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Max Valle
Max Valle
Giornalista professionista

foto di Max Valle

Una commovente cerimonia d'apertura dà il via ai Giochi di PyeongChang 2018

Una commovente cerimonia d'apertura dà il via ai Giochi di PyeongChang 2018

Nello Stadio Olimpico della città coreana di PyeongChang si sono aperti con una cerimonia suggestiva e commovente i ventitreesimi Giochi olimpici invernali.

La cerimonia inizia con un viaggio nel tempo e nella storia della Corea di cui sono protagonisti cinque bambini simboleggianti gli elementi della natura e aprono una porta il cui guardiano è una tigre bianca, simbolo della grande energia coreana che entra nello stadio insieme ai bambini, non può essere un caso che la mascotte di questi Giochi sia proprio una tigre bianca. Molte altre figure mitologiche che simboleggiano l’armonia del popolo coreano entrano in scena. Segue uno spettacolo di suonatrici di janggu, il tamburo coreano, quindi otto grandi sportivi sudcoreani portano la bandiera, la Taegukgi, che come noto è bianca con al centro un cerchio composto da uno yin e yang (i due opposti della terra) rosso e blu, e che viene issata sul pennone sulle note dell’inno nazionale cantato da decine di ragazzi.

E’ la volta della sfilata delle nazioni, qui di seguito l’elenco completo, tenendo presente che gli atleti russi sfilano sotto la bandiera del CIO e non è uno di loro a portarla ma una volontaria, inoltre, come a Torino 2006, le due Coree hanno sfilato insieme sotto la bandiera della penisola di Corea, pertanto le delegazioni non sono 92, come le nazioni che partecipano, bensì 91. Da notare che Pita Taufatofua, portabandiera di Tonga, si presenta a torso nudo come a Rio de Janeiro due anni fa, quando gareggiò nel taekwondo, stavolta però c’è qualche grado di meno…

Grecia (Sophia Ralli, sci alpino);

Ghana (Akwasi Frimpong, skeleton);

Nigeria (Ngozi Onwumere, bob);

Sudafrica (Connor Wilson, sci alpino);

Olanda (Jan Smeekens, pattinaggio di velocità);

Norvegia (Emil Hegle Svendsen, biathlon);

Nuova Zelanda (Beau-James Wells, freestyle);

Danimarca (Elena Møller Rigas, pattinaggio di velocità);

Germania (Eric Frenzel, combinata nordica);

Timor Est (Johan Goutt Goncalves, sci alpino);

Lettonia (Daumants Dreiškens, bob);

Libano (Samer Tak, sci di fondo);

Romania (Marius Ungureanu, biathlon);

Lussemburgo (Matthieu Osch, sci alpino);

Lituania (Tomas Kaukėnas, biathlon);

Liechtenstein (Marco Pfiffen, sci alpino);

Madagascar (Mialitiana Clerc, sci alpino);

Malesia (Julian Yee, pattinaggio di figura);

Messico (German Madrazo, sci di fondo);

Monaco (Rudy Rinaldi, bob);

Marocco (Samir Azzimani, sci di fondo);

Montenegro (Jelena Vujičić, sci alpino);

Moldavia (Nicolae Gaiduc, sci di fondo);

Malta (Élise Pellegrin, sci alpino);

Mongolia (Achbadrakh Batmunkh, sci di fondo);

Stati Uniti (Erin Hamlin, slittino);

Bermuda (Tucker Murphy, sci di fondo);

Belgio (Seppe Smits, snowboard);

Bielorussia (Alla Tsuper, freestyle);

Bosnia Erzegovina (Elvedina Muzaferija, sci alpino);

Bolivia (Simon Breitfuss Kammerlander, sci alpino);

Bulgaria (Radoslav Yankov, snowboard);

Brasile (Edson Bindilatti, bob);

San Marino (Alessandro Mariotti, sci alpino);

Serbia (Nevena Ignjatović, sci alpino);

Svezia (Niklas Edin, curling);

Svizzera (Dario Cologna, sci di fondo);

Spagna (Lucas Eguibar, snowboard);

Slovacchia (Veronika Zuzulová, sci alpino);

Slovenia (Vesna Fabjan, sci di fondo);

Singapore (Cheyenne Got, short track);

Armenia (Mikayel Mikayelyan, sci di fondo);

Argentina (Sebastiano Gastaldi, sci alpino);

Islanda (Freydís Halla Einarsdóttir, sci alpino);

Irlanda (Seamus O'Connor, snowboard);

Azerbaigian (Patrick Brachner, sci alpino);

Andorra (Irineu Esteve Altimiras, sci di fondo);

Albania (Suela Mehilli, sci alpino);

Eritrea (Shannon-Ogbani Abeda, sci alpino);

Estonia (Saskia Alusalu, pattinaggio di velocità);

Ecuador (Klaus Jungbluth, sci di fondo);

Gran Bretagna (Lizzy Yarnold, skeleton);

Australia (Scott James, snowboard);

Austria (Anna Veith, sci alpino);

Atleti Olimpici della Russia;

Uzbekistan (Komiljon Tukhtayev, sci alpino);

Ucraina (Olena Pidhrushna, biathlon);

Iran (Samaneh Beyrami Baher, sci di fondo);

Italia (Arianna Fontana, short track);

Israele (Oleksii Bychenko, pattinaggio di figura);

India (Shiva Keshavan, slittino);

Giappone (Noriaki Kasai, salto con gli sci);

Giamaica (Jazmine Fenlator-Victorian, bob);

Georgia (Morisi Kvitelashvili, pattinaggio di figura);

Cina (Zhou Yang, short track);

Repubblica Ceca (Eva Samková, snowboard);

Cile (Henrik von Appen, sci alpino);

Kazakistan (Abzal Azhgaliyev, short track);

Canada (Tessa Virtue & Scott Moir, pattinaggio di figura);

Kenya (Sabrina Simander, sci alpino);

Kosovo (Albin Tahiri, sci alpino);

Colombia (Pedro Causil, pattinaggio di velocità);

Croazia (Natko Zrnčić-Dim, sci alpino);

Kirghizistan (Tariel Zharkymbaev, sci di fondo);

Cipro (Dinos Lefkaritis, sci alpino);

Taiwan (Lien Te-An, slittino);

Thailandia (Mark Chanloung, sci di fondo);

Turchia (Faith Aroa Ipioglu, salto con gli sci);

Togo (Mathilde-Amivi Petitjean, sci di fondo);

Tonga (Pita Taufatofua, sci di fondo);

Pakistan (Muhammad Karim, sci alpino);

Portogallo (Kequyen Lam, sci di fondo);

Polonia (Zbigniew Bródka, pattinaggio di velocità);

Porto Rico (Charles Flaherty, sci alpino);

Francia (Martin Fourcade, biathlon);

Macedonia (Stavre Jada, sci di fondo);

Finlandia (Janne Ahonen, salto con gli sci);

Filippine (Asa Miller, sci alpino);

Ungheria (Konrád Nagy, pattinaggio di velocità);

Hong Kong (Arabella Ng, sci alpino);

Corea Unificata (Won Yun-jong [Corea del Sud], bob).

Intanto i cinque bambini vedono il loro futuro in cui fanno mestieri diversi, con la tecnologia al servizio dell’uomo. E la successiva scenografia è proprio dedicata alla tecnologia del futuro.

E’ poi la volta della parte istituzionale della cerimonia coi discorsi del presidente del comitato organizzatore Lee Hee-beom che parla della pacificazione ormai in atto tra le due Coree, del presidente del CIO Thomas Bach, che sottolinea come lo sport sia uno strumento di pace, e del presidente della Corea del Sud Moon Jae-in, che come tutti i capi di stato che l’hanno preceduto, sinteticamente dichiara ufficialmente aperti i ventitreesimi Giochi olimpici invernali.

Sulle note di “Imagine” di John Lennon i figuranti formano una lunga e luminosa catena di pace della forma di una colomba: è uno dei momenti più commoventi della cerimonia. Compaiono nel cielo di PyeongChang i cinque cerchi olimpici formati da droni, e subito dopo entra nello stadio la bandiera olimpica, portata da altri otto sportivi locali che per le loro diverse età rappresentano passato, presente e futuro degli sport invernali coreani. I cinque cerchi salgono sul pennone al suono dell’inno olimpico. Vengono poi letti i giuramenti di atleti, giudici e allenatori, l’atleta è Mo Tae-bum, oro nei 500 metri su pista lunga a Vancouver 2010.

E’ il momento di scoprire il nome dell’ultimo tedoforo di un viaggio lunghissimo da Olimpia a PyeongChang. Si comincia con Chan-Lee-kyun, sul podio in tre Olimpiadi nello short track, poi una golfista e quindi l’ex calciatore del Perugia Ahn Jung-hwan, autore del Golden gol che eliminò l’Italia dai Mondiali del 2002 che passa la torcia a due ragazze, una del nord e una sel sud, che parteciperanno insieme al torneo di hockey femminile. Salgono l’ultima scala in cima alla quale passano la torcia alla regina assoluta del pattinaggio di figura, Kim Yu-na, straordinario oro a Vancouver e un argento che le andava assolutamente stretto a Sochi. Il fuoco del braciere si accende tramite 30 anelli infuocati che salgono dopo l’accensione da parte di Kim. Una cerimonia stupenda, meravigliosa. I Giochi sono cominciati.

Twitter: @aquila1968

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