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La quarantena di Victor Muffat-Jeandet: "Tanta bici su Zwift e ho imparato il tedesco"

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2020 Getty Images

Sci Alpinol'intervista

La quarantena di Victor Muffat-Jeandet: "Tanta bici su Zwift e ho imparato il tedesco"

Intervistato da Paolo De Chiesa sui canali social di Colmar, il 31enne di Val d'Isère si è espresso tra stagione passata e un futuro ricco di incognite anche per il mondo dello sci.

Victor Muffat-Jeandet è reduce da un'annata che l'ha visto cogliere due podi in Coppa del Mondo, con un doppio terzo posto in gigante ad Adelboden e nella combinata alpina di Wengen, proprio la gara che un anno prima l'aveva visto conquistare la prima e sinora unica vittoria nel massimo circuito.

Il polivalente francese si è raccontato nel consueto appuntamento sul profilo instagram di Colmar, a cura di Paolo De Chiesa, ammettendo di aver passato 50 giorni di quarantena riuscendo comunque a gestire “un periodo non facile, ma utile anche per aprirsi a nuove possibilità. Ad esempio, sto studiando il tedesco e per allenarmi, oltre agli attrezzi da palestra, sfrutto la piattaforma Zwift per lavorare sulla bici”.

Abituato da anni a svolgere il periodo di preparazione estiva a Ushuai, Muffat-Jeandet è consapevole che “sarà molto difficile per chiunque affrontare la trasferta in Sudamerica e si sta pensando ad un piano per allenarci sui ghiacciai europei. Per noi potrebbe esserci la possibilità di farlo a giugno proprio in Val d'Isère, ma il problema principale (sollevato anche dal connazionale Johan Clarey e da altri colleghi dopo aver avuto conferma che l'Austria si allenerà sulla neve già da questa settimana, ndr) è la differente situazione dovuta alle diverse disposizioni governative, che vedrà alcuni atleti allenarsi più o meno rispetto ad altri”.

Relativamente alla stagione 2019/20, il transalpino si assegna un voto vicino al 7: “Ho avuto difficoltà all'inizio, poi gare molto buone soprattutto in gigante, dove ho ritrovato un certo livello. Solitamente poi vado forte a fine stagione, ma chiaramente abbiamo perso molte gare”. E sulla lotta per la Coppa del Mondo generale che ha visto il suo compagno di squadra Pinturault cedere per soli 54 punti... “Kilde è stato autore di una stagione incredibile, anche se dopo l'errore in super-g a Hinterstoder credevo che Alexis potesse farcela. Sono saltate tante gare nel finale, ma per Alexis non sarebbe stato comunque facile anche perchè ha lasciato molti punti in slalom commettendo alcuni errori”.

Il modello di VMJ? “E' Luc Alphand, ultimo francese a vincere la generale. Sono cresciuto coi suoi video, i libri, e conservo ancora il suo autografo”. Sul quesito che De Chiesa ha posto ai suoi interlocutori in queste settimane, ovvero il “titolo” di miglior sciatore di tutti i tempi, anche Muffat-Jeandet sceglie “Marcel Hirscher, perchè se le comparazioni tra varie epoche sono comunque difficili, ciò che ha fatto lui è qualcosa di incredibile per prestazioni e continuità”.

Infine il gioco finale sulle caratteristiche da abbinare ad un campione del presente o del passato: per la sua eleganza, il francese ha scelto Mikaela Shiffrin, mentre il collega Zan Kranjec vince il premio per la tecnica e Mathieu Faivre quello per la sensibilità. Mentalità? Henrik Kristoffersen, per il fair play la scelta ricade su Marcel Hirscher, per l'aggressività su Hermann Maier. L'istinto di Alexis Pinturault e la potenza di Kilde e Paris completano il quadro, mentre Victor non sceglie nessun collega per l'antipatia, “considerato che fortunatamente ho un buon rapporto con tutti, ma posso dire che è più difficile dialogare con i velocisti austriaci o con qualche atleta tedesco o svizzero, più che altro per una questione di affinità”.

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