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Max Valle
Max Valle
Giornalista professionista

foto di Getty Images

Marcel Hirscher il pentacoppe è nella leggenda: un confronto con i grandi del passato

Marcel Hirscher il pentacoppe è nella leggenda: un confronto con i grandi del passato

Nel giorno in cui, con la conquista della sua quinta Coppa del Mondo generale consecutiva, la carriera di Marcel Hirscher diventa se possibile ancora più leggendaria di quanto già non fosse (solo Annemarie Pröll tra le donne è riuscita in una simile impresa), vogliamo provare a fare delle riflessioni su quale posto merita di occupare l'austriaco in una sorta di classifica dei più grandi di tutti i tempi.

Per quanto riguarda le discipline tecniche, possiamo già dire con sicurezza che il fuoriclasse del Salisburghese è il secondo di sempre dietro all'inarrivabile (per ora?) Ingemar Stenmark. E' vero che Alberto Tomba gli è ancora davanti sia come numero di vittorie che come numero di podi limitatamente a gigante e slalom di Coppa ed escludendo i paralleli (nel primo caso 50 a 36 ma Marcel ha vinto anche 2 paralleli e un superG, nel secondo caso 88 a 81 ma Marcel ne ha anche 4 in combinata, 3 in parallelo e 3 in superG che ne fanno salire il totale a 91) ma in un arco di quattro-cinque anni il bolognese non si è mai avvicinato alla costanza di rendimento impressionante che ha avuto Hirscher nelle ultime cinque stagioni. In 92 tra slalom e giganti di Coppa disputati tra l'inverno 2011-2012 e oggi l'austriaco è salito 70 volte sul podio vincendone 33, la media sale ancora di più per quanto riguarda i soli giganti: su 43 ne ha chiusi 35 sul podio vincendone 16 e solo in un'occasione ha fatto peggio del sesto posto, peraltro buttando via una vittoria sicura sul muro finale del gigante di Adelboden del 12 gennaio 2013 e questo, inforcate in slalom a parte, è stato l'unico suo "errore fatale" negli ultimi cinque anni. Semplicemente impressionante.

C'è poi da dire, come abbiamo già accennato prima, che Hirscher ha propensioni alla velocità nettamente superiori a quelle di Tomba, tanto è vero che quando in un superG ha trovato un percorso impegnativo e un tracciato angolato ha sempre risposto presente, e il rispondere presente ha voluto dire o podio oppure, come lo scorso dicembre a Beaver Creek, addirittura vittoria, mentre l'Albertone nazionale in superG non andò mai al di là del quarto posto. Tra l'altro Hirscher è finito terzo anche in un superG meno tecnico e più veloce come quello di poche settimane fa a Hinterstoder, proprio nella località in cui cinque anni orsono ha subito l'unico serio infortunio della sua carriera, che gli fece saltare i Mondiali di Garmisch-Partenkirchen. E' vero che anche Stenmark, come Tomba, non aveva per niente simpatia per la velocità (fu terzo in una combinata dopo aver fatto praticamente in piedi la Streif di Kitzbühel nell'unica discesa della sua carriera e quinto in un superG), ma il numero delle sue vittorie in Coppa del Mondo, 86, è talmente spropositato, e oltretutto è stato ottenuto in due sole specialità, che ce lo fa ancora ritenere il più forte sciatore di sempre anche se non magari il più completo, tra l'altro le sue coppe di specialità sono ben 16 e quelle generali "solo" tre perché la FIS cambiò il regolamento per impedirgli di continuare a dominare.

I detrattori di Hirscher però, nel confronto con Tomba, potrebbero dire che sì, è vero che ha vinto cinque coppe assolute contro una, ma Tomba ha vinto cinque ori tra Olimpiadi e Mondiali e Hirscher solo due, oltretutto il secondo in circostanze fortunate per la caduta con squalifica di Ondřej Bank nella discesa della combinata degli scorsi Mondiali che ha fatto partire l'austriaco nello slalom per primo anziché per trentunesimo, e poi non ha ancora al collo il titolo olimpico. Il discorso fortuna, anche tornando sull'infortunio di Aksel Lund Svindal, lo teniamo da parte per il pezzo che dedicheremo a Lara Gut, qui diciamo solo che non si vincono per una questione di sola fortuna 39 gare totali di Coppa del Mondo e due ori mondiali individuali (tra l'altro di ori mondiali ce ne sarebbero anche due nella gara a squadre, in cui Marcel ha dato un contributo determinante alla causa del Wunderteam). Tralasciamo volutamente il discorso relativo al pettorale numero 1, che i detrattori di Marcel dicono che gli capiti sempre e che per questo sia molto fortunato, in realtà quest'inverno non gli è quasi mai toccato in sorte, per l'esattezza tre volte, di cui una è stata in occasione del gigante di Adelboden poi cancellato.

Gli episodi fortunati, così come quelli sfortunati, ci sono nella carriera di ogni atleta, semplicemente bisogna essere bravi ad approfittare delle circostanze favorevoli, se ci sono, e concretizzarle, poi, ribadiamo, Hirscher ha dimostrato di saper vincere a ripetizione senza contare sull'aiuto di nessuna fortuna, anzi, in questa stagione senza avere mai praticamente il numero 1 ha battuto il suo record personale di podi stagionali, 19. Tornando all'oro olimpico ancora mancante dalla bacheca dell'austriaco, è una banalità assoluta dire che Marcel avrà tutte le possibilità di colmare questa lacuna a Pyeongchang 2018 specialmente se non si limiterà a gareggiare in gigante e slalom e se in questi due anni migliorerà ulteriormente le sue attitudini velocistiche, magari presentandosi alla partenza di qualche discesa, come lui stesso ha lasciato intendere che vorrebbe fare. Hirscher nel superG delle finali di St. Moritz che l'ha visto piazzarsi quinto ha dimostrato di essere migliorato in maniera esponenziale in questa specialità, tanto da piazzarsi sesto nella relativa graduatoria finale di coppa pur non disputando ben tre gare su otto.

Se davvero decidesse di trasformarsi in un polivalente, allora sì si potrebbe fare il confronto coi grandi polivalenti del passato che lo sopravanzano come numero di vittorie, che tra l'altro sono molto pochi, e cioè Pirmin Zurbriggen con 40, Marc Girardelli con 46 e Hermann Maier con 54 anche se Herminator è stato un polivalente non a tutto tondo perché in slalom non si è quasi mai cimentato. Non vanno dimenticati gli altri che, oltre a Zurbriggen e Girardelli, hanno vinto in tutte e cinque le specialità dello sci alpino, e cioè Günther Mader, Kjetil Andre Aamodt e Bode Miller ma anche quelli che hanno vinto ovunque quando il superG non esisteva e quando la combinata non dava punti per la Coppa del Mondo come Jean-Claude Killy, oppure che hanno vinto dappertutto quando non esisteva la Coppa del Mondo come Karl Schranz e soprattutto Toni Sailer. Troppo complicato fare confronti con questi tre mostri sacri, troppo lontana la loro epoca, i loro materiali e la loro preparazione fisica rispetto all'attualità. Sicuramente Mader, Miller e anche lo stesso Aamodt, che pure ha più piazzamenti tra i primi dieci di chiunque altro in Coppa e il maggior numero di medaglie pesanti al collo ma ha una sola Coppa assoluta in bacheca, vanno considerati uno o anche due gradini (nel caso di Mader) sotto a Hirscher.

Regge maggiormente il confronto con Zurbriggen e Girardelli. Lo svizzero, oltre agli ori mondiali e a quello olimpico in discesa, si è portato a casa quattro sfere di cristallo e si è ritirato a soli 27 all'apice della carriera, sicuramente avrebbe potuto continuare a lottare con Girardelli che in sua assenza si è intascato altri due copponi arrivando a un totale di cinque, l'unico in campo maschile a vincerne tante prima che lo eguagliasse in questa stagione. L'austro-lussemburghese le ha vinte nell'arco di nove inverni invece dei cinque di Hirscher, ma d'altra parte è stato l'unico in campo maschile a vincere almeno una gara di Coppa del Mondo in tutte le specialità nel corso della stessa stagione, il 1988-1989. Insomma, ognuno può guardare le cose da un verso o dall'altro e può considerare la maggiore o minore concorrenza trovata da uno piuttosto che dall'altro, di sicuro Hirscher merita di stare almeno sullo stesso piano di Zurbriggen, Girardelli, Killy e compagnia bella. Vedremo cosa combinerà nel prossimo biennio che porta ai Giochi sudcoreani ma certamente i suoi progressi nella velocità devono spaventare non poco i suoi avversari. Se deciderà di dedicare più tempo alle discipline veloci per gli altri potrebbe essere notte fonda, perché anche nei superG dimostra una sicurezza e una stabilità senza eguali. In conclusione, il fuoriclasse del Salisburghese non ha punti deboli e con un Hirscher polivalente la sesta Coppa del Mondo consecutiva potrebbe essere già prenotata.

Twitter: @aquila1968

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