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Macugnaga, Filippo Besozzi: "Speriamo di poter aprire gli impianti per lo sci estivo"

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Macugnaga, Filippo Besozzi: "Speriamo di poter aprire gli impianti per lo sci estivo"

Filippo Besozzi, gestore degli impianti di risalita di Macugnaga, racconta a Neveitalia le speranze per una ripartenza nella stagione estiva.

Una stagione difficilissima quella dello scorso inverno che non è mai iniziata a causa dell’emergenza sanitaria. Tanti rinvii per l’apertura degli impianti che poi di fatto non sono mai entrati in funzione.

Ci sono alcune stazioni sciistiche, però, che sperano ancora di poter far tornare a girare gli impianti nei prossimi mesi e offrire qualche giornata di sci estivo. Tra queste c’è Macugnaga, come ci ha spiegato Filippo Besozzi, gestore degli impianti di risalita della piccola stazione sciistica piemontese: “Per Macugnaga la stagione estiva è molto importante per un  pubblico amante delle passeggiate, del trekking, delle escursioni e della natura. Lo sci estivo è una piccola parte dei servizi che offriamo: negli ultimi anni le condizioni meteo ci hanno consentito di aprire nei weekend, da fine giugno a metà luglio, lo skilift San Pietro nella parte alta del Passo Moro”.

In un anno cosi particolare dove abbiamo perso completamente la stagione invernale – prosegue Filippo Besozzisiamo qui che scalpitiamo per poter aprire. La situazione economica è molto difficile. La riapertura è quella luce di speranza che vediamo in fondo a un bruttissimo periodo. Siamo fermi in attesa di avere qualche indicazione più precisa dal Governo.
Quest’inverno abbiamo collaborato con gli sci club della nostra provincia, i quali hanno già mostrato interesse per lo sci estivo. Ma puntiamo anche ad un’apertura al pubblico proprio per un discorso di sostenibilità economica”.

Filippo Besozzi ha raccontato anche come è stata vissuta una stagione invernale che non ha mai preso il via e  che ha causato un grosso danno economico al settore della montagna: “Abbiamo sempre sperato di poter aprire quest’inverno, ci eravamo organizzati. Il protocollo sanitario - che prevedeva l’acquisto on line degli skipass, tetto massimo di persone nella stazione sciistica, distanziamento con la riduzione di portata sugli impianti - ci sembrava contenesse azioni concrete per far sì che il rischio di contagio fosse minimo.
Capisco che in una situazione di pandemia le decisioni vadano rispettate, ma abbiamo sempre contestato le modalità.  Un esempio è stato quello del 15 febbraio, data in cui sarebbero dovuti aprire gli impianti, e solamente la sera prima ci hanno comunicato lo stop. È stata una ‘mazzata’ in un periodo molto duro. Questa falsa partenza ha peggiorato sia l’aspetto psicologico degli imprenditori e di chi lavora nelle stazioni sciistiche, ma soprattutto ha aggravato molto l’aspetto economico perché ovviamente ci eravamo preparati per aprire il giorno successivo. È stato l’episodio che più ha fatto arrabbiare il comparto della neve”.

"E un’altra nota merita la questione dei ristori, perché non si può attendere così a lungo. Il cosiddetto ‘Fondo Montagna’ che è stato stanziato apposta per le stazioni sciistiche colpite da  provvedimenti molto ristrettivi al momento è in fase di definizione e quindi in 12 mesi non abbiamo ricevuto nulla. È giusto fare le cose fatte bene, decidere in modo equo come ripartire i soldi, ma non si può aspettare un anno.  Ed è per questo che vediamo la possibilità di aprire gli impianti quest’estate come la fine di un bruttissimo periodo” conclude il gestore degli impianti di Macugnaga, Filippo Besozzi.

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