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Mike Eruzione: "Boicottare i Giochi di Pechino non è una soluzione: bisogna dimostrare la propria superiorità sul campo"

Mike Eruzione: 'Boicottare i Giochi di Pechino non è una soluzione: bisogna dimostrare la propria superiorità sul campo'
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Mike Eruzione: "Boicottare i Giochi di Pechino non è una soluzione: bisogna dimostrare la propria superiorità sul campo"

Il capitano della nazionale di hockey statunitense vincitrice a Lake Placid 1980, si è espresso negativamente riguardo un possibile boicottaggio dei Giochi Olimpici invernali di Pechino, in memoria anche dei Giochi estivi di Mosca 1980.

Le voci sul possibile boicottaggio dei Giochi Olimpici di Pechino 2022 negli ultimi mesi si sono susseguite. Violazione dei diritti umani, la poca trasparenza sull'origine della pandemia e altre ragioni avrebbero messo in discussione la partecipazione di alcune nazioni all'evento olimpico. 

Tra queste vi sono, senza dubbio, gli Stati Uniti, dove l'opinione pubblica è abbastanza divisa riguardo una possibile mancata partecipazione a Pechino 2022. In questi giorni ha detto la sua uno dei simboli dell'hockey su ghiaccio americano: Mike Eruzione, che fu capitano della nazionale che vinse incredibilmente l'oro a Lake Placid 1980.

"Boicottare l'Olimpiade rovinerebbe i sogni di centinaia di atleti che si sono preparati per anni in vista di questo appuntamento. Andare in Cina e conquistare i successi sul campo è la soluzione migliore" - ha affermato Eruzione a "USA Today Opinion".

"Nel 1980 riuscimmo a vincere incredibilmente i Giochi, sconfiggendo in finale l'URSS. Fu un anno particolare perchè noi fummo fortunati a giocare in casa, mentre ricordo ancora le delusione di coloro che avrebbero dovuto gareggiare in estate a Mosca per la mancata partecipazione. Faccio un appello agli Stati uniti e agli altri stati dubbiosi sulla presenza in Cina: tanti atleti hanno programmato anni di lavoro in vista di questo appuntamento, non avrebbe alcun senso rovinare il loro sogno; anzi, ci sarebbe molto più gusto a vincere medaglie a casa loro, sul terreno avversario. Non gareggiando consegneremmo a loro, automaticamente, medaglie preziose." - ha aggiunto l'olimpionico statunitense.

Eruzione ha concluso con un pensiero riguardante la sua esperienza olimpica: "Quando trionfammo a Lake Placid, venivamo visti come una squadra di dilettanti vincente contro una squadra professionistica. Il bello delle Olimpiadi è proprio questo: atleti che si allenano spesso da soli, senza il supporto dello stato o senza lo status professionistico, che ottengono poi grandissimi risultati. Noi non eravamo spinti dal governo come altre nazioni, ma giocavamo per passione e ambizione: questo fu il vero e proprio "Miracolo del ghiaccio", che ci permise di entrare nella storia delle Olimpiadi".

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