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Paolo Ciotti
Paolo Ciotti
Viaggi in SudAmerica

foto di Paolo Ciotti

45 anni fa, i Mondiali di Portillo

Carlo Senoner - Portillo 1966
E’ la località sciistica sudamericana probabilmente più famosa al mondo.
E il motivo è uno: Portillo è stata sede, nell’agosto del 1966, dei Mondiali di Sci Alpino, i primi ed ultimi tenutesi nell’emisfero australe.

E’ lo ski-resort più antico del continente Latino ed era già del tutto funzionante dagli anni ‘40. Nei primi anni ‘60 venne comprata da facoltosi statunitensi con l’intenzione farla diventare stazione sciistica di interesse mondiale; candidarla a sede del Mondiali di Sci era l’opportunità ideale. Allora i Mondiali, nel mondo dello sci agonistico, erano evento molto più importante che oggi, poiché, con le Olimpiadi, erano l’unico appuntamento internazionale.

Dopo molte negoziazioni con la FIS, Portillo ottenne l’organizzazione della 19ma edizione dei Mondiali e subito si apprestò ad attrezzarsi, realizzando le dovute infrastrutture e migliorando l’accesso alla località (tra cui una ferrovia). Nell’estate (anzi, inverno!) del 1965, un anno prima, vennero organizzate delle gare internazionali per far testare piste e impianti elle squadre nazionali di Europa e Nord America.
Durante quello stesso evento, un terribile quanto eccezionale tifone originato nel Pacifico Meridionale investì Portillo, con venti violentissimi e bufere di neve mai registrate. Alcune valanghe distrussero quasi l’intero parco degli impianti di risalita e parte degli alloggi, oltre che mietere 5 vittime.
 
La FIS rimise allora la decisione di confermare o meno il Mondiali ai proprietari di Portillo, i quali si organizzano al meglio per ricostruire il comprensorio sciistico, riprogettandolo completamente assieme all’azienda di impianti di risalita POMA, congegnandolo diverso da prima anche per evitare nuove valanghe distruttive.
In una sola intensa estate Portillo venne quasi completamente ricostruita e resa pronta in tutto ad ospitare il grande evento.
 
La natura, dopo essere stata così ostile, concesse per il Mondiali giornate fredde e serene e con un perfetto e abbondante manto nevoso. Marc Hodler, presidente della FIS ed il presidente del Cile, Eduardo Frei, inaugurano i primi Mondiali di Sci a sud dell’Equatore, che la località cilena ospitò e gestì in maniera egregia.
 
Furono i mondiali dei francesi, che conquistarono 16 medaglie, 7 ori su 8 a disposizione; solo nello slalom maschile non trionfò un transalpino, bensì l’italiano Carlo Senoner, che in seguitò intitolò il suo hotel di Selva di Valgardena alla località cilena che gli diede la gloria.
In quei Mondiali fu anche realizzato, per la prima volta, il gigante in due manche, in una epoca di nuove grandi sperimentazioni in casa FIS che portarono anche, dalla stagione successiva, alla nascita della Coppa del Mondo.
Quei Mondiali, all’ombra dell’Aconcagua, rimangono nella memoria dello sci assolutamente straordinari e irripetuti per una somma di fattori.
E’ indubbio inoltre che sdoganarono all’attenzione del mondo lo sci sudamericano, che da allora continuò a crescere nell’offerta e infrastrutture, e consegnarono Portillo al Mito.