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Jacopo Barbieri
Jacopo Barbieri

foto di Getty Images

La Coppa di Tomba 20 anni dopo – Slalom di Furano, domenica 19 febbraio 1995

La Coppa di Tomba 20 anni dopo – Slalom di Furano, domenica 19 febbraio 1995

Dopo due settimane di pausa forzata dovuta alla cancellazione dei mondiali della Sierra Nevada, la Coppa del Mondo 1994-95 riparte dal Giappone. A Furano sono in programma le ultime gare tecniche prima delle finali di Bormio che potrebbero chiudere quasi matematicamente la lotta per la sfera di cristallo.

L’atmosfera nel Sol Levante è delle più tristi, e non per la mancata festa iridata: Thomas Fogdö, uno dei più grandi rivali di Tomba fra i pali stretti, sta lottando per la vita in ospedale. Durante un allenamento infatti lo svedese è finito contro un albero, riportando diverse fratture fra le quali una alla spina dorsale. Dopo qualche giorno Fogdö risulterà fuori pericolo, ma sarà condannato a passare il resto dei suoi giorni su una sedia a rotelle. Drammatico dunque l’epilogo della carriera di un ragazzo di soli venticinque anni che aveva già dimostrato diverse volte di poter lottare alla pari con il più grande slalomista italiano di tutti i tempi. Oggi Fogdö lavora ancora nel mondo dello sci: ha un ruolo nella sua federazione, tanto che tre anni fa è stato uno degli artefici della Coppetta vinta da Andre Myhrer, lo slalomista che a tutti gli effetti è diventato il suo erede nella fiorente scuola svedese, in quanto suo psicologo.

Nonostante il dramma di Fogdö, il Circo Bianco va avanti, e il Giappone si conferma terra amara per Alberto Tomba. L’emiliano infatti inforca a metà della prima manche quando vantava il miglior tempo, interrompendo in tal modo una serie di 9 slalom vinti consecutivamente (gli ultimi due della stagione precedente e i sette di quella in corso). Un po’ di stanchezza e una sfida alla legge dei grandi numeri che prima o poi doveva perdere nella disciplina più a rischio dello sci alpino non mettono comunque in pericolo la tanto agognata sfera di cristallo, visto l’enorme vantaggio in classifica generale. Nessun pericolo anche per quanto riguarda la coppetta di specialità, già conquistata aritmeticamente dopo lo slalom di Wengen.

A insediarsi sul trono lasciato vacante da Tomba è Michael Tritscher: l’austriaco, il più costante del resto del mondo durante l’intero arco della stagione, torna alla vittoria a quattro anni di distanza dalla sua prima e sino ad allora unica volta, lo slalom di Hafjell del marzo 1991. Secondo è il connazionale Mario Reiter, al primo podio in carriera, terzo il norvegese Ole Christian Furuseth. Solo quarto Jure Košir, che non riesce a sfruttare l’errore di Tomba per salire per la prima volta in stagione sul gradino più alto del podio nonostante il miglior tempo al termine della prima manche. Si conferma fra i primi un futuro campione quale Sebastien Amiez, quinto, mentre i big di Coppa del Mondo Girardelli, Von Grünigen e Åmodt terminano rispettivamente sesto, settimo e nono. In mezzo Fabio De Crignis, che porta per la prima volta in stagione l’altra Italia – una squadra le cui difficoltà sono state sempre nascoste dalla presenza di un fuoriclasse che nasce ogni 100 anni – nelle prime dieci posizioni. A punti anche Angelo Weiss diciottesimo e Norman Bergamelli ventunesimo.

Lo zero racimolato non cambia le carte in tavola: Tomba resta saldamente in testa alla classifica generale di Coppa del Mondo con 1050 punti contro i 620 di Košir e i 603 di Girardelli. Il giorno successivo è in programma un gigante - originariamente previsto il giorno precedente, ma slittato a causa del maltempo - che rappresenta l’ultima prova tecnica prima delle finali di Bormio, un mese di pausa che servirà al campione emiliano per ricaricare le batterie in vista della probabile festa sulle nevi di casa.

SLALOM FURANO 19 FEBBRAIO 1995 – CLASSIFICA FINALE
1. TRITSCHER Michael (AUT) 1:47.94
2. REITER Mario (AUT) +0.72
3. FURUSETH Ole Christian (NOR) +1.39
4. KOŠIR Jure (SLO) +1.79
5. STANGASSINGER Thomas (AUT) +1.84

7. DE CRIGNIS Fabio (ITA) +2.61

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