Venerdì 24 Novembre, 12:26
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Federico Casnati
Federico Casnati

Gli attacchi da sci: come sceglierli, come regolarli, come conservarli

Sci e Plan de Corones

Questo breve tutorial nasce dall'esigenza di capire come funziona l'attacco dello sci e di conseguenza come trattarlo e conservarlo al meglio. Molto spesso gli attacchi vengono considerati l'elemento meno importante nell'abbinata scarpone-sci-attacco, si cerca di riciclarli da vecchi sci e quasi mai se ne cura l'efficacia... ma non deve essere così!

Infatti come le gomme per le auto sono l'unico contatto che esse hanno con la strada, così gli attacchi sono l'unico mezzo che abbiamo per rimanere in contatto con la neve, e non devono essere sottovalutati.

Come si regola un attacco
Innanzi tutto bisogna ricordare quale sia la scala di misura per regolarli: nel 99% dei casi si chiede il peso dello sciatore, ma gli attacchi non sono tarati in Kg ma in DIN, un'unità di misura apposita che corrisponde alla forza che l'attacco deve subire prima di aprirsi. Un DIN corrisponde a circa 11-12 kg di forza impressa sullo sci. Per dirla proprio tutta, con un accenno storico, DIN è l'acronimo di Deutsch Industrie Norme: uno dei primi enti certificatori che ha adottato una scala omogenea per la misurazione della regolazione degli attacchi da sci. 

La funzione principale dell'attacco, a ben pensarci, è duplice: quella di rimanere chiuso fino a un certo punto, e sganciarsi immediatamente quando sente sollecitazioni troppo forti, come in caso di caduta, per evitare complicazioni alle articolazioni. Ecco perché bisogna ribadire l'importanza di avere un attacco ben calibrato sulle proprie caratteristiche e soprattutto ben tenuto.

Si capisce anche che il peso dello sciatore sia un dato estremamente indicativo per la taratura degli attacchi, più che altro si deve pensare alla forza che si mette nella sciata: uno sciatore leggero ma molto potente e con una sciata veloce (che quindi produce maggiori forze centrifughe e spinte date dall'accelerazione, dalla gravità, ecc...) dovrà tarare gli attacchi qualche DIN maggiore rispetto al proprio peso, per evitare sganciamenti non voluti dello sci. Uno sciatore pesante ma molto tranquillo invece potrà permettersi di settare l'attacco anche 1 DIN meno del proprio peso, per facilitarne l'apertura in caso di caduta in lento movimento.

Come si conserva l'attacco
L'attacco deve essere conservato con cura, perché è vero che subisce un'usura minore dello sci, ma è anche vero che deve essere trattato bene. Se uno sci riesce a durare anche 5 anni, un attacco ne può durare tranquillamente il doppio. Ci sono due piccoli accorgimenti per far conservare l'attacco al meglio.

In primo luogo, dopo ogni giornata di sci, abbiate cura di eliminare quanta più neve possibile dall'attacco, sia dal puntale che dalla talloniera. La neve che rimane diventa acqua nello skiroom e si infiltra nell'attacco: moltiplicate questo per cinque-dieci anni e capite che sicuramente non può far bene allo stesso attacco, che all'interno niente altro è che una molla e una vite di metallo e quindi sensibile alla ruggine.

Peggio ancora se invece lasciate lo sci sul portasci o in macchina: per un po' la neve si scioglierà ma poi, appena tramontato il sole, con gli sci e le molle degli attacchi ancora bagnati di neve mezza sciolta, si ghiacceranno. La mattina successiva rischierete di trovarvi attacchi che risponderanno meno alle vostre sollecitazioni e anzi, chiudendoli, potreste sollecitarli troppo.

Inoltre tra una stagione e l'altra è meglio smollare l'attacco, svitare le due molle per farle riposare. Non lasciarli cioè sempre impostati sul vostro peso ma farli arrivare quasi a fine corsa, così non rimarranno in tensione per 10 anni!

Come si monta l'attacco
Qui sorgono un sacco di interrogativi. La risposta è una sola: fatelo fare ad un negoziante o ad un noleggio, pagherete qualche euro di manodopera o di mancia, ma sarete sicuri che sarà un lavoro fatto al meglio! Pensate sempre che gli attacchi sono sinonimo di sicurezza.

Quale attacco scegliere
Spesso notiamo come il prezzo di uno sci varia considerevolmente da negozio a negozio, ma dobbiamo anche verificare quale sia l'attacco che è montato.

Ormai non è più una questione di marca, perché, una volta scelto lo sci, si è quasi imposti a prendere l'attacco della stessa marca, perché gli sci sono preforati e quindi entrano solo attacchi compatibili.

La scelta dell'attacco varia quindi all'interno della stessa marca. È bene orientarsi su modelli che consentano di tenere la propria regolazione al centro della scala dei DIN. Cosa significa? Significa che il peso non dovrà essere impostato all'inizio della scala e nemmeno alla fine. Si dovrà quindi evitare di scegliere un attacco quasi junior (ad esempio attacco con DIN tra 3 e 10) se lo si deve impostare su 9, quindi a fine scala. Ma nemmeno si deve pensare di prendere un attacco da gara 10-16 DIN per poi tenerlo a 10.5!

Quest'ultimo consiglio non è codificato da nessuna parte, ma è solo dettato dall'esperienza di molti skiman professionisti e negozianti di lungo corso, quindi... occhio alle offerte e al momento dell'acquisto!