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Inaspettato successo di Roberta Rodeghiero nell'Ondrej Nepela Trophy

Inaspettato successo di Roberta Rodeghiero nell'Ondrej Nepela Trophy
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Getty Images

figure skating - Ondrej Nepela Trophy 2014

Inaspettato successo di Roberta Rodeghiero nell'Ondrej Nepela Trophy

Archiviato il posto d’onore di Charlène Guignard e Marco Fabbri nella short-dance, la ventiduesima edizione dell’Ondrej Nepela Trophy di Bratislava ha regalato altre soddisfazioni alla compagine italiana.

Roberta Rodeghiero (150,83) ha fatto saltare il banco nella competizione femminile conquistando il primo successo di un certo peso della carriera.

La pattinatrice azzurra, ultima a scendere in pista in un programma libero fino a quel momento caratterizzato dalle debacle in serie delle atlete sulla carta più quotate, ha avuto il merito di sfruttare al meglio l’insperata occasione che a sorpresa le si è presentata davanti. Sesta al termine del programma corto, è stata, infatti, autrice di una prepotente rimonta, propiziata dal punteggio nettamente migliore nel segmento più lungo di gara, coreografato da Barbara Melica con la collaborazione di Massimo Scali.

Nello specifico, la ventiquattrenne di stanza a Sesto San Giovanni è stata l’unica atleta a sfoderare una prestazione all’altezza della situazione sul versante tecnico guadagnando di conseguenza enorme terreno nei confronti delle confuse avversarie. Rodeghiero, oltre ad avere raggiunto il livello più alto a disposizione su passi e trottole, ha completato cinque salti tripli e due doppi axel, commettendo l’unico errore di un certo rilievo sul rittberger, eseguito doppio anziché triplo.

In virtù dell’affermazione odierna, l’allieva di Franca Bianconi potrà eventualmente essere presa in considerazione per prendere parte ad una o più tappe del Grand Prix, qualora una delle pattinatrici precedentemente selezionate sia costretta a rinunciare. In sostanza, verrà equiparata a coloro che occupano le prime cinque posizioni della cosiddetta “alternate list”.

Vittoria a parte, va rimarcata la costanza di rendimento evidenziata nel primo scorcio di stagione in quanto nelle due competizioni di Challenger Series disputate, la nativa di Asiago ha sempre sfiorato i 151 punti, stabilendo nel giro di un paio di settimane i primati personali in ogni segmento di gara. Rispetto al passato, è emersa una maggiore solidità sugli elementi di salto e, soprattutto, sono stati rilevanti i miglioramenti sul triplo lutz, oggi ben eseguito.


Per il resto, il programma libero femminile odierno non ha offerto alcuna prestazione degna di nota. Cadute e salti degradati piuttosto che sotto-ruotati hanno, infatti, rappresentato la norma e non l’eccezione.

Il secondo posto finale è andato alla svedese Joshi Helgesson (150,05), che ha dilapidato i dodici punti di margine accumulati su Rodeghiero con il convincente successo nel programma corto. La ventunenne di Tibro, come peraltro avvenuto nel Lombardia Trophy, è completamente naufragata nel libero nel corso del quale ha ben completato solamente due doppi axel e due salti tripli. Non è andata meglio all’attesa statunitense Ashley Cain (142,95), che si è dovuta accontentare del gradino più basso del podio dopo aver eseguito correttamente un doppio axel e due salti tripli, compreso un salchow che sarebbe però dovuto essere in combinazione.

A seguire si è piazzata Viktoria Helgesson (135,73), che oggi non è stata in grado di completare alcun salto triplo.

La giapponese Haruka Imai (135,15), vincitrice della passata edizione, ha avuto il merito di risalire dalla dodicesima posizione del programma corto fino al quinto posto finale, ma a conti fatti non è andata oltre due doppi axel e due salti tripli confermando le insolite difficoltà sul salchow già emerse ieri.

Tra le debacle più rilevanti, vanno segnalate quelle della tedesca Nathalie Weinzierl (132,11), sprofondata in settima posizione per via tra l’altro di tre cadute rovinose, e della coreana Hae Jin Kim (128,88), caduta in due occasioni in un programma caratterizzato dalla sistematica mancanza di rotazione sugli elementi di salto.

Tra le atlete che sono riuscite a limitare i danni, merita una citazione Eliska Brezinova (134,55), sesta in rimonta e in chiaro progresso rispetto alla gara di Sesto San Giovanni, nonostante un contenuto tecnico ancora modesto.


Roberta Rodeghiero con 301,75 punti occupa al momento la prima posizione nel circuito ISU Challenger Series davanti alla svedese Joshi Helgesson (297,11) e all’australiana Broklee Han (282,33).

Tuttavia, a parte Rodeghiero ed Helgesson, le atlete salite finora sul podio hanno preso parte ad una sola tappa.

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