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Il pattinaggio di figura piange la scomparsa di Inge Regner-Seibt

Il pattinaggio di figura piange la scomparsa di Inge Regner-Seibt

Mercoledì 23 ottobre si è spenta a Vienna Inge Regner-Seibt, moglie del grande pattinatore ed allenatore austriaco Hellmut Seibt.

 

Riportiamo il sentito ricordo di Angelo Dolfini, ex olimpionico italiano, allenatore e commentatore di Eurospot, che ha voluto ricordare la figura di Inge ripercorrendone brevemente la storia.

 

"Forse meno celebre rispetto ad altre mogli di illustri allenatori, come per esempio Christa Fassi o Tatiana Mishina, nondimeno Inge Regner-Seibt ha lavorato accanto al celebre marito per molti anni, aiutandolo sia dal punto di vista tecnico che, soprattutto, coreografico.

Sposatisi nel 1956, i coniugi Seibt hanno portato al successo un'intera generazione di pattinatori austriaci, tra i quali spiccano i nomi di Hanna Eigel, campionessa europea e vice campionessa iridata nel 1957, Regine Heitzer, due volte campionessa europea (1965 e 1966) e Trixi Schuba, oro olimpico nel 1972 a Sapporo. Dal 1962 al 1967 Hellmut e Inge si trasferirono a Dusseldorf, dove allenarono tra gli altri Uschi Keszler, oggi rinomata coreografa di stanza negli Stati Uniti, Petra Ruhrmann, due volte vice campionessa della Germania Ovest (1967 e 1968) e oggi allenatrice in Italia e Ralf Borghardt. Merita una nota la storia di quest'ultimo: ex pattinatore della Repubblica Democratica Tedesca, si trasferì a Dusseldorf dopo una rocambolesca fuga messa in atto ai mondiali di Davos, dove colse l'attimo di distrazione della delegazione tedesca orientale durante il programma di Gabi Seyfert, argento in quell'edizione.

La scomparsa di Inge è un lutto non soltanto per il pattinaggio di area austro-tedesca, ma tocca da vicino anche il movimento italiano. Nel 1967 Hellmut, come sempre affiancato da Inge, si trasferì a Milano e divenne l'allenatore della Nazionale Italiana. Guidata dalla coppia austriaca Rita Trapanese passò dal sedicesimo posto del 1967 alla medaglia d'argento ai campionati Europei del 1972, tenutisi a Goteborg. Il rimarchevole lavoro svolto da Hellmut e Inge a Milano portò anche ad altri risultati di prestigio, come il nono posto di Cinzia Frosio nel 1973.

Come rappresentante del movimento italiano di pattinaggio artistico ed ex azzurro, mi sento toccato da vicino da questa perdita. Tuttavia personalmente ho un motivo in più per piangere la dipartita di Inge Seibt: tramite la mia allenatrice Petra Ruhrmann ho avuto il piacere e l'onore di conoscere personalmente Inge a Vienna, di essere ospite a casa sua, di ricevere direttamente le sue parole di incoraggiamento quando le cose non andavano al meglio e i suoi sentiti complimenti per i miei pur piccoli successi. Con Inge scompare un pezzo di storia del pattinaggio".

Angelo Dolfini

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