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Atomic Redster 130: il primo contatto sulla neve

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Federico Casnati

Scarponi

Atomic Redster 130: il primo contatto sulla neve

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dlel'Atomic Redster 130, il primo scarpone prodotto in serie ad avere inserti in carbonio, questa è la nostra prova sul campo, avvenuta in occasione dei test del Pool Sci Italia a Pampeago.

La prima impressione, anche una volta agganciati gli attacchi e stretto i ganci, è quella di grande comodità della scarpa austriaca. I materiali della scarpetta sono morbidi e gommosi al punto giusto e in particolar modo la linguetta è molto confortevole, tanto che fin dalla prima curva ci si trova a proprio agio e le tibie non hanno alcun fastidio.

Le prime sensazioni che si hanno sciando sono quelle di essere naturalmente protesi più avanti, e di essere ben appoggiati al linguettone dello scarpone. Tuttavia l'angolo di inclinazione del gambetto è quello classico e non è stato cambiato, e qui si sente la prima innovazione del carbonio sulla parte posteriore. Indietreggiare non è impossibile, ma è molto più difficile rispetto ad altri scarponi.
Tenere la posizione corretta e naturale viene infatti molto più facilmente.

La presa di spigolo e la tenuta laterale dello scarpone sono molto elevate, frutto di una buona sintesi delle plastiche e della forma dello scafo, tuttavia ci si poteva aspettare di più. Altri modelli infatti, classici nella realizzazione, raggiungono lo stesso risultato.
Quello che sembra più convincente è invece la fase di inversione, quella in cui si inizia ad alleggerire il vincolo creato dalla caviglia per passare alla curva successiva: in questo frangente gli impulsi vengono trasmessi molto velocemente e sembra quasi di essere "tirati su" dallo scarpone.

Per concludere una nota positiva riguarda il flex. A secco i nominali 130 di flex index ci erano parsi molto più morbidi di alcuni concorrenti e degli stessi Atomic di qualche anno fa, tuttavia sulla neve il flex si è rilevato centratissimo per sciatori da corporature medio-robuste e dotati di buonissima tecnica.
Lo scarpone in fase di piegamento non ha mai ceduto, anzi, ha fatto apprezzare la gradualità del flex, senza strappi.

Per leggere la prova a secco, leggi il nostro articolo precedente.

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