Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino hanno riportato l'Italia a medaglia (bronzo) nella staffetta maschile olimpica dello sci di fondo, vent'anni dopo il successo di Torino 2006. Grande gioia da parte di Chicco, simbolo della nazionale azzurra alle ultime recite della carriera. "Ci abbiamo creduto e ci abbiamo lavorato tanto: arrivare oggi a questo traguardo è qualcosa di enorme". Felicità anche per gli altri tre ragazzi, medagliati per la prima volta in un grande evento: "Il giorno più bello della nostra vita". Intanto Johannes Klaebo entra nella storia dello sport, toccando quota nove titoli a cinque cerchi come nessuno: "Oggi è stato tutto perfetto".
In questa domenica magica dei Giochi di Milano Cortina 2026, anche lo sci di fondo partecipa alla festa azzurra: la squadra maschile ha conquistato una splendida medaglia di bronzo nella 4x7,5 km, un podio olimpico che mancava da Torino 2006 quando Cristian Zorzi arrivò in trionfo sotto la neve di Pragelato.
Una gara ricca di emozioni, con protagonista assoluto il faro della nostra nazionale, l'eterno Federico Pellegrino. Il classe '90 di Nus, che oggi ha ottenuto la sua terza medaglia a cinque cerchi della carriera dopo le due a livello Sprint, nella frazione conclusiva è stato autore di una splendida rimonta sul finnico Niko Anttola. Ai microfoni della FISI, Chicco ha raccontato le sue emozioni post-gara. "Questa medaglia ha un sapore particolare: la prima a PyeongChang è stata in un certo senso facile, perchè solo io ci credevo e non avevo alcuna pressione.
L’argento di Pechino è stato più tosto: per arrivarci ho fatto scelte difficili e mi ha dato tanta soddisfazione. Ma questa a livello personale va un gradino oltre, perchè finire la carriera in questo modo ed in questo grande evento in Italia sapendo che il fondo nel nostro paese avrà almeno altri tre ragazzi consapevoli di poter salire sul podio olimpico è la vera legacy che lascio a questo sport.
Ci abbiamo creduto, abbiamo lavorato tanto, gestendo le dinamiche di tutto un gruppo: arrivare oggi a questo traguardo è qualcosa di enorme".
E sul recupero decisivo per il bronzo ha aggiunto: "Quando sono partito, oro e argento erano ormai archiviati nonostante il tentativo di Martino. Ci ha provato, ma tenere il ritmo di Desloges era un tentativo ambizioso, ma è riuscito a tenere duro e a darmi il cambio in buona posizione. Ed essere quarto a poco, anche psicologicamente, era più facile per me che non per il finlandese.
Oltrettutto avevo super gambe e super sci: riposare nella 10 chilometri è stata la scelta giusta. E quando l’ho ripreso, mi sono detto... "Fai il Chicco": so che a 35 anni ci sono pochi atleti più veloci di me e credo lo sapesse anche lui. Ho fatto un’accelerata nella salita finale, poi mi sono messo a piangere nella discesa. Vedere i tre ragazzi che abbiamo coltivato in questi anni aspettarmi saltanti e festanti al traguardo è un'emozione intensissima.
Ora penso a queste Olimpiadi, poi valuterò come concludere la stagione. Ci sono tanti progetti, ho da sfoltire un po’ la lista ma l’obiettivo primario sarà vivere la quotidianità a casa, da marito, da padre, da uomo. Contemporaneamente voglio portare avanti gli studi, laurearmi in Economia e Management e provare a dare un nuovo contributo al mondo dello sport italiano.
La 50 chilometri? Ho un piccolo problema al braccio sinistro, valuteremo nei prossimi giorni: sarebbe bellissimo vivere la gara regina in Italia e perchè no, provare a togliermi una soddisfazione. Prima dobbiamo pensare alla team sprint e a trovare la formazione migliore. Lo dedico a tutti coloro che hanno creduto che questo traguardo fosse possibile. Ma anche a coloro che invece non ci credevano e che magari speravano non arrivasse. Ci hanno dato la motivazione per allenarci ancora di più".
Emozioni immense anche per gli altri tre componenti del quartetto azzurro, a partire dal sappadino Davide Graz, molto performante al lancio in classico: "A questa medaglia ci credavamo da tempo, sapevamo fosse un risultato nelle nostre corde. Ma in una staffetta deve andare tutto liscio: cadute, rotture ed in qeusti giorni si è visto come basti poco per rivoluzionare una staffetta o una gara.
E’ andato tutto bene e dobbiamo essere tutti orgogliosi di questo, siamo stati lì con i più forti. Che dire? È pazzesco, siamo emozionati e per almeno tre di noi è il giorno più bello della nostra vita. La dedica è per tutta la squadra, stiamo insieme 150 giorni all’anno e di fatto è una famiglia. Ed allo stesso tempo ai nostri familiari a casa che devono a loro volta sostenere la nostra assenza".
Ottima prestazione anche da parte di Elia Barp, in seconda frazione, nonostante un piccolissimo momento di crisi dopo il primo giro: "Il mio obiettivo era non staccarmi, magari nemmeno dalla Norvegia ed il mio l’ho fatto abbondantemente. Basta un errore, una sbagliata interpretazione per cambiare il risultato: credo che abbiamo fatto una gara perfetta tutti e quattro, senza commettere errori.
La dedico alla famiglia, agli allenatori presenti e passati, al corpo militare e soprattutto ai miei compagni di squadra che ci hanno sempre creduto, coloro che sono stati vicini e che ci hanno permesso di arrivare a questo".
Sollevato, dopo una seconda parte di frazione piuttosto complicata, Martino Carollo, classe 2003, che ha dovuto passare il testimone a Pellegrino quando il distacco dal podio era superiore ai 20 secondi. "Oltre alla gestione della fatica, oggi è contata la gestione delle emozioni.
Sapevo che io, Davide ed Elia dovevamo cercare di arrivare a consegnare a Federico nella posizione più vicina possibile al podio. Ce l’abbiamo fatta ed è stato incredibile. Ho voluto provare a seguire Desloges ma in questo momento ha qualcosa in più di me e nel secondo giro ho pagato un po’ la decisione. Mi sono detto di limitare i danni, di perdere meno secondi possibile perchè sapevo che Chicco in quarta frazione poteva fare qualcosa di grande.
Ho tirato fuori energie che non sapevo di avere, anche per la stanchezza della gara di venerdì in tecnica libera. La dedica va a tutti coloro che hanno contribuito: famiglia, lo sci club Alpi Marittime, le Fiamme Oro, tutta la squadra ed in particolare a loro tre".
L'Italia dello sci di fondo, come riportato in apertura, non saliva sul podio olimpico di una prova a squadre dai Giochi di Torino 2006, quando Fulvio Valbusa, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi vinsero l'oro. Una gioia per tutto il movimento azzurro, ma soprattuto per Pellegrino, che a fine stagione abbandonerà l'agonismo.
Davanti agli azzurri si sono piazzati i francesi, argento, mentre l'oro, come da pronostico, è andato alla Norvegia. Il leader della formazione vichinga, Johannes Hoesflot Klaebo, con la vittoria odierna ha raggiunto quota nove medaglie d'oro olimpiche, sorpassando una leggenda come Bjorn Daehlie.
Inoltre, il tassametro dei metalli più pregiati conquistati qui in Val di Fiemme segna "4", con il clamoroso en plein sempre più vicino. Il campionissimo di Trondheim ha commentato così questo importante successo nella staffetta: "È stato fantastico. È sempre bello vincere la staffetta, e come norvegese è un’emozione che dobbiamo provare. Quindi c’è molta pressione, ma è fantastico potercela fare con questi ragazzi, con questa atmosfera, questo meteo e tutto il resto.
È stato perfetto. Ho solo cercato di godermi i momenti di oggi. Essere riuscito a fare questo e a conquistare il nono oro con la squadra è speciale e non potrebbe esserci modo migliore per farlo. Abbiamo una squadra forte.
Questo è davvero importante per tutti gli sciolinatori, gli allenatori e tutti, compresi i compagni di squadra seduti in hotel, che avrebbero potuto far parte di questa squadra. È una vittoria di squadra e per me ottenerla al nono oro è perfetto. Prima di queste Olimpiadi, ero un po’ più rilassato. Mi sono divertito molto durante il pre-ritiro. Sento anche di aver raggiunto la forma giusta.
È stato un po’ più facile prepararmi per questa edizione rispetto all’ultima e ai Campionati del Mondo dell’anno scorso. Anche divertirsi lungo il percorso è importante e credo che si veda nei risultati".
BOLLETTINO NEVE
| LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
|---|---|---|
| Klausberg | 11/11 | 78-169 cm |
| Selva di Val Gardena | 34/35 | 60-90 cm |
| Bressanone | 7/7 | 0-40 cm |
| Gabiet | 10/11 | 50-60 cm |
| Pila Aosta | 14/15 | 20-30 cm |
| Champoluc | 10/10 | 60-95 cm |
| Passo Costalunga | 13/13 | 40-60 cm |
| La Thuile | 38/38 | 80-270 cm |
Più letti in Sport invernali
La Staffetta d'Argento è solo l'inizio. Giacomel: Bisogna continuare così. Wierer: Godiamoci al massimo il momento
I protagonisti azzurri della splendida giornata inaugurale di Anterselva, tra la grande pressione dell'esordio e lo sguardo puntato avanti, mentre Julia Simon si gode il suo primo titolo olimpico: E' stato un vero lavoro di squadra.




