Lunedì 19 Agosto, 5:27
Utenti online: 127
Fabio Poncemi
Fabio Poncemi
Redazione Sport

Kristoffersen si diverte negli Emirati Arabi mentre la sentenza sul "caso Red Bull" è in arrivo...

Kristoffersen si diverte negli Emirati Arabi mentre la sentenza sul 'caso Red Bull' è in arrivo...

Il campione norvegese attende la pronuncia definitiva dal tribunale di Oslo, oltre due anni e mezzo dopo l'avvio della querelle con la propria federazione

In vacanza con la fidanzata storica Tonje, per un tour completo degli Emirati Arabi che l'ha visto aggirarsi tra i palazzi di Dubai e divertirsi nel cuore del deserto.

Henrik Kristoffersen sta trascorrendo le sue vacanze primaverili al caldo della penisola araba, mentre a migliaia di km di distanza sta per decidersi il destino della causa che l'iridato di gigante ha intentato, ormai oltre due anni e mezzo fa (era l'autunno 2016 e, per protesta, Henrik saltò addirittura lo slalom d'apertura a Levi), alla federazione norvegese per l'impossibilità di utilizzare la sponsorizzazione Red Bull sul proprio casco.

Pare proprio che entro la fine di questa prima settimana di maggio, ci sarà il verdetto da parte del tribunale distrettuale di Oslo; come noto, la federazione impone a tutti gli atleti di utilizzare il marchio Telenor, il colosso delle telecomunicazioni del paese scandinavo con cui ha un contratto sino al 2022 (l'unica eccezione riguardava Aksel Lund Svindal, che aveva però firmato il contratto con Red Bull prima dell'esclusiva federale con il nuovo sponsor). Kristoffersen la considera un'ingiustizia, oltre che un danno economico (ha richiesto 1.6 mln di euro alla federsci per i mancati introiti, ndr), ed è andato sino in fondo per ottenere lo spazio pubblicitario e, chissà, cambiare anche il sistema legato alle sponsorizzazioni in questo mondo.

Come riporta skiweltcup.tv, infatti, gli effetti collaterali di un'eventuale decisione a favore dell'atleta potrebbe avere conseguenze simili alla legge Bosman che stravolse la norma sui giocatori stranieri nel mondo del calcio. Secondo Johan Sares, il capo della squadra nazionale svedese, il futuro del finanziamento sportivo nei vari paesi non cambierà, anche perchè “nei miei dieci anni nell'associazione sciistica, c'è sempre stata una buona collaborazione tra federazione e atleti. Le motivazioni della sentenza saranno comunque importanti”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA