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A quattro anni dalla scomparsa, Giovanni Morzenti riceve giustizia dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo

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A quattro anni dalla scomparsa, Giovanni Morzenti riceve giustizia dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo

La sentenza parla di processo non equo subito per la condanna che portò l'ex presidente FISI in carcere nel 2014. Lo Stato italiano dovrà risarcire la famiglia.

Giovanni Morzenti – presidente della FISI dal 2007 al 2011 – ha subìto un processo non equo e per questo la famiglia dell'ex numero 1 federale, scomparso a 66 anni nel 2017, dovrà essere risarcita dallo Stato Italiano.

E' quanto stabilito nei giorni scorsi, con giudizio definitivo, dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo, alla quale Morzenti prima e i suoi familiari poi hanno fatto ricorso, relativamente alla condanna per concussione che portò il dirigente bergamasco (poi trasferitosi ben presto in Piemonte) a scontare il carcere nel 2014 per il reato di concussione.

Nella sentenza, si “sostiene che c'è stata una violazione dell'Articolo 6 della Convenzione sui diritti dell'uomo”.

Morzenti divenne presidente della FISI nel 2007, dopo il periodo commissariale che seguì alle dimissioni del precedente presidente, Gaetano Coppi. Rimase in carica fino al 2011 e sotto la sua presidenza si svolsero le Olimpiadi di Vancouver, dove la FISI conquistò quattro medaglie con l'oro di Giuliano Razzoli in slalom, l'argento di Pietro Piller Cottrer nella 15 km a tecnica libera, il bronzo storico di Alessandro Pittin, prima medaglia italiana nella storia della combinata nordica, e il bronzo di Armin Zoeggeler nello slittino.

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