Il bilancio del velocista piemontese, da anni di stanza nella bergamasca, al termine di un inverno dal quale si attendeva di più, ma con la voglia di migliorarsi ancora, a 36 anni e guardando ad una carriera nella quale vuole togliersi ancora molte soddisfazioni, lui che nel dicembre 2024 si è sbloccato in CdM con quella vittoria nel super-g sulla "sua" Saslong. "Sognavo una medaglia ai Giochi, ma è stata comunque un'esperienza che mi ha cambiato".
Mattia Casse è uscito da una stagione con sei top ten collezionate, una buona continuità anche se è mancato il picco visto che, come ha ammesso lo stesso classe 1990 nativo della Val di Susa, all’interno delle stesse gare il “trattore” non è mai riuscito a “mettere assieme tutti i pezzi”, pensiamo soprattutto alla discesa di Crans-Montana dove ha fatto paura per tre quarti di gara, dando la sensazione di potersela giocare anche con un tracimante Franjo von Allmen.
A partire dalle due discese nella “sua” Val Gardena, dove ha convinto dopo le prime sfide statunitensi abbastanza difficili, l’inverno di Mattia è proseguito poi con quel 6° posto nel super-g di Kitzbuehel, a 15 centesimi da un podio che gli manca proprio dalla vittoria, nella stessa specialità, ottenuta sulla Saslong a fine 2024.
Poi c’è stato il debutto olimpico, a 36 anni, anche se Casse sognava risultati diversi nei tre appuntamenti che ha avuto a disposizione sulla “Stelvio”, sfiorando la top ten solo nella discesa inaugurale (11°).
Il velocista che da anni vive nella bergamasca ha tutta l’intenzione di proseguire ancora nel suo percorso agonistico, magari arrivando sino ai Giochi del 2030, potendo approcciarsi al 2026/27, dove le gare iridate andranno in scena proprio su quella “Piste Nationale” che ha dimostrato di gradire eccome, con una preparazione completa a differenza di quella della primavera-estate 2025, dopo la frattura al gomito rimediata 13 mesi fa in prova a Kvitfjell.
“Si chiude un quadriennio. Quattro anni di sveglie all’alba, muscoli in fiamme e il cuore che batte – ha scritto Mattia su instagram tirando una riga dell’intero periodo che l’ha portato a disputare i suoi primi Giochi Olimpici – Questo ciclo è stato una collezione incredibile di “prime volte”: il primo podio, la prima vittoria, la consapevolezza di poter lottare con i migliori.
Sognavo la medaglia sulla Stelvio, su quella pista che non fa sconti a nessuno. Non è arrivata, è vero, ma è arrivato tanto altro: un’esperienza che mi ha cambiato e che porterò dentro per sempre. Non guardo indietro con rimpianto, ma in avanti con fiducia. La delusione di un obiettivo è diventata la mia nuova benzina.
Ho ancora troppi sogni nel cassetto per fermarmi qui e quella fame di migliorare è ciò che mi farà tornare in pista più forte di prima. Grazie di cuore a chi mi ha sostenuto, a chi ha lavorato nell’ombra e a chi ha creduto in me in ogni singola porta di questo percorso. Il viaggio non finisce qui. È solo il momento di alzare l’asticella”.
BOLLETTINO NEVE
| LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
|---|---|---|
| Alagna Valsesia | 5/7 | 30-160 cm |
| Gressoney-La-Trinitè | 9/11 | 70-120 cm |
| Pila Aosta | 10/15 | 30-50 cm |
| Champoluc | 5/10 | 65-100 cm |
| Livigno | 27/31 | 10-50 cm |
| Plan de Corones | 14/34 | 10-60 cm |
| Courmayeur | 18/18 | 40-150 cm |
| Gabiet | 9/11 | 70-120 cm |
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