Classe 1935, nata a Genova ma cresciuta a Cortina, ci ha lasciati una delle donne simbolo del nostro sci, tra le grandi polivalenti di quella epoca pre Coppa del Mondo e medaglia di bronzo mondiale in discesa nel 1958, varie volte ai piedi del podio olimpico.
Lo sci tricolore piange una grande campionessa.
Carla Marchelli si è spenta, a 91 anni, e ci lascia così una delle pioniere del movimento non solo italiano, ma a livello internazionale nel periodo pre nascita della Coppa del Mondo.
Nata a Genova nel 1935, ma cresciuta a Cortina d’Ampezzo, dove la famiglia si era trasferita per sfuggire ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, Marchelli si è affermata come una delle sciatrici più polivalenti ed eclettiche della sua generazione, firmando pagine storiche partendo da un record mondiale assoluto nell’arco di un mese, quello del gennaio 1957, quando ha vinto in ogni gara e specialità di risonanza mondiale a cui ha partecipato: SDS-Rennen a Grindelwald (discesa, super-g e slalom), Arlberg-Kandahar a St. Anton tra disciplina regina e di nuovo i pali stretti, e a Bad Gastein nelle prove premondiali sulle tre specialità.
Nella rassegna iridata andata poi in scena nel 1958 nella località austriaca, la conquista di una storica medaglia di bronzo in discesa libera, ma tra i suoi successi troviamo anche per il trofeo dell’Arlberg-Kandahar 1956, a Sestriere, il primo grande centro in discesa.
Alle Olimpiadi, Carla non è stata fortunatissima se pensiamo che, davanti al suo pubblico nell’evento a cinque cerchi del 1956 a Cortina, chiuse al 6° posto in discesa dopo aver tolto due gessi alle caviglie (entrambe rotte) una settimana prima della gara. A Squaw Valley 1960, invece, fu protagonista in tutte le discipline prima di optare per il ritiro dall’agonismo: 5º posto in gigante, 6º in combinata, 9^ in discesa e 15^ in slalom.
In campo nazionale ha collezionato 7 medaglie agli Assoluti (e oltre 60 vittorie complessive nei circuiti tricolori), e una volta terminata la carriera sciistica nel 1960, Carla Marchelli ha espresso il suo eclettismo ben oltre il mondo delle piste alpine. Dopo gli studi universitari e la parentesi come ricercatrice presso il Centro di Genetica e Biologia di Napoli - uniti ai brevetti per le immersioni subacquee e il volo in aliante - si è dedicata con successo alle arti figurative.
Firmandosi con lo pseudonimo artistico di "Mani", si è distinta come scultrice di talento, plasmando la materia con la stessa determinazione ed energia che l’avevano resa una campionessa dello sci azzurro.
BOLLETTINO NEVE
| LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
|---|---|---|
| Passo dello Stelvio | 0/5 | 0-0 cm |
| Ghiacciaio Val Senales | 3/11 | 0-0 cm |
SCARPONI, SCELTI DAI LETTORI
MAXISPORT
HEAD - raptor 60 bambino




