La FIS annuncia le condizioni di partecipazione per russi e bielorussi in vista della stagione 2026/27. Quanti le accetteranno?

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La FIS annuncia le condizioni di partecipazione per russi e bielorussi in vista della stagione 2026/27. Quanti le accetteranno?

Dopo l'apertura del CIO, il governo della maggior parte delle discipline invernali, riunitosi a Thun, ha ufficializzato le norme per la presenza (solo in gare individuali) di atleti che dovranno firmare una "dichiarazione di neutralità" in base ad una serie di principi, oltre a non avere bandiera e inno.

Le condizioni sono state poste, ora bisognerà capire quali e quanti atleti russi e bielorussi le accetteranno.

La FIS, questa mattina, ha annunciato i principi regolatori sulla presenza dei rappresentanti dei paesi che, dall’invasione e conseguente guerra con l’Ucraina, sono stati esclusi dalle competizioni internazionali.

Dopo il rientro già nel corso della passata stagione da atleti neutrali, è chiaro che per il 2026/27 possono cambiare parecchi equilibri principalmente nel panorama dello sci di fondo mondiale; riunitosi a Thun (Svizzera) per una riunione di due giorni, il Consiglio della Federazione Internazionale ha definito le condizioni alle quali gli atleti di nazionalità sportiva bielorussa e russa potranno competere negli eventi FIS durante il prossimo inverno. “

A seguito delle recenti decisioni del Comitato Olimpico Internazionale in merito alla questione (con il CIO che ha aperto in ottica qualificazioni verso i Giochi estivi di Los Angeles 2028, ndr), il Consiglio ha esaminato la situazione e ha stabilito che agli atleti e al personale di supporto dei due Paesi potrà essere consentito l’accesso alle competizioni FIS a condizione che firmino una dichiarazione di neutralità basata su una serie di principi stabiliti dalla FIS.

Il rispetto di tali principi di neutralità sarà costantemente monitorato e, in caso di violazioni, saranno previste sanzioni”.

Inoltre, la nota del “governo” delle discipline invernali (naturalmente non di tutte e ricordando che, ad esempio, l’IBU in ambito biathlon ha sempre tenuto chiusa la porta) recita che “la partecipazione degli atleti è limitata alle gare individuali ed è subordinata al fatto che non vengano esibiti simboli nazionali, come bandiere, inni o uniformi. Gli atleti devono inoltre rispettare tutte le normative antidoping vigenti”.

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