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Il lungo calvario di Dressen prosegue: "Non andrò alle Olimpiadi, impossibile recuperare in tempo"

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Sci Alpinocoppa del mondo maschile

Il lungo calvario di Dressen prosegue: "Non andrò alle Olimpiadi, impossibile recuperare in tempo"

L'annuncio del velocista tedesco nell'intervista a BR24: "Dopo dieci mesi senza sci, non posso prepararmi e qualificarmi gareggiando a Wengen o Kitz, ma il recupero procede e avrò un'altra occasione nel 2026". Piccola speranza di tornare a fine stagione per le gare di Kvitfjell.

Dopo Stefan Luitz, assieme ad Alexander Schmid la miglior carta tedesca in gigante, la Germania non avrà alle Olimpiadi neppure il suo velocista di riferimento, quel campione sfortunato che è Thomas Dressen.

Il colosso bavarese rinuncia ufficialmente ai Giochi di Pechino 2022, come lui stesso ha spiegato ieri sera, nel corso di un'intervista rilasciata all'emittente BR24; dopo il rientro per tentare il miracolo mondiale a Cortina, lo scorso febbraio, ma aver di fatto saltato un'altra stagione intera, lo scorso febbraio Dressen si era nuovamente operato al ginocchio distrutto nel 2018 a Beaver Creek, con lo stop per recuperare pienamente che è risultato più lungo del previsto.

A dicembre inoltrato, Thomas infatti non è ancora tornato sugli sci ed ecco che la rinuncia al sogno olimpico ora è definitiva, considerato che non lo vedremo neppure per le classiche di gennaio e rimane solo una piccola speranza di poter rientrare in questa annata 2021/22, per le ultime gare di velocità pre finali a Kvitfjell, dove collezionò una delle sue cinque perle in Coppa del Mondo. “Dato che non ho ancora sciato, potete immaginare che il resto della stagione si svolgerà senza di me – le parole del 28enne di Mittenwald - Il tempo è semplicemente troppo poco per farcela; dovrei disputare Wengen (doppia discesa a metà gennaio, ndr) per provare a qualificarmi per le Olimpiadi, ma dopo 10 mesi senza sci e con l'appuntamento tra quattro settimane, la missione è impossibile”.

Dressen ha ricominciato da qualche giorno con gli sci da fondo (“certo, è tutta un'altra cosa, ma le sensazioni sul ginocchio sono buone”), e già ragiona in prospettiva futura, fiducioso di poter recuperare pienamente la funzionalità del ginocchio e poter partecipare ad un'altra Olimpiade, con Milano Cortina 2026 nel mirino. “Sono ancora relativamente giovane per essere un discesista, ecco perché voglio gareggiare ancora per qualche anno, ma questo può essere fatto solo se non fai il passo più lungo della gamba dopo un infortunio. Devi mandare giù il rospo e accettarlo, fa parte del processo di un atleta”.

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