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Kilde, i dubbi sul futuro e al tempo stesso una determinazione feroce: "Vorrei tornare ad allenarmi coi compagni a giugno"

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Sci Alpinocoppa del mondo maschile

Kilde, i dubbi sul futuro e al tempo stesso una determinazione feroce: "Vorrei tornare ad allenarmi coi compagni a giugno"

Presente alle finali di Saalbach in veste di spettatore, il campionissimo norge fatica ancora a camminare e avere le funzionalità del piede (e della spalla) al 100%, ammettendo lui stesso di non sapere se potrà tornare quello di prima. Ha raccontato agli stessi colleghi che i progressi sono molto lenti. solo nei prossimi mesi si potrà capire meglio quanto sarà efficace il recupero dopo il tremendo incidente di Wengen.

Seconda discesa di Wengen, quella lunga oltre 4 km per 150 secondi di fatica, se poi hai appena smaltito uno stato influenzale, figuriamoci quanto diventa duro affrontare il Lauberhorn per il terzo giorno consecutivo di gara, anche se ti chiami Aleksander Aamodt Kilde e hai un fisico pazzesco.

La Ziel-S, il volo nelle reti senza riuscire a rientrare nell'ultima porta, la scia di sangue sulla pista che porta a ricordi da brivido in quel punto nel tempio svizzero, l'operazione d'urgenza al polpaccio lacerato, per non dire distrutto.

Era il 13 gennaio e, dopo quasi due mesi e mezzo di sofferenza e riabilitazione, che è solo nella sua prima fase, il due volte vincitore della Coppa del Mondo di discesa, che ha dovuto lasciare vacante il suo trono nel cuore di una stagione che era già stata sfortunatissima per lui sino a quel maledetto giorno a Wengen, senza riuscire ancora a vincere gare dopo aver dominato la disciplina regina nei due inverni precedenti (in particolare nel 2022/23), si è presentato al parterre di Saalbach per assistere alle gare veloci delle finali, a fianco di Mikaela Shiffrin.

Proprio due settimane dopo il suo incidente, AAK ha dovuto assistere a quanto accaduto alla sua compagna, seppur in maniera decisamente meno grave: per Kilde, i dubbi sul recupero sono molto più grandi rispetto a 3 anni fa, quando si ruppe il crociato perdendo il Mondiale di Cortina, ma tornò realmente più forte di prima.

Lo ammette anche ora, non solo qualche settimana fa quando era ancora su una sedia a rotelle: fatica ancora a camminare il leader della nazionale scandinava, la funzionalità del piede non è completa (“l'alluce sembra una... medusa”, ha raccontato a NRK) e gli stessi colleghi e amici del circuito hanno testimoniato che lui stesso si attendeva progressi in tempi più rapidi, mentre sono ancora molto lenti seppur evidenti.

I tempi per il ritorno sugli sci sono assolutamente impossibili da tracciare, i danni a nervi, tendini e muscoli della spalla, oltre a quelli al polpaccio, un problema enorme per capire se il recupero sarà al 100% o meno. “Vorrei allenarmi normalmente con la squadra a giugno – ha detto alla tv norvegese Kilde proprio a Saalbach – ma i dottori non sanno se questo sarà possibile. I muscoli iniziano lentamente a sembrare muscoli veri, ma serve tempo”.

Tempo, pazienza e una determinazione feroce, quella di certo non manca.

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