Snowboard a rischio per i Giochi del 2030, ma Ledecka rilancia: "Proseguirò con la doppia disciplina"

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Snowboard a rischio per i Giochi del 2030, ma Ledecka rilancia: "Proseguirò con la doppia disciplina"

La tre volte campionessa olimpica, unica atleta in grado di vincere poi nello stesso inverno una medaglia ai Mondiali tra sci alpino (bronzo in discesa a Saalbach) e snowboard, dominando la rassegna iridata in Engadina, ha parlato dei suoi inizi, degli insegnamenti multidisciplinari del nonno (sul podio ai Giochi nell'hockey) e della voglia di "continuare a fare la storia, vorrei essere ricordata per aver reso ad alto livello in sport così diversi ma anche per la persona che sono".

Ester Ledecka è uno dei grandi personaggi delle discipline invernali a tutto tondo, nessuna come lei nella capacità di eccellere su due discipline all’opposto (o quasi) come sci alpino e snowboard per le specialità del parallelo, e basta tornare con la mente a quei folli giorni di PyeongChang 2018 per capire come, nella stessa edizione dei Giochi Olimpici (i secondi della carriera per la stella della Cechia, dopo l’esperienza di Sochi con 7^ e 6^ piazza tra PGS e PSL), la classe 1995 praghese sia entrata di diritto nella leggenda dello sport con quei due titoli tra super-g, beffando per un centesimo Anna Veith, e gigante parallelo dove proprio non ebbe rivali, tale era la sua superiorità sulla tavola.

Ledecka che si sta preparando ad una nuova stagione da dividere in due, ancora una volta, ma con la Coppa del Mondo di sci che sarà (lei che vorrebbe vincere la sfera di cristallo in discesa, è tra i grandi obiettivi) sempre al centro, prima della rassegna iridata di febbraio a Crans-Montana e poi, un mese più tardi a Montafon, cimentarsi in quella di snowboard.

Come nel 2025, quando Ester salì sul podio nella discesa di Saalbach e poi sbaragliò la concorrenza, ancora una volta, a fine marzo a St. Moritz tra oro in PGS e argento nel PSL (per una “prima” storica di un atleta sul podio dei campionati del mondo, nello stesso inverno, in due differenti discipline). Prima dell’annuncio del cambio di materiali, visto che si parla da settimane del passaggio da Kaestle a HEAD, dopo un ultimo anno sugli sci lunghi non proprio semplice, con il solo podio nel super-g di Tarvisio portato a casa, prima dell’Olimpiade con la rinuncia forzata alla discesa, coincidente con il gigante parallelo di Livigno dove l’eliminazione ai quarti di finale è costata la possibile tripletta di titoli in serie nella disciplina, e poi l’uscita nella seconda gara veloce a Cortina, quella del trionfo totale di Federica Brignone.

Come noto, lo snowboard (così come la combinata nordica) è a forte rischio di mancato inserimento nel programma dei Giochi 2030 sulle Alpi francesi, si deciderà nei prossimi giorni e sarebbe un peccato enorme anche per l’impossibilità di vedere, e sarebbe la quarta edizione consecutiva, questa campionessa clamorosa tra sci e tavola da snowboard. “Ho iniziato con lo snowboard nel freestyle, prima con l’halfpipe e poi nello snowboard cross – ha raccontato Ester in un report che la FIS le ha dedicato in questi giorni, incrociando le dita sulla decisione che dovrà assumere il CIO – Mio fratello ha iniziato prima e ho sempre voluto essere come lui (di un anno e mezzo più grande, ndr).

Lui ha iniziato a sciare e io ho fatto lo stesso, insieme per molto tempo; se non ci fosse stato, non so se avrei mai iniziato a fare snowboard”.

Grazie al nonno, ex grande giocatore di hockey con tanto di medaglia olimpica, la ragazza di Praga ha praticato davvero di tutto sin da piccola: il famoso concetto della multidisciplina, partendo dalla corsa al ciclismo, lo sci nautico e il pattinaggio, il beach volley e, da tradizione in famiglia e in generale in Cechia, appunto l’hockey sul ghiaccio. Sino ad arrivare già ai massimi livelli dello snowboard nel 2012, a 17 anni: “Il confronto con lo sci? Dico che quando ci sono le condizioni perfette, con lo snowboard è tutto molto più divertente per me – risponde Ledecka – Ricordo l’ultimo camp a cui ho partecipato: dopo alcune discese libere durante l’allenamento, ho detto al mio tecnico che mi dispiaceva tanto per chi non ha mai la possibilità di provare questa sensazione, perché è davvero incredibile”.

D’altronde, è proprio sulla tavola che la praghese ha dominato in lungo e in largo il massimo circuito, dalle 26 vittorie (gareggiando pochissimo nelle ultime stagioni) in gare di CdM ai tre titoli mondiali e i due olimpici, ai quali si aggiunge appunto la gemma del super-g ai Giochi 2018. Lo snowboard alpino sta vivendo un periodo in cui la diffusione è davvero globale, i vincitori provenienti da varie latitudini ma il rischio della mancata presenza nella prossima rassegna olimpica è concreto.

“Io vorrei che entrambe le specialità, gigante e slalom parallelo, fossero presenti alle Olimpiadi (come fino a Sochi 2014, ndr). La mia preferita è probabilmente il PGS, ma le amo entrambe perché ognuna ha qualcosa di speciale. Sognavo di vincere l’oro olimpico grazie a mio nonno, e ci sono riuscita in Corea quando, semplicemente, ho vissuto giornate che definire incredibili è poco”.

L’analisi di Ester sull’attuale situazione della sua disciplina più amata è chiara: “Quando ho iniziato io, c’erano forse otto gare a stagione. Ora ce ne sono 14 o 16 ogni anno, sta diventando sempre più popolare e anche i giovani atleti si stanno cimentando, perché vedo eccome tantissime persone nuove che si avvicinano alla Coppa del Mondo.

È bello vedere questo sport crescere e avere la possibilità di gareggiare su nuove piste, in luoghi mai visti prima; sono nel settore da così tanto tempo e assistere ai cambiamenti nel corso degli anni è speciale”.

La voglia di proseguire sul doppio binario, che per Ledecka sembra essere indipendente dalla scelta o meno del CIO di inserire lo snowboard nel menu di Alpes 2030, ha un significato ben preciso: “Spero di lasciare un segno indelebile, di essere ricordata non solo come una brava atleta, ma come una brava persona – racconta ancora la campionissima ceca – Non solo per tutte le vittorie, ma per il modo in cui mi sono comportata al di fuori e per come ho reagito quando perdevo.

Per come mi sono rapportata con i media e con le avversarie, spero che mi ricordino come una persona gentile e, a volte, anche divertente. Spero anche che mi ricordino come qualcuna di… speciale; non c’è nessun altro atleta che abbia gareggiato contemporaneamente nello snowboard e nello sci alpino ad un livello così alto. E ho voglia di farlo ancora a lungo, credo di avere ancora un paio di Olimpiadi davanti a me”.

Non solo sognando di vedere ancora lo snowboard nel 2030, ma pure per Salt Lake City 2034!

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