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Alberto Ghezze e il Mondiale: "Cortina prontissima, lo spostamento era una scelta aziendale"

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Alberto Ghezze e il Mondiale: "Cortina prontissima, lo spostamento era una scelta aziendale"

Nel corso del "Puppo&Ambesi Summertime" ospitato da NEVEITALIA, il responsabile dell'area sportiva ha analizzato tutti gli aspetti legati a Cortina 2021. Con la novità del parallelo e 13 gare in due settimane.

Una trasmissione, che potete rivedere integralmente su questa pagina, interamente dedicata ai campionati del mondo di Cortina 2021, confermati ufficialmente dal consiglio FIS nelle date originarie del febbraio 2021, quando dall'8 al 21 del mese andranno in scena le tredici gare proposte dal programma iridato.

Dario Puppo e Massimiliano Ambesi hanno analizzato nel dettaglio, in quasi due ore della terza puntata del “Puppo&Ambesi Summertime”, tutto quanto legato all'avventura cortinese, partendo anche dalle sconfitte delle candidature precedenti, dal 2013 al 2019. Un Mondiale sofferto, arrivato sino alla richiesta di spostamento al 2022, ma ora pronto a celebrarsi tra sette mesi, si spera senza troppe limitazioni legate al pubblico.

Alberto Ghezze, responsabile dell'area sportiva di Fondazione Cortina 2021 e ospite della trasmissione, ha spiegato ogni scelta operata dall'organizzazione, a partire dalla possibilità di gareggiare nel marzo 2022: “In quel momento richiedere lo spostamento era l'ideale per avere un Mondiale al 100% delle potenzialità – le parole dell'ex tecnico azzurro - Per non parlare del rischio aziendale se entro il febbraio 2021 dovesse succedere qualcos'altro di così grave in tema di pandemia.

E' chiaro che c'erano problematiche per poter attuare il piano 2022, dai diritti tv ai calendari: la richiesta di spostamento ha fatto discutere, ma la soluzione finale trovata è ottima anche perchè saremo il primo evento per rilanciare alla grande la montagna. Al tempo stesso, però, abbiamo suscitato una discussione sull'assegnazione dei grandi eventi, considerato che la FIS si farà garante (per quasi 10 milioni di euro, ndr) in caso di cancellazione: un cambiamento rispetto al ruolo che ha sempre avuto la Federazione Internazionale all'interno di tutto il circuito, visto che allo stato attuale delle cose la responsabilità economica di qualsiasi gara di Coppa del Mondo ricade sempre sui comitati organizzatori”.

Il parere negativo degli atleti ha inciso? Ghezze è chiaro nella risposta: “Ho fatto l'allenatore e conosco bene le dinamiche anche da quel punto di vista, ma posso dirvi che in questo caso il loro parere è troppo di parte. Noi abbiamo dovuto ragionare come azienda e, pur capendo la situazione, non condivido la presa di poisizione che c'è stata per evitare il 2022. Gli stessi atleti dovrebbero rendersi conto che si sarebbe trattato di causa di forza maggiore”.

I presunti ritardi sui lavori (rilanciati da alcuni media, senza alcun riscontro) che avrebbero portato a richiedere lo slittamento di un anno, sono stati negati in maniera decisa da Ghezze: “Mi fa sorridere, se penso che 4 mesi fa eravamo prontissimi per le finali di Coppa del Mondo e in tre anni la scaletta dei lavori è stata rispettata perfettamente. L'unico ritardo riguarda la finish area della pista da slalom del Col Drusciè, ma è legata alla decisione successiva di gareggiare su quel tracciato, mentre le opere collaterali, come la viabilità d'accesso, non riguardano aspetti a servizio dell'evento. Vi posso assicurare che non ci sono problemi da questo punto di vista, l'unico dispiacere è non aver potuto testare i flussi d'accesso alla montagna da parte del pubblico, che nel caso delle finali sarebbero stati maggiori rispetto alle classiche gare di Coppa del Mondo.

Abbiamo le esperienze precedenti per poter svolgere un lavoro al massimo, ma i piani di emergenza per le quattro piste, lo spostamento della neve, la creazione dei varchi e quei tanti piccoli dettagli che fanno la differenza, avrei preferito testarli per evitare quelle notti insonni che, prima delle gare mondiali, certamente vivrò...”.

Le gare saranno ben tredici in due sole settimane, con la novità del parallelo individuale, sia a livello femminile che maschile da disputarsi nella giornata di martedì 16 febbraio (con l'ormai classico team event il giorno successivo): “Da un punto di vista tecnico ci ha fatto piacere inserirlo – l'analisi del responsabile dell'area sportiva – ma è chiaro che sul piano del calendario di gare, potrebbe diventare complicato se il meteo non ci darà una mano. Sono poche le giornate a disposizione per recuperare da eventuali cancellazioni (unico giorno di riposo del Mondiale sarà quello di lunedì 15 febbraio) e cominceremo con la combinata femminile e i due super-g nella seconda giornata, per avere un po' di spazio prima delle gare regine e delle relative prove, ovvero la discesa femminile e quella maschile”.

Cortinese doc che conosce benissimo la località mondiale è Silvano Varettoni, l'ex discesista azzurro che dopo il ritiro dall'agonismo ha assunto il ruolo di voce tecnica di Eurosport per le gare maschili: “Perdere le finali era stata una mazzata, ora sono davvero felice di questa soluzione – ha detto Varettoni, ospite in trasmissione – Era tutto perfetto e pronto per lo scorso marzo, a livello di organizzazione Cortina è semplicemente al top. Speriamo solo di non avere problemi legati alla situazione Covid-19, per ora le nazionali stanno lavorando e non credo sarà un grande problema saltare la trasferta in Sudamerica, anche perchè varrà per tutti. Di certo i nordamericani sono gli unici a tribolare per la preparazione sugli sci, ma andando verso la stagione mi auguro possa tutto risultare nella normalità o quasi”.

Un po' meno ottimista Mattia Casse, il terzo ospite del “Puppo&Ambesi Summertime”, sui destini della stagione 2020/21, lui reduce dall'annata migliore della carriera per continuità, con il 6° posto nella classifica finale di super-g e due quinti posti nella disciplina: “Sembra possa risultare dura poter cominciare, per noi velocisti, dalle gare nordamericane. Ad ogni modo ci adatteremo e speriamo in un Mondiale senza problemi. Le finali sarebbero state un bel banco di prova, tra l'altro in una stagione per me positiva: sono convinto che, al di là dei soldi e della politica, sia giusto provarci per il 2021 perchè la voglia di ripartire e tutto quello che porta l'evento debba prevalere. Sarà pure un'enorme occasione in ottica Giochi Olimpici 2026, che per me sono ancora un sogno: prima penso a qualificarmi per Pechino...”.

Infine, Casse ha voluto applaudire quanto fatto dalla FISI per permettere agli azzurri di allenarsi in questo periodo allo Stelvio: “Ci hanno messo a disposizione un ghiacciaio per un mese intero, in massima sicurezza, e credo che ci sia stata troppa polemica dietro alla positività emersa. Ve lo dice uno che ha vissuto il periodo drammatico del Covid a Bergamo: dobbiamo andare avanti, semplicemente rispettando le regole”.

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