L'Italfondo per i Giochi: chi saranno gli undici azzurri in Val di Fiemme? Tra scelte obbligate e contingenti ristretti

L'Italfondo per i Giochi: chi saranno li undici azzurri in Val di Fiemme, tra scelte obbligate e contingenti ristretti
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L'Italfondo per i Giochi: chi saranno gli undici azzurri in Val di Fiemme? Tra scelte obbligate e contingenti ristretti

Nella giornata in cui la FIS ha pubblicato la lista definitiva delle quote olimpiche per ogni nazione, andiamo ad analizzare le scelte che dovrà fare il dt dello sci di fondo azzurro Markus Cramer. Per la rassegna a cinque cerchi l'Italia potrà convocare sei donne e cinque uomini (a meno di qualche riallocazione): se in campo maschile i dubbi sono praticamenti nulli (con Chicco Pellegrino faro del team), tra le donne c'è spazio per diverse valutazioni. A rendere ancora più complicato il lavoro dei tecnici sono i contingenti molto ristretti, che stanno creando problemi non solo alla nazionale azzurra. Pensiamo alla Norvegia...

A meno di venti giorni dall'inizio dei Giochi di Milano Cortina 2026, la FIS ha reso note le liste definitive per le quote olimpiche, di ogni nazione, delle discipline appartenenti al programma a cinque cerchi.

Per l'Italia dello sci di fondo, purtroppo, non è cambiato nulla rispetto alle settimane precedenti: gli azzurri che, tra settore maschile e femminile, potranno gareggiare sulle nevi della Val di Fiemme saranno undici (sei donne e cinque uomini). Non è arrivata, dunque, l'auspicata sesta quota per il team maschile, che costringerà il direttore tecnico Markus Cramer a prendere delle decisioni pressochè obbligate.

Andiamo a scoprire, nel dettaglio, quali saranno le scelte per le sfide olimpiche a Lago di Tesero, partendo dagli uomini. Le quattro certezze sono Federico Pellegrino (due podi e il 4° posto al Tour de Ski, lui due volte d'argento nella Sprint olimpica), Elia Barp (reduce dal 4° posto nella 10 km TC di Oberhof), Davide Graz (ieri in top 10 nella gara in Turingia) e Martino Carollo (che conta tre piazzamenti nei dieci in stagione).

Il 5° pass olimpico, dando un'occhiata ai risultati dovrebbe andare allo sprinter trentino Simone Mocellini, in netta crescita nelle ultime settimane; per di più il classe '98 della Valsugana si trova benissimo sul tracciato di Lago di Tesero, dove ha colto un podio nel 2023, ed è un vero e proprio specialista della prova in alternato.

L'unico dubbio, che potrebbe far nascere delle riflessioni su una sua eventuale chiamata, riguarderebbe la scelta di presentarsi in Val di Fiemme con solo quattro atleti a livello distance. Un rischio non da poco, soprattuto in ottica staffetta, dove l'Italia punta a una medaglia. Inoltre in 3 fra Pellegrino, Barp, Graz e Carollo, rischierebbero di disputare tutte le prove del programma olimpico; anche per questo motivo c'è il rischio che l'Italia decida di non sfruttare tutti e quattro i pettorali a disposizione, in alcune gare, affinchè gli atleti riescano a gestirsi nel migliore dei modi.

L'alternativa principale, nel caso si decidesse di portare un atleta distance in più per sopperire a eventuali infortuni o malanni dei quattro atleti citati in precedenza, sarebbe il trentino Simone Daprà, cresciuto a pochi km dal sito dove si disputeranno le gare olimpiche. Una scelta di certo non semplice per Cramer, anche se la decisione finale dovrebbe andare verso una convocazione di Mocellini, ma per scoprirlo con certezza bisognerà attendere le prossime giornate.

Non ci sarà spazio a fantasie per i quartetti che saranno schierati in ogni gara: con tutta probabilità Carollo non farà la sprint (qualora ci fosse Mocellini), mentre Barp e Pellegrino dovrebbero prendere parte a tutte e sei le gare (considerando che saranno la coppia azzurra nella team sprint).

Per quanto riguarda la selezione femminile, le atlete pressochè certe di un pass olimpico sono cinque, con un posto ancora da assegnare. Caterina Ganz, utile sia nelle sprint che nelle gare distance, Iris De Martin Pinter, sesta nell'ultima sprint a Oberhof, Federica Cassol, due top 10 in stagione, Nicole Monsorno e Maria Gismondi, sesta nella 10 km TC di Trondheim a inizio dicembre.

La sfida per guadagnarsi l'ultimo slot nella squadra olimpica vede Anna Comarella come indiziata principale, che conta un 30° posto come miglior piazzamento in stagione. Inoltre, la classe '97 di Pieve di Cadore potrebbe essere una pedina utile in ottica staffetta, con l'Italia che ad ora ha solamente Ganz e Gismondi come specialiste distance, nonostante una De Martin Pinter sempre più in crescita.

Le altre opzioni potrebbero essere Francesca Franchi (in crisi di risultati da tre anni dopo la doppia top 10 iridata di Planica 2023) e Martina Di Centa, mentre Nadine Laurent appare più defilata visto che il quartetto sprint dovrebbe già essere definito con Ganz, De Martin Pinter, Cassol e Monsorno.

Per sperare nell'aggiunta di una nuova quota nel contingente azzurro, bisognerà aspettare qualche eventuale rinuncia. In realtà l'Italia sarebbe più vicina al 7° pass tra le donne rispetto al 6° tra gli uomini. Le azzurre sono dietro solo alla Svizzera nella graduatoria delle riallocazioni delle quote vacanti, mentre tra gli uomini ci sono Francia, Finlandia e Stati Uniti a precedere per un nuovo posto azzurro per i Giochi.

L'Italia maschile ha duramente pagato il fatto di essere finita dietro agli Stati Uniti, per appena poco più di 20 punti, nella classifica delle nazioni della scorsa CdM, perdendo così la possibilità di ottenere un pettorale in più. Resta paradossale il fatto che il team composto da Pellegrino e compagni potrà contare su meno elementi rispetto alla selezione femminile (per un podio che manca da marzo 2011!), visti soprattutto i risultati delle ultime stagioni. 

I criteri con cui vengono assegnate le quote olimpiche non stanno creando dei problemi soltanto all'Italia: la Norvegia, dominatrice incontrastata in campo maschile, potrà portare appena otto atleti in Val di Fiemme, e rischiano di essere esclusi elementi che hanno ottenuto più di un podio in stagione. Tristi gli esempi anche di due nazioni come Gran Bretagna e Austria (che ha raggiunto due podi con Mika Vermeulen e Benjamin Moser) che avranno appena tre pass a disposizione per la rassegna a cinque cerchi, rimanendo tagliate fuori anche dalla possibilità di partecipare alla staffetta.

Fanno scalpore, invece, i tre posti dell'Australia tra gli uomini, per un paese privo di tradizione in questa disciplina.

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