Biathlon alle Olimpiadi - 12. Vancouver 2010: i Giochi di Magdalena Neuner e del primo Oro di Fourcade

I 30 anni di Magdalena Neuner, la supernova che ha cambiato il biathlon
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Biathlonstoria olimpica

Biathlon alle Olimpiadi - 12. Vancouver 2010: i Giochi di Magdalena Neuner e del primo Oro di Fourcade

Dopo le Olimpiadi di Torino, il mondo del biathlon femminile viene travolto da un uragano proveniente dalla Baviera. Irrompe sulla scena una ragazzina nata il 9 febbraio 1987 di nome Magdalena Neuner.

La ragazza tedesca, dopo aver esordito ai massimi livelli nella stagione 2005/06, vive a 19 anni la sua prima stagione completa di Coppa del Mondo nel 2006/07. Vince la sua prima gara, la Sprint di Oberhof, nel gennaio del 2007 e non viene iscritta ai Campionati Mondiali Junior ma viene dirottata alla rassegna iridata di Anterselva. A 19 anni e 359 giorni vince il titolo mondiale della Sprint e il giorno successivo si ripete nell'Inseguimento.

Nella stagione successiva, a Oestersund, si laurea campionessa del mondo della Mass Start e diventa la più giovane biathleta a conquistare la Coppa del Mondo generale. Dopo una stagione di transizione con molti problemi fisici, la ventitreenne bavarese si presenta alle Olimpiadi di Vancouver con l'obiettivo dichiarato di conquistare un titolo olimpico.

Il programma al Whistler Olympic Park prende il via con la Sprint dove a parità di errori, uno per entrambe, Magdalena Neuner viene preceduta dalla russa con passaporto slovacco Anastasia Kuzmina di un secondo e mezzo e deve accontentarsi della medaglia d'Argento. Sul terzo gradino del podio sale la francese Marie Dorin che, senza errori, viene superata nel'ultimo giro e chiude a 11 secondi dalla vincitrice. 

Tre giorni dopo arriva la rivincita nell'Inseguimento. Neuner e Kuzmina procedono insieme fino al secondo poligono dove un errore della slovacca fa la differenza. La tedesca può fare gara isolata e nella prima sessione in piedi Kuzmina non sfrutta la porta lasciata aperta dalla leader che commette un errore percorrendo, a sua volta, un giro di penalità. Magdalena Neuner può volare verso il primo titolo olimpico della sua carriera nonostante un ulteriore errore all'ultimo poligono. Sul traguardo la tedesca ha 12 secondi di vantaggio su Anastasia Kuzmina e 28 sulla francese Marie-Laure Brunet che, senza errori, risale dal sesto posto della Sprint alla medaglia di Bronzo.

Nella 15 kn arriva una giornata negativa per la ragazza tedesca, velocissima sugli sci ma in alcune giornate ondivaga al tiro. Sono tre i suoi errori e il miglior tempo sugli sci non gli consente di andare oltre la decima posizione nella gara dove si impone la norvegese Tora Berger con 20 secondi di vantaggio sulla kazaka Yelena Khrustalyova e 30 secondi sulla ventitreenne bieorussa Daria Domracheva.

Nella Mass Start, la nostra Lena parte ad handicap per un errore al primo poligono che a metà gara la tiene in ottava posizione a una ventina di secondi dalla connazionale Simone Hauswald, autrice di due sessioni a terra immacolate. Due suoi errori nel primo poligono in piedi la fanno scivolare indietro e all'uscita dall'ultimo poligono la russa Olga Zaytseva ha 7 secondi di vantaggio sulla coppia tedesca. Magdalena Neuner mette in scena un ultimo giro pirotecnico riportandosi sulla russa e staccandola di 6 secondi per la seconda medaglia d'Oro lasciano Zaytseva sul secondo gradino del podio e Hauswald alla medaglia di Bronzo. Dopo la gara Neuner annuncia di non voler partecipare alla staffetta per la stanchezza mentale accumulata e per lasciare ad un altra compagna di squadra la possibilità di vincere una medaglia. Il titolo olimpico va alla Russia che precede di 33 secondi la Francia e di 37 secondi la Germania.

Al termine dei Giochi, Magdalena Neuner manifesta la sensazione di avere esaurito le motivazioni dopo avere vinto tutto; si convince a proseguire fino ai Campionati Mondiali del 2012 a Ruhpolding. Nelle ultime due stagioni conquista ancora una Coppa del Mondo generale, la terza, e cinque titoli mondiali, tre dei quali a titolo individuale, in due edizioni. Si ritira a 25 anni appena compiuti come la biathleta più titolata della storia.

In campo maschile, il trentaseienne norvegese Ole Einar Bjoerndalen va a caccia della sua sesta medaglia d'Oro dopo aver conquistato quattro titoli olimpici in prove individuali e uno in staffetta nelle edizioni precedenti ma nella Sprint e nell'Inseguimento sono due protagonisti inattesi a conquistare la medaglia d'Oro.

Nella Sprint le condizioni atmosferiche con una forte nevicata favoriscono coloro che partono nel primo gruppo. A mettersi al collo la medaglia d'Oro è il francese Vincent Jay che, grazie al percorso netto nei due poligoni, precede di 12 secondi il norvegese Emil Hegle Svendsen che commette un errore a terra e di 14 secondi il croato Jakov Fak. Bjoerndalen commette tre errori al primo poligono e chiude solo in sedicesima posizione. 

Nell'Inseguimento, lo svedese Bjoern Ferry, ottavo nella Sprint, commette un solo errore e riesce a recuperare più di un minuto a Jay, due giri di penalità per lui, e a staccarlo sul traguardo di 30 secondi. La medaglia d'Argento va all'austriaco Christoph Sumann a 16 secondi dallo svedese con due errori nel tiro in piedi. Il francese Jay conquista la medaglia di Bronzo. Bjoerndalen si presenta in terza posizione all'ultimo poligono ma due errori lo fanno scivolare in settima posizione.

Ole Einar Bjoerndalen va vicinissimo al titolo olimpico nella 20 km. Il norvegese è più veloce sugli sci di almeno un minuto, commette un errore al primo poligono in piedi ma è ancora in corsa quando all'ultimo poligono commette un errore fatale. Bjoerndalen chiude a meno di 10 secondi dal connazionale Svendsen, un solo errore per lui, e conquista la medaglia d'Argento ex-aequo con il bielorusso Siarhei Novikau. 

Nella Mass Start gli spettatori vedono imporsi il russo Yevgeny Ustyugov, autore di una prestazione senza errori ma il russo nel 2020 viene trovato colpevole di alterazioni dei valori del sangue emerse dall'analisi del suo passaporto biologico e alla fine di un procedimento infinito nel mese di novembre del 2024, il TAS di Losanna ha deciso che tutti i risultati di Ustyugov dal gennaio 2010 alla fine della stagione 2014 dovessero essere cancellati. Pochi mesi fa, nel settmbre del 2025, il CIO ha annunciato che nel corso delle Olimpiadi di Milano-Cortina la medaglia d'Oro di Vancouver sarà consegnato all'atleta giunto secondo sul traguardo, il ventunenne francese Martin Fourcade che, commettendo tre errori, aveva chiuso la gara a soli 10 secondi dal russo. Sarà medaglia d'Argento lo slovacco Pavol Hurajt e medaglia di Bronzo l'austriaco Christoph Sumann. 

La vicenda doping e la squalifica di Ustyugov esclude la Russia anche dalla classifica finale della Staffetta dove aveva chiuso al terzo posto. Ole Einar Bjoerndalen conquista la sua sesta medaglia d'Oro come quarto frazionista della Norvegia che presenta prima di lui Hanevold, Tarjei Boe e Svendsen. I norvegesi precedono di 38 secondi l'Austria e di un minuto e 24 secondi la Svezia.

 

Individuale 20 km maschili

  • 1. Svendsen Emil Hegle (NOR)
  • 2. Novikau Siarhei (BLR)
  • 2. Bjoerndalen Ole Einar (NOR)

 

Sprint 10 km maschili

  • 1. Jay Vincent (FRA)
  • 2. Svendsen Emil Hegle (NOR)
  • 3. Fak Jakov (CRO)

 

Inseguimento 12.5 km maschili

  • 1. Ferry Bjoern (SWE)
  • 2. Sumann Christoph (AUT)
  • 3. Jay Vincent (FRA)

 

Mass Start 15 km maschili

  • 1. Fourcade Martin (FRA)
  • 2. Hurajt Pavol (SVK)
  • 3. Sumann Christoph (AUT)

 

Staffetta 4x7.5 km maschili

  • 1. Norvegia
  • 2. Austria 
  • 3. Svezia

 

Individuale 15 km femminili

  • 1. Berger Tora (NOR)
  • 2. Khrustalyova Yelena (KAZ)
  • 3. Domrachava Daria (BLR)

 

Sprint 7.5 km femminili

  • 1. Kuzmina Anastasia (SVK)
  • 2. Neuner Magdalena (GER)
  • 3. Dorin Marie (FRA)

 

Inseguimento 10 km femminili

  • 1. Neuner Magdalena (GER)
  • 2. Kuzmina Anastasia (SVK)
  • 3. Brunet Marie-Laure (FRA)

 

Mass Start 12.5 km femminili

  • 1. Neuner Magdalena (GER)
  • 2. Zaytseva Olga (RUS)
  • 3. Hauswald Simone (GER)

 

Staffetta 4x6 km femminili

  • 1. Russia
  • 2. Francia
  • 3. Germania
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