Stenmark 70: auguri al mito, legatissimo all'Italia per mille motivi, il mondo dello sci festeggia "Ingo"

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Stenmark 70: auguri al mito, legatissimo all'Italia per mille motivi, il mondo dello sci festeggia "Ingo"

Il 18 marzo 1956 nasceva il campionissimo di Tarnaby, capace di arrivare a quelle iconiche 86 vittorie in Coppa del Mondo, per non parlare dei titoli olimpici e mondiali, oltre al tris consecutivo di sfere di cristallo. La prima volta a Campiglio, le sfide con gli assi della Valanga Azzurra e poi gli incroci con Tomba nel finale della sua meravigliosa carriera.

Un mito, un fuoriclasse indimenticabile che, tra l’altro, è davvero legatissimo all’Italia per mille motivi.

Ingemar Stenmark compie oggi 70 anni e non si può non ricordare quanto fatto, nell’arco di una carriera lunga una quindicina di stagioni ai massimi livelli, dal fenomeno venuto dalla Svezia, dalla sua Tarnaby per dominare il circo bianco e, di fatto, porre fine all’era meravigliosa della “Valanga Azzurra”, con classe, professionalità, tecnica sopraffina e anche quella umanità che è sempre più merce rara.

Tanto da aver instaurato, proprio con i campioni del nostro sci, legami profondi che ancora oggi, ad oltre mezzo secolo da quegli inverni magici, si dimostrano tali. Con Paolo De Chiesa, dal quale “Ingo” è diviso alla nascita da appena quattro giorni (lo slalomista cuneese è nato il 14 marzo 1956), c’è davvero una splendida amicizia, lo stesso vale per Gustavo Thoeni, il suo vero grande rivale come Piero Gros e poi, se guardiamo ai primi anni ’80, gli incroci di lamine con Girardelli, i Mahre, Zurbriggen, sino a Tomba che ne ha un po’ ereditato il trono, con Stenmark che, quasi 33enne, vinse l’86esima e ultima gara nel febbraio 1989 ad Aspen, in gigante, quando “Albertone” era già esploso.

Il primo degli iconici successi dell’asso scandinavo proprio nel nostro paese, il 17 dicembre 1974 nello slalom di Madonna di Campiglio, su quel Canalone Miramonti dove Stenmark torna ogni volta che può, così come lo scorso anno è sbarcato sulle Dolomiti per ricordare a Ortisei il cinquantenario del mitico parallelo che assegnò la sfera di cristallo 1974/75, in quel caso non fortunato per Ingemar, piegato da Thoeni nel duello finale che rappresenta un momento più unico che raro nella leggenda di questo sport.

Dopo quella coppa persa sul filo di lana, il campionissimo svedese divenne tale prendendosi tre generali consecutive, e sarebbero state di più senza il “rallentamento” imposto dai regolamenti di quegli anni. Nei grandi eventi, la doppietta d’oro nelle discipline tecniche ai Giochi Olimpici di Lake Placid 1980, dopo il bronzo in gigante di Innsbruck ’76, così come furono due i titoli tra gigante e slalom al Mondiale di Garmisch-Partenkirchen ’78, prima del tris con la sfida tra i pali stretti di Schladming ’82 portata a casa.

In totale, la bellezza di 46 giganti e 40 slalom (nessuno come lui a livello maschile) messi in bacheca in CdM, con la sola Mikaela Shiffrin che ha superato quella mitica cifra di “86” tre anni fa, nella terra di Ingemar, vincendo entrambe le gare di Are dove, domenica scorsa, la campionissima statunitense è arrivata addirittura a 109.

Per Stenmark, 155 i podi totali e, se parliamo di coppe di specialità, sono 8 quelle di slalom (7 consecutive dal 1975 al 1981!) e 7 di gigante.

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