi degli atleti, da Paris a Feuz: "Condizioni meteo troppo a rischio"

Si continua a lavorare tra Italia e Svizzera per il progetto della prima discesa trans nazionale in Coppa del Mondo, ma proprio i due assi della velocità mondiale pongono dubbi sulla fattibilità. L'inchiesta del "Blick".

E' un progetto a dir poco ambizioso, che ha già ricevuto una serie di benestare importanti, a livello di garanzie economiche da parte degli enti coinvolti e di fattibilità tecnica, dalla FIS e dagli esperti coinvolti.

FISI e Swiss-Ski proseguono assieme nella volontà di creare una discesa leggendaria, da inserire nel calendario di Coppa del Mondo tra un paio di anni (nel novembre 2023, dopo le prime gare FIS da disputare nella stagione 2022/23), per uno straordinario “Speed Opening” sul Cervino. Sarebbe la gara più lunga del mondo, ancor più dei 4300 metri del Lauberhorn di Wengen, e la prima discesa trans nazionale nella storia, partendo dai 3899 mt della Gobba Rollin, a sud del Piccolo Cervino in territorio svizzero, per terminare a quota 2814 di Laghi Cime Bianche, su nevi italiane.

L'olimpionico Didier Défago sta lavorando alla costruzione del tracciato, ma non mancano i dubbi da parte degli atleti stessi, interpellati dal collega del “Blick”, Marcel W. Perren. Sul quotidiano elvetico si analizza la situazione e vengono proposti i pareri dei due assi della velocità mondiale negli ultimi anni, ovvero Dominik Paris e Beat Feuz.

Domme” avverte: “Continuiamo a parlare di come rendere più sicuro il nostro sport, ma non credo che iniziare una discesa a quota 4000 metri all'inizio di un inverno di Coppa del Mondo, con una durata di gara di due minuti e mezzo, vada in questa direzione”, ha sottolineato il jet della Val d'Ultimo riferendosi all'enorme fatica fisica alla quale verrebbero sottoposti.

Feuz sottolinea in particolare un rischio a livello meteo: “Credo sia molto difficile trovare una giornata con le condizioni giuste, trovandoci a novembre a quota 4000 metri. Anche in caso di meteo bello, il vento giocherebbe un ruolo fondamentale ed è necessario che si tratti di una gara regolare”.

Per un altro discesista elvetico, Urs Kryenbuehl, “già quando ci alleniamo sul ghiacciaio a Zermatt, a causa dell'altitudine, manca il fiato dopo un solo minuto di prova. Mi viene difficile immaginare come potremmo farcela su una distanza molto più lunga a queste condizioni”.

Infine Felix Neureuther, un grande ex che si schiera apertamente contro la super discesa del Cervino. “Dobbiamo rendere sostenibile lo sci, penso semplicemente che costruire una discesa così lunga non ci porti verso il futuro”.

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