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Giro d'Italia: Migliaia di appassionati verso le montagne, Cervinia, Cortina, Pampeago, Aprica e Stelvio

Giro d'Italia Alpe di Pampeago
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Giro d'Italia: Migliaia di appassionati verso le montagne, Cervinia, Cortina, Pampeago, Aprica e Stelvio

Il Giro d'Italia è arrivato. Le immagine delle nostre montagne che nei mesi scorsi erano dominio degli appassionati degli sport inrvernali, per le prossime tre settimane diverranno il fulcro per gli appassionati della kermesse in rosa.
Quello degli appassionati di ciclismo è un pubblico ambito e conteso dagli operatori turistici, che nei mesi precedenti all'inizio della corsa hanno approntato grandi preparativi in vista del gran finale che si annuncia quanto mai incerto ed avvincente.

Sarà come sempre un Giro frizzante e che catalizzerà l'interesse dei media, anche se meno pesante di quello dello scorso anno: ci sono solo 40 chilometri di cronometro individuale e le montagne sono dosate in modo meno impegnativo.

Gli arrivi di Cervinia, Cortina, Pampeago e del Passo dello Stelvio, faranno la differenza, ma senza i massacri di altre edizioni. Si salirà il Mortirolo e lo Stelvio da versanti non classici, per aggiungere qualche incognita e nuovi motivi di interesse.  Anche i velocisti, che in passato si erano lamentati, avranno più occasioni per mettersi in mostra.

Cervinia
La carovana rosa tornerà ai piedi del Cervino a 15 anni di distanza dalla tappa vinta da Ivan Gotti e sei anni dopo l'ultimo arrivo in Valle d'Aosta, nel 2006, quando a vincere a La Thuile fu Leonardo Piepoli. La prima vera tappa di montagna della 95/a edizione del Giro condurrà i corridori da Cherasco, in Piemonte, al Breuil dopo 205 chilometri che prevedono la scalata del Col de Joux a 1.640 metri di quota dopo 138 chilometri di corsa e l'arrivo in salita ai 2.001 metri di Cervinia. Si tratta di due salite non 'impossibili' ma estremamente lunghe: l'ascesa al Col de Joux misura 22 chilometri con tratti fino all'8% di pendenza; la salita di Breuil-Cervinia si sviluppa per 27 chilometri con pendenza massima del 12%.

Cortina d'Ampezzo
La carovana rosa farà ritorno in Veneto nella terza settimana per una tre giorni di grande ciclismo, dopo aver attraversato gran parte dello Stivale. Il primo appuntamento è per il 23 maggio con la Falzes-Cortina d’Ampezzo di 173 chilometri. I passi di Valparola, Falzarego, Duran, Staulanza e per concludere il Giau a 10 chilometri dal traguardo di Cortina saranno sicuramente giudici inappellabili o quasi della vittoria finale.

Trentino, Pampeago e Passo Lavazè
Il 25 maggio i corridori partono da Treviso e dovranno fare i conti con la Sella di Roa, il Manghen e poi con la doppia scalata all'Alpe di Pampeago, dove il giro transiterà una prima volta fino a raggiungere il Passo Pampeago, per poi scendere a Novale, scalare il Passo Lavazé e riaccendere verso Tesero: da lì, altra scalata all'Alpe, per quella che si annuncia una tappa destinata a fare male

Passo dello Stelvio
Dopo quasi 40 anni il Passo dello Stelvio torna a essere arrivo di tappa e dopo 7 anni a far parte del Giro d'Italia. La tappa nelle montagne valtellinesi del 95° Giro d'Italia è sicuramente quella regina della Corsa Rosa: Aprica, Mortirolo e Stelvio insieme, per una tappa lunga 218 chilometri e con un dislivello altimetrico di circa 5mila e 9cento metri. La 20° tappa muoverà da Caldesper, attraverserà la Val di Sole e il Passo del Tonale. Da lì dopo il passaggio in Valcamonica sarà un susseguirsi di salite valtellinesi: dapprima Aprica, poi Teglio da Bianzone, a seguire il Mortirolo da Tovo di S.Agata, per terminare con il grande Stelvio.   «Il fascino dello Stelvio continua, con le sue caratteristiche che mettono tutti al loro posto e con una salita che non dà tregua». Con queste parole anche Angelo Zomegnan ha sottolineato l'importanza di questa tappa e di quella che è la montagna più alta nella storia del Giro: «Una montagna sacra - ha rimarcato anche Claudio Gregori, giornalista della Gazzetta dello Sport - battezzata da Coppi nel 1953».

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