Nella serata di ieri, l'olimpionica 2022 di gigante (argento a Cortina alle spalle di Brignone) ha parlato di un tema molto importante, nel corso di un evento organizzato ad Almedalen, sull'isola di Gotland. "Anche a livello élite, abbiamo un quarto delle risorse dei paesi top nello sci. Io ho debuttato nel 2009 e da quel periodo le cose sono ulteriormente peggiorate: politica e mondo imprenditoriale devono muoversi per evitare che i nostri giovani non possano arrivare".
Un’esposizione importante, decisa, da vera leader di un movimento che rappresenterà ancora nella prossima stagione (così come Anna Swenn Larsson, che proseguirà almeno per un altro inverno).
Sara Hector sta facendo la storia della Svezia in questi ultimi anni, simbolo di un movimento indiscutibilmente in difficoltà, anche e soprattutto nel reclutamento dei talenti del futuro. E una spiegazione, la gigantista vincente nell’ultima stagione di CdM a Spindleruv Mlyn, di nuovo sul podio di quella coppa di specialità che sogna di vincere, argento olimpico a Milano Cortina 2026 dopo l’oro di Pechino 2022, l’ha voluta dare nel corso di un evento al quale è stata invitata mercoledì sera in quel di Almedalen.
Il sito sull’isola di Gotland, che divide la Svezia dalla Lettonia, ha visto la classe 1992 di Sandviken analizzare tutte le problematiche che i giovani sciatori, ma anche gli atleti arrivati ad un certo punto del percorso agonistico, si ritrovano ad affrontare per ragioni prettamente di natura economica. “E’ una questione importante di cui bisogna discutere – ha cominciato Sara, che ha pubblicato integralmente l’intervento sul suo sito internet – Essere un atleta d’élite in Svezia è troppo difficile rispetto a molti altri paesi, oggi sono qui ad Almedalen proprio per discutere di questo argomento.
Ho molti amici che faticano a tirare avanti con così poche risorse economiche, tanto da dover chiedere aiuto ai genitori per poter continuare a praticare il loro sport.
Gareggiare per la Svezia nello sci alpino significa competere disponendo di circa un quarto delle risorse economiche rispetto ad altre nazioni come Norvegia, Germania, Stati Uniti, Svizzera e Austria.
Ho disputato la mia prima gara di Coppa del Mondo nel 2009: da allora, le condizioni per progredire come atleta nello sci all’interno del nostro paese sono peggiorate. Ci sono meno giorni di allenamento sulla neve e meno atleti che hanno la possibilità di essere selezionati a causa della mancanza di risorse. Io sono cresciuta in una famiglia con due genitori insegnanti e tre figli atleti, non credo che ce l’avrei fatta se fossi cresciuta nella società attuale.
I miei genitori hanno fatto tutto per noi e per il nostro sport; già allora eravamo al limite delle possibilità, mentre oggi non avrei alcuna chance! È davvero impossibile diventare un atleta d’élite senza genitori benestanti?”.
Entrando nei dettagli, Hector spiega: “Ben 4 atleti d’élite su 10, tra coloro che richiedono il sostegno “Top and Talent” del Comitato Olimpico Svedese, vivono al di sotto della soglia di sussistenza. Conosco bene la situazione nello sci alpino, da noi è ancora più dura: chi non riceve il sostegno del SOK si trova in condizioni critiche.
Eppure, la Svezia è il paese che vince più medaglie nelle gare olimpiche femminili a squadre, ma gli ottimi risultati ottenuti rischiano di rendere difficile emergere in futuro, a meno che la politica e il mondo imprenditoriale non diano maggiore priorità allo sport. Sono incredibilmente grata per i successi ottenuti negli ultimi anni, che hanno ovviamente giovato anche alla mia situazione economica, ma cosa sarebbe successo se non ce l’avessi fatta?
Essere un atleta d’élite comporta già una forte pressione, ma è giusto che in Svezia la pressione sia tale da spingere la maggior parte delle persone determinate e di talento ad abbandonare lo sport perché le condizioni sono troppo proibitive? Se così fosse, non avremmo più modelli di riferimento e lo sport finirebbe per ricoprire un ruolo sempre più marginale nella società.
Nel corso del mio cammino verso l’oro olimpico, per molti anni la situazione economica non è stata facile. So esattamente quanto possa essere difficile e i fondi della Federazione di Sci Alpino non sono sufficienti per competere ai massimi livelli. Sono immensamente grata per il sostegno di base fornito dalla Federazione stessa insieme ai suoi partner, e altrettanto riconoscente verso i miei sponsor personali (tra i quali c’è anche la regione Friuli Venezia Giulia, visto che Sara assieme al Team Svezia si allena spesso sul Monte Zoncolan, ndr).
Senza di loro, non avrei potuto competere con atlete del calibro di Mikaela Shiffrin, Lara Gut, Federica Brignone e tutte le altre”.
La 34enne specialista delle porte larghe conclude: “Nonostante ciò, sono riuscita a piazzarmi tra le prime tre nella classifica della CdM di gigante in quattro delle ultime cinque stagioni. Tutto questo è stato possibile grazie alle aziende che hanno creduto in me e alla costruzione, insieme, di partnership preziose e vantaggiose per tutti; ne vado fiera, ma come abbiamo fatto a raggiungere questi risultati nello sci alpino femminile? Credo che il merito vada in gran parte ad allenatori motivati, capaci di grandi sforzi e dotati di ottimi contatti, che hanno garantito a noi atlete condizioni di lavoro ideali. Senza di loro, cosa sarebbe successo?
Non va dimenticato nemmeno il sostegno del SOK (Comitato Olimpico Svedese), che ha contribuito in modo determinante alla conquista delle medaglie. Tuttavia, anch’esso dispone di risorse limitate ed è costretto a scegliere tra atleti degli sport estivi e invernali, portando talvolta a periodi di stallo nello sviluppo sportivo. Molti all’estero faticano a capire la situazione. Dicono: “Ma la Svezia non ha certo problemi economici”. È vero, ma forse il problema risiede nella cultura che circonda il finanziamento degli atleti d’élite.
È necessario un cambiamento! Pensate a quanti giovani vengono ispirati a lottare per imparare nuovi gesti tecnici, a come lo sport aiuti a prevenire il disagio mentale, offra un contesto sociale e infonda fiducia nel futuro. Dobbiamo unirci e lottare insieme per tutto questo.
La realtà è che molti talenti smettono troppo presto, senza riuscire a esprimere appieno il proprio potenziale. Credo che, se vogliamo continuare a vincere medaglie anche con le generazioni future, sia necessario cambiare la cultura dominante riguardo alle priorità della politica e del mondo imprenditoriale”.
BOLLETTINO NEVE
| LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
|---|---|---|
| Stubai | 6/n/d | n/d-n/d cm |
| Passo dello Stelvio | 0/5 | 0-0 cm |
| Breuil-Cervinia | 14/51 | 0-0 cm |
SCARPONI, SCELTI DAI LETTORI
MAXISPORT
HEAD - raptor 60 bambino





