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Le favorite per la Coppa del Mondo di super-g: tra le ragazze tutto apertissimo, ma Shiffrin e Goggia fanno paura

Tina Weirather trionfa nel superG di Crans-Montana, quarta Federica Brignone
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2018 Getty Images

Sci Alpinocoppa del mondo femminile

Le favorite per la Coppa del Mondo di super-g: tra le ragazze tutto apertissimo, ma Shiffrin e Goggia fanno paura

Terzo appuntamento per analizzare, disciplina per disciplina, la prossima stagione del circo bianco con il nostro "5+5".

Indicare le principali favorite per la Coppa del Mondo di super-g nel settore femminile non risulta semplicissimo in una specialità molto aperta, ma ci sono due donne che fanno certamente paura a tutte e sono Mikaela Shiffrin e Sofia Goggia.

Entriamo quindi nel dettaglio, mentre domenica sera proporremo la quarta puntata con il super-g maschile.

 

TUTTO APERTO, MA QUESTA SHIFFRIN...

 

1.Mikaela Shiffrin: un dato dice tutto delle potenzialità da dominatrice anche in questa disciplina per la regina del circuito. Dopo aver centellinato le presenze nelle annate precedenti, nel 2018/19 Mikaela ha vinto la sfera di cristallo partecipando a sole quattro prove in calendario (grazie anche all'annullamento delle gare di Rosa Khutor) e vincendole tutte, tranne quella delle finali di Soldeu dove, anche perchè necessitava dei punti per chiudere i conti, ha concluso al 4° posto.

L'impressione è che la potenza abbinata alla tecnica, renda la statunitense ancor più impressionante in super-g rispetto al gigante, tanto che la prima gara di Lake Louise fu una lezione impartita alle rivali e lo stesso si può dire dei successi di Sankt Moritz e Cortina, quando gareggiò (e vinse) senza aver partecipato alle prove e alle discese dei due giorni precedenti sull'Olympia delle Tofane, un chiaro svantaggio rispetto alle rivali di quel giorno. La quarta vittoria della carriera in specialità arrivò invece nella prova iridata di Are, con 2 soli centesimi di margine su Sofia Goggia; proprio il duello con l'azzurra si preannuncia stellare, molto più che in discesa o in gigante.

 

2.Sofia Goggia: il suo miglior risultato nella coppa di disciplina è il 5° posto dell'annata 2017/18, ma non è un dato che può indicare il potenziale da vincente assoluta della bergamasca in quella che lei ha sempre definito la specialità preferita, almeno prima della magia di PyeongChang in discesa (ma ricordate cosa stava facendo qualche giorno prima in... super?).

La maturità raggiunta da Sofia può permetterle di giocarsela in qualsiasi contesto di gara, anche se parliamo pur sempre della disciplina dove l'interpretazione più o meno errata del tracciato può portare anche una top a finire parecchio indietro. In Coppa del Mondo ha vinto “solo” due volte (alle pre olimpiche del marzo 2017 e un anno più tardi alle finali di Are), ma è argento mondiale in carica e proprio in super-g stupì il mondo a Schladming 2013, rischiando di cogliere un clamoroso titolo iridato con sole quattro gare di CdM alle spalle. Quel 4° posto a 5 centesimi dal podio (ma all'ultimo intermedio Goggia si stava giocando l'oro con Tina Maze) ci disse già tutto del clamoroso potenziale nella “sua” specialità.

 

3.Nicole Schmidhofer: ha concluso in seconda piazza nella graduatoria di disciplina della scorsa annata, distanziata di 47 punti da Mikaela Shiffrin. Proprio in super-g, “Nici” uscì alla ribalta conquistando, tra la sorpresa generale, il titolo mondiale a Sankt Moritz 2017. Due anni più tardi è maturata a tutti i livelli, vincendo la Coppa del Mondo di discesa ma, in questa disciplina, portando a casa finalmente la sua prima gara nel massimo circuito a Garmisch-Partenkirchen, lo scorso 26 gennaio. Può far saltare il banco con la sua duttilità e qualità.

 

4.Tina Weirather: parliamo della vincitrice di due sfere di cristallo, per poi concludere al 3° posto nella passata stagione. Insomma, il super-g lo conosce come le sue tasche e, anche nel buio di un'annata 2018/19 davvero complicata per lei, Tina è sempre stata lì davanti in questa specialità. E' altrettanto vero che non vince in Coppa dal marzo 2018 (a Crans Montana l'ultima delle sue sette perle in SG), ma (Are a parte) non ha mai fallito neppure nei grandi appuntamenti, cogliendo l'argento a Sankt Moritz 2017 e il bronzo ai Giochi di PyeongChang.

 

5.Viktoria Rebensburg: la mina vagante è semplicemente... lei. Sì, perchè “Viki” è capace di tutto nella disciplina da genio e sregolatezza per eccellenza, un po' come la 30enne di Kreuth, 4^ nella coppa di specialità solo pochi mesi fa.

Ha vinto l'ultima gara di Soldeu con un vero e proprio capolavoro, nel giorno della terza vittoria della carriera in super-g, dove ha sfiorato la medaglia ai Mondiali di Are. Il problema è “solo” la continuità, tanto che in un decennio in CdM, il precedente miglior risultato nella graduatoria finale era il quinto dell'annata 2015/16.

 

LE ALTRE DONNE DA PODIO

 

Non si può non citare Lara Gut-Behrami tra le donne da podio in quella che è sempre stata la sua specialità: due Coppe del Mondo portate a casa (2014 e 2016), altrettante medaglie mondiali nella disciplina e ben 12 successi in coppa, praticamente dominando nel periodo pre infortunio di Sankt Moritz 2017. Lo scorso anno ha chiuso settima nella graduatoria finale, ma non abbiamo quasi mai visto la vera Lara che si propone di tornare al suo livello a partire proprio dal super-g.

Piace da matti divertirsi sui curvoni ai 100 all'ora anche a Federica Brignone, ormai costantemente nella top ten della coppa di specialità (due volte sesta e due volte ottava, compresa la stagione 2018/19, negli ultimi 4 anni), e capace di vincere due volte (Soldeu 2016, Bad Kleinkirchheim 2018) con altri due podi.

Non hanno ancora vinto in Coppa del Mondo nella disciplina, ma sono giovani e con un potenziale importantissimo anche Stephanie Venier e Ragnhild Mowinckel: l'austriaca ha collezionato due podi in Coppa (seppur datati 2017, a Crans Montana e Garmisch, nell'anno in cui fu quinta nella graduatoria finale) e si è piazzata nona nella passata stagione, dove ha fatto molto meglio in discesa, mentre la norvegese (due podi anche per lei nei super-g di Coppa) ha chiuso quinta, miglior risultato della carriera, ma come noto è reduce dall'infortunio occorsole alle finali di Soldeu che pone qualche incognita sul rendimento.

Infine, ma parliamo di un'autentica fuoriclasse della velocità, Ilka Stuhec: prima del gravissimo infortunio di Pitztal (ottobre 2017), la slovena sfiorò la coppa di specialità 2017, cedendo di soli 5 punti a Tina Weirather, ha vinto tre volte in Coppa tra cui nell'ultimo anno in Val Gardena (anche se si trattava quasi di una mini discesa). Sui tracciati dove potrà far valere le sue capacità di scorrevolezza, sarà certamente in grado di firmare il colpo pure in questa specialità, ma è difficile pensare che possa lottare per la classifica finale.

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