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Damiano Lenzi è la formula 1 dello scialpinismo

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Sci Alpinismo

Damiano Lenzi è la formula 1 dello scialpinismo

Damiano Lenzi, ossolano classe 1987, è uno degli atleti di punta dello sci alpinismo italiano. Nella stagione scorsa ha vinto tutto quello ci si poteva vincere: il trofeo Mezzalama, il Pierra Menta, il Tour du Rutor, la Coppa del Mondo assoluta e Patrouille des Glaciers. Un record!
Il 2014 è stata la sua miglior stagione e l’obiettivo di quest’anno è confermare quanto fatto finora. Tutto il movimento dello scialpinismo italiano è in forte crescita e anche dal punto di vista mediatico sale l’attenzione per tutti i nostri atleti che sono pronti a confrontarsi con il resto del mondo. Damiano Lenzi, il LENCE, si è dimostrato tra i più forti del panorama internazionale e per molti sarà l’uomo da battere. Naturalmente questo ragazzo di Ceppo Morelli, dove vive con la famiglia, non ha nessuna voglia di smettere di vincere. Nelle gambe ha una media di 750 ore all’anno di allenamento che fanno circa 1200 mt di dislivello al giorno, pari a 400 mila metri l’anno; nel cuore e nella mente l’obiettivo ambizioso di essere ancora sul tetto del mondo.

Ecco la sua intervista

Con i risultati eccellenti della passata stagione oggi sei uno degli uomini da battere. Cosa ti aspetti quest’anno?

Per me la stagione scorsa è stata meravigliosa, è vero. Oggi mi alleno, sono pronto, preparato, ma sono anche consapevole che ripetersi non sarà facile…anzi, con un po’ di ironia ti dico che ho la consapevolezza che posso solo peggiorare.  

Ci sono tanti risultati da difendere quest’anno, cosa serve per riconfermasi?

Oggi gli atleti dello sci alpinismo sono tutti fortissimi e ogni competizione è sempre difficile. Per ripetere un’ottima stagione serve che tutto vada per il verso giusto. Tanti fattori devono combaciare come è accaduto a me l’anno passato. Io mi sto allenando bene, sono al passo con lo scorso anno, ma tutto deve girare per il verso giusto. Non bisogna mai ammalarsi, stare bene, godere di ottima forma fisica, ottimo allenamento e anche un pizzico di fortuna che non guasta mai perché la concorrenza è molto forte. 

Di te dicono che hai il motore di una formula uno e che vederti andare in salita fa paura. Qual è il tuo segreto?  

Sono allenato. Però credo sia anche una dote naturale. Quando da ragazzino facevo gare di fondo mi accorgevo che ne avevo sempre più degli altri. È vero, il motore è buono, ma in gara nessuno regala niente e non bisogna mollare.

Al tuo palmares cosa manca ancora?

Quest’anno ci saranno i mondiali di Verbier a febbraio e per me sarà il momento clou. Il titolo mondiale individuale ancora mi manca e la mia preparazione è improntata ad arrivare in forma a questo appuntamento. Dovrò dosare bene gli allenamenti per non rischiare di arrivare in forma troppo presto. La stagione è lunga e serve tener duro fino alla fine. Il mio obiettivo è arrivare al mondiale al 100% e poi tener botta fino a fine stagione.

Quest’anno ci sarà anche il Trofeo Mezzalama, ma al contrario. Che ne pensi?

È una grande classica a cui non posso mancare. Quando è stato ufficializzato il percorso mi sono chiesto se gli organizzatori avessero deciso di invertire il tracciato di gara partendo da Gressoney-La-Trinité per arrivare a Breuil-Cervinia perché ormai eravamo diventati troppo bravi sul tracciato storico. Ma, a parte le battute, credo che non cambierà nulla per quanto riguarda i valori in campo: i più forti saranno sempre davanti. Poi, visto l’importante anniversario dei 150 anni della conquista del Cervino è bello che la festa di chiusura di faccia a Cervinia.

Cosa ti piace dello scialpinismo e cosa invece trovi duro?

Amo vedere lo striscione con scritto FINISH… (sorride), prima degli altri naturalmente.

La cosa più bella è l’arrivo e poi da lì è tutto facile: la festa, gli amici, il mio fans club…tutto fantastico. Credo che il bello di questo sport sia dato dall’ambiente della montagna e delle gare, fatto ancora di gente semplice e pulita. Il duro viene nella preparazione e nel tenere i ritmi altissimi su cui giriamo. È difficile tener duro soprattutto nelle gare a tappe come il Pierra Menta o il Tour du Rutur: alla mia ultima partecipazione, ad esempio, avevo la febbre, mi ricordo che ero seduto in un gatto delle nevi cercando un po’ di caldo prima del via. Poi, quando sei partito vai, arrivi fino al traguardo dando il massimo. È il bello di questo sport.  

A quando il primo appuntamento con la Squadra?

Saremo via con la Nazionale a fine mese, nel week end del 25 ottobre allo Stelvio per conoscere la nuova direzione agonistica. Sarà un po’ il via ufficiale della stagione per preparare le prime gare di dicembre che però per me saranno un po’ come allenamenti, non posso rischiare di entrare in forma troppo presto. Il mio obiettivo dell’anno, restano i mondiali di febbraio. 

Hai anche un fans club?

Sì, sono gli amici del mio paese, sono grandiosi. Hanno fatto una pagina in Face book e mi seguono organizzando un pullman in alcuni appuntamenti importanti. Anche questo è il bello dello sport: poter fare festa con gli amici, sapere di non essere mai soli e condividere i momenti felici.

 

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