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In ricordo di Sergei Grinkov

Foto di Redazione

Esattamente diciannove anni fa, è prematuramente scomparso Sergei Grinkov, uno dei pattinatori di coppia più vincenti della storia.

Al fianco della compagna sul ghiaccio e nella vita Ekaterina Gordeeva, vinse due edizioni dei Giochi Olimpici, quattro titoli Mondiali e tre titoli Continentali.

Discutibile squalifica degli Europei del 1987 a parte, i coniugi Grinkov hanno chiuso la carriera agonistica con nove vittorie e due secondi posti in undici presenze tra Europei, Mondiali e Olimpiadi.

Sergei Grinkov è mancato un tragico lunedì di novembre, colpito a ventotto anni da un attacco cardiaco mentre a Lake Placid stava preparando i programmi per il rinomato Tour Stars On Ice. Era in procinto di eseguire un sollevamento quando improvvisamente si fermò. Ekaterina gli chiese se stesse bene e lui rispose che percepiva un po’ di vertigini. A stretto giro, si sedette sul ghiaccio aiutato dalla moglie, ma, trascorsi pochi istanti, perse conoscenza morendo praticamente sul colpo.

L’autopsia dimostrò che il fuoriclasse russo era affetto da una rara malattia congenita all’arteria destra del cuore, pressoché otturata. A detta dei medici, solamente se la patologia fosse stata scoperta in anticipo, ci sarebbe stata possibilità di sopravvivenza grazie ad un bypass. Tuttavia, luminari di cardiologia dimostrarono come ben poco si sarebbe potuto fare in quanto senza attacco cardiaco sarebbe stato praticamente impossibile riscontrare la malformazione. Tra l’altro, quattro anni prima, il padre di Sergei mancò per un analogo attacco di cuore, a dimostrazione di un problema congenito, ma, a differenza del figlio, era stato in precedenza vittima di tre lievi attacchi di cuore.

La prematura scomparsa di Grinkov ha lasciato sbigottiti gli appassionati della disciplina, ammaliati dall’affiatamento, dalla personalità e dalla classe sul ghiaccio di due ragazzi che, strada facendo, scoperto l’amore, avevano coronato il loro romantico percorso convolando a giuste nozze nell’aprile del 1991, quando Sergei aveva da poco compiuto ventiquattro anni ed Ekaterina si apprestava a festeggiare le venti primavere. Dall’unione, è nata nel settembre del 1992 Daria, che fino al 2007 ha pattinato su discreti livelli, accompagnando di tanto in tanto la madre negli show.

Gordeeva/Grinkov, dopo avere vinto su tutti i fronti possibili tra il 1985, anno in cui conquistarono il titolo iridato juniores, e il 1990 quando archiviarono il quarto successo nei Campionati Mondiali, decisero di diventare professionisti proprio nella primavera del 1990, ma, pochi anni dopo, così come la leggendaria Katarina Witt, usufruirono della possibilità di tornare allo status dilettantistico, riacquistando l’eleggibilità olimpica in vista della rassegna a cinque cerchi di Lillehammer. Proprio nella località norvegese, arrivò il secondo titolo olimpico, a distanza di sei anni dal successo ottenuto a Calgary. Dopo Gordeeva/Grinkov, nessuna altra coppia di artistico è riuscita a conquistare due vittorie nei Giochi Olimpici. L’unico a realizzare l’impresa è stato Artur Dmitriev, ma gareggiando con partner differenti.

La grazia in ogni movimento, la leggerezza sul ghiaccio, il perfetto unisono e l’assoluta sintonia hanno fatto di Gordeeva/Grinkov una coppia culto della disciplina, ricordata a distanza di anni con affetto e ammirazione da addetti ai lavori e tifosi.

I programmi pattinati nel corso della carriera agonistica sono unanimemente ritenuti pietre miliari nella storia della disciplina ed hanno rappresentato qualcosa di inarrivabile per la stragrande maggioranza delle coppie di artistico. Tra coloro che hanno contribuito a valorizzare il talento del sodalizio nato e cresciuto presso il rinomato CSKA di Mosca, c’è stata anche Marina Zoueva, per anni principale coreografa di Sergei e Katia. Proprio, la figura di Zoueva si rilevò fondamentale per Ekaterina quando, dopo il decesso del compagno e i funerali di stato avvenuti nella Capitale russa, fu colta da un comprensibile sconforto da cui riuscì lentamente a riprendersi grazie all’amore per il pattinaggio, insieme a Sergei la principale ragione di vita.

La storia dei due pattinatori russi è stata raccontata in un libro, intitolato “Il mio Sergei: uno storia d’amore”, scritto da Gordeeva in collaborazione con un giornalista della rivista statunitense Sports Illustrated. Il testo è stato poi utilizzato per realizzare un omonimo cortometraggio.

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