Scheib regina d'Austria, ora "domina" su Vienna con il suo volto: "Coppa o medaglia olimpica? La prima!"

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Scheib regina d'Austria, ora "domina" su Vienna con il suo volto: "Coppa o medaglia olimpica? La prima!"

La leader della classifica di gigante è stata protagonista nella capitale del lancio di una campagna pubblicitaria che la vede protagonista, ha parlato ai media del paese della sua voglia di super-g ("domenica a Zauchensee proverò a sciare tecnicamente bene e non ho paura dei rischi") e non ha risposto in maniera banale su temi come il futuro dello sci. "I costi sono troppo elevati e, se mi chiedete della globalizzazione che vuole la FIS, io sono d'accordo perchè dobbiamo rendere il nostro meraviglioso sport più popolare".

Domina su Vienna con il suo volto, lungo i 36 piani della “XL Spider Rock”, torre che rappresenta uno dei più grandi spazi pubblicitari in assoluto nel paese, non solo nella capitale.

La regina d’Austria, dove lo sci è sport nazionale, ora si chiama Julia Scheib e il lancio di una campagna pubblicitaria, voluta dal suo sponsor principale (la nota bevanda Rauch, che da tanti anni è partner di molti atleti del circo bianco), è stata l’occasione per i media di parlare a tu per tu, in un momento differente rispetto ai pre e post gara di Coppa del Mondo, con l’attuale pettorale rosso del gigante.

E’ stata lei, al netto della potenza di Robinson e della qualità sopraffina di Rast, che l’ha piegata per 2 decimi sabato scorso a Kranjska Gora, ad esprimere lo sci di maggior classe e continuità nella disciplina madre, priva della sua dominatrice Federica Brignone (immaginate che bello sarebbe stato vedere un confronto con la valdostana a questi livelli).

D’altronde, uscita di Mont-Tremblant a parte, la 27enne nativa della Stiria ha sempre concluso in prima o seconda posizione negli altri cinque appuntamenti, vincendone tre (suoi primi successi in CdM) da Soelden a Semmering, passando nel mezzo a gara-2 sulle nevi del Québec.

E quando restano quattro prove in calendario, con la prossima sulla “Erta” di San Vigilio di Marebbe all’orizzonte (20 gennaio), dove stava volando lo scorso anno prima di sbagliare nel finale della 1^ manche, su un pendio che le piace eccome e può esaltare il suo livello tecnico, il vantaggio su Camille Rast è di 119 pt, con Alice Robinson rotolata a -168. “Questa campagna è stata divertente ed è davvero speciale quando ci si trova davanti – ha raccontato divertita Julia all’agenzia APA, per una promozione che durerà tutto il mese di gennaio – Mi piace stare a Vienna, è stata una scelta azzeccata”, ha sottolineato riferendosi alla pubblicità che la vede protagonista, lei che da qualche mese è seguita dallo stesso manager di Marco Odermatt.

Domenica, Scheib tornerà a fare super-g, per la sua quarta presenza nel massimo circuito a livello di velocità (le ultime due lo scorso marzo a La Thuile, finì lontana dalle migliori): “Bisogna pur iniziare da qualche parte - spiega su questa scelta – Se non l’avessi fatto, proverei esattamente ciò che mi ha dato fastidio negli ultimi anni, ovvero le lunghe pause tra le gare di gigante. Rischi? Vado lì, su una pista impegnativa, con un obiettivo chiaro: sciare molto bene tecnicamente e avere un buon appoggio sugli sci, così tutto sarà più sicuro”.

A tutti i media austriaci che l’hanno intervistata nella capitale, la specialista del Wunderteam ha ribadito che ora “la Coppa del Mondo di gigante diventa un obiettivo e, se dovessi scegliere tra di essa o la medaglia olimpica, direi la prima (che manca all’Austria da dieci anni, l’ultima a riuscirci Eva-Maria Brem), anche se con quattro gare può ancora succedere molto.

La sfera di cristallo mostra la continuità nell’arco della stagione, poi è ovvio che per come stanno andando le cose, una medaglia ai Giochi è un altro obiettivo, ma quella sarà una gara molto speciale perché tutte daranno il massimo. Spero di riuscire comunque a mantenere la calma in quei giorni e magari anche ad isolarmi”.

Sulla carriera (“rifarei tutto quanto, nonostante gli infortuni”), ma anche temi non banali, le risposte della stiriana sono decise. “Ciò che mi preoccupa per il futuro dei bambini che sognano di sciare come noi sono i costi, davvero elevati. E se mi chiedete della globalizzazione che vuole la FIS, io dico che si chiama Coppa del Mondo e quindi sono d’accordo che si debbano affrontare anche trasferte lunghe, ad esempio in Asia, perché non siamo ancora così popolari come il nostro meraviglioso sport meriterebbe”.

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