Hedegart, un fenomeno che a 24 anni ha scelto di nuovo il biathlon: "Parto da zero, ma punto a vincere in CdM"

Ecco la prima volta di Hedegart: il norvegese trionfa nella 10 km TL di Trondheim. Gran top 10 per Carollo
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Biathlonl'intervista

Hedegart, un fenomeno che a 24 anni ha scelto di nuovo il biathlon: "Parto da zero, ma punto a vincere in CdM"

Due volte medaglia d'oro con le staffette e bronzo individuale nella 10 km TL ai Giochi in Val di Fiemme nello sci di fondo, il classe 2001 scandinavo ha annunciato qualche settimana fa di aver scelto il primo amore, lui che nel 2023 salì tre volte sul podio ai Mondiali juniores. L'intervista all'IBU per raccontare di un percorso del tutto particolare e che sarà ancora molto complicato, mirando innanzitutto al secondo circuito internazionale prima di poter approdare in Coppa del Mondo nello squadrone norge.

Einar Hedegart ha avuto parecchi dubbi, prima di annunciare a fine aprile che sarebbe tornato al primo amore, se affrontare la stagione 2026/27 nel panorama dello sci di fondo, che l’ha visto esplodere lo scorso inverno, oppure in quello del biathlon dove, chiaramente, le certezze sono molte meno per il 24enne norvegese.

Alla fine, il cuore ha portato il fenomenale scandinavo ad optare per sci ai piedi e carabina sulle spalle, nonostante il mancato inserimento nella squadra A della nazionale e con i punteggi tutti da costruire, lui che nel 2023 era stato in grado di conquistare tre medaglie ai campionati del mondo juniores di biathlon prima di affermarsi come fondista e, nel 2025/26, conquistare moltissimo in un paio di mesi, dalla prima vittoria in Coppa del Mondo nella 10 km a skating di Trondheim al bronzo olimpico nella “sua” gara, lottando per l’oro prima di crollare nelle ultime centinaia di metri a Lago di Tesero, sino ai due titoli ai Giochi nella Team Sprint con Klaebo e nella staffetta “classica”.

Ai taccuini dell’IBU, il classe 2001 norge ha rilasciato una interessante intervista su questa nuova fase della sua carriera, che partirà appunto dal basso puntando innanzitutto a debuttare in IBU Cup, anche se il macro obiettivo è già chiarissimo: vincere in Coppa del Mondo. “Non mi sono pentito affatto della scelta, lasciando la squadra A – le parole di Hedegart alla federazione internazionale del biathlon – Da un lato fa un po’ paura, visto che ero arrivato ad un certo livello nello sci di fondo e avrei avuto maggiori possibilità di competere in Coppa del Mondo, ma la decisione sono convinto sia stata quella giusta.

Il biathlon è molto più divertente e penso che il mio potenziale sia maggiore. È su questo che ho basato la mia scelta: sono davvero felice e posso dire che i miei progressi sono stati superiori alle aspettative”.

Einar, però, è andato oltre le sue stesse aspettative nel fondo la scorsa annata agonistica: “Certo, almeno rispetto prima dell’inizio della stagione ho ottenuto più di quanto mi aspettassi. Arrivare alle Olimpiadi era quasi un sogno impossibile, da atleta di un team privato inaudito ed è stato un enorme traguardo, ma quando ci vai per la Norvegia sai che devi essere in grado di vincere qualche medaglia.

La 10 km, a dire il vero, è stata un po’ deludente visto che è l’unica gara della stagione nel format che non ho vinto, allo stesso tempo ho avuto l’opportunità di partecipare alla team sprint, cosa che non mi aspettavo, ed è andato tutto oltre il pensabile”.

Ora un nuovo approccio, anche se la disciplina la conosce bene: “Sono sempre stato un biatleta e, in un certo senso, sapevo già tutto ma per un altro è stata un’esperienza di apprendimento continua. Ho fatto grandi passi avanti e il mio nuovo allenatore mi ha già insegnato molto; parliamo la stessa lingua, ci capiamo e abbiamo questa strategia per costruire passo dopo passo. Non abbiamo fretta.

La sfida più grande? Raggiungere la costanza al poligono, lo sci è più che sufficiente. Riuscire ad avere sessioni in cui ogni volta si spara bene e raggiungere un livello tale da poter competere per tutta la stagione senza grossi intoppi, questo è il focus, perché so che nei miei giorni migliori potrei vincere una gara di Coppa del Mondo già domani, ma non potrei farlo molte volte di fila.

Questa è la difficoltà del biathlon: tutti possono chiudere 9 o 10 bersaglia in una Sprint, ma bisogna farlo con regolarità ed è la sfida della stagione che verrà. So che non è possibile raggiungere il livello di Sturla (Laegreid, ndr) quest’anno, se riuscirò a ottenere una buona percentuale di tiro sarà già un bel passo avanti”.

Le abitudini di Einar? Ecco come si racconta: “Sono uno di quelli che non pensa a molto altro che allenarsi, mangiare e dormire. Questo è il 99% di quello che faccio dal 1° maggio al 1° aprile; la sera, mi limito a cenare, guardare un po’ di TV e rilassarmi, ma un paio di volte al mese esco con gli amici.

Mi alleno anche molto con loro, quindi socializziamo parecchio. Come mi descrivo? Strutturato, determinato e motivato”.

La scalata per debuttare in Coppa del Mondo, però, sarà tosta: “Il percorso verso il massimo circuito è piuttosto difficile – conclude Hedegart – visto che sono passati tanti anni dall’ultima volta in cui ho gareggiato a livello internazionale e non ho i punti di qualificazione IBU.

Il mio sogno è iniziare la stagione alla grande e, anche se vincessi, dovrei comunque partecipare all’IBU Cup, come previsto dal regolamento, poi si tratterebbe solo di ottenere i punti necessari per accedere più velocemente alla Coppa del Mondo. Il mio obiettivo è vincere; mi considero uno sprinter visto che si tratta solo di affrontare due poligoni, e a lungo termine vorrei puntare a lottare per il pettorale rosso in quel format, qualificarmi per i Mondiali e magari vincere proprio la Sprint lì (nel caso accadesse nel 2027, in occasione della rassegna iridata di Otepaa, ndr).

Sarebbe la mia stagione ideale, ma forse è troppo per me! Comunque, sono convinto che questa stagione possa già essere davvero fantastica”.

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