Domenica 19 Novembre, 22:40
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Federico Casnati
Federico Casnati

Il bootfitting, l'arte di rendere unico e comodo lo scarpone

Bootfitting copertina

Non c'è nessun altro attrezzo che è in grado di influire così tanto sul feeling con la neve e con il nostro umore in pista come lo scarpone. Per un provetto sciatore, non è necessario solo indovinare lo scarpone del livello adatto e della misura corretta, ma è necessario realizzare piccoli interventi in grado di sistemare la fisionamia dello scafo e farlo aderire come un guanto al nostro piede.

Purtroppo oggi non sono molti i negozi specializzati nelle modifiche post vendita agli scarponi. Gli sciatori che ne hanno identificato uno, quindi, se lo tengono stretto e lo consigliano solo agli amici.
Il boot fitter deve essere in grado di saper realizzare "la cura" a livello manuale: un intervento troppo profondo rischia di compromettere definitivamente lo scarpone, troppo leggero non sortisce l'effetto giusto, fatto sul punto sbagliato crea infine dei vuoti inutili.
Ma ciò che contraddistingue un buon bootfitter da altri è la capacità di realizzare la "diagnosi" per trovare la cura giusta. Solamente analizzando il piede correttamente si riesce a intervenire di conseguenza sullo scafo.

Le modifiche possibili sono di tre tipologie: si può intervenire sul plantare, sullo scafo e sulla scarpetta interna.
- L'intervento sulla scarpetta risulta essere leggermente in declino oggigiorno rispetto a qualche anno fa, grazie all'impegno delle case nel realizzare scarpette interne sempre meglio rifinite. Questa soluzione consiste nel sostituire completamente la scarpa interna con una a iniezione: viene realizzata su misura del piede dello sciatore e va a riempire ogni vuoto iniettando del materiale composito a matrice poliuretanica. Il dolore è spesso dato dal fatto che in alcuni punti il piede effettua micro movimenti che ripetuti ad ogni curva creano piccoli traumi. O, al contrario, certi punti del piede sono così grossi che servono solo pochi millimetri di imbottitura. Ovviamente questa soluzione è proposta non certo a prezzi popolari, ma a volte può essere l'unico rimedio possibile per alcuni tipi di piede o di malformazioni, con il vantaggio di essere trasportabile su altri futuri scafi e con la particolarità di essere l'unico rimedio veramente su misura.

L'intervento sul plantare è poi il primo da effettuare e risolve moltissimi casi. I plantari inclusi negli scarponi sono di bassa qualità (in tutte le marche, nessuna esclusa) e non in grado di adattarsi al piede. Sostituirli migliora nella maggior parte dei casi i crampi alla pianta del piede, dati dal fatto che il piede appoggia male alloggiato nello scarpone e i muscoli si indolenziscono. L'importante è capire quale plantare va meglio, se uno già preparato e termoformabile (soluzione con ottimo rapporto qualità-prezzo) o uno su misura mediante scansione del piede (al doppio del prezzo ma personalissimo), o ancora uno più piatto o uno più arcuato.

L'intervento sulle plastiche è poi la specialità dei bootfitter. Può essere realizzato sia fresando le plastiche sia allargandole a caldo.  La fresatura consiste nell'asportare, "grattugiando", la plastica dal lato interno, eliminando qualche millimetro di spessore là dove si sentono delle compressioni.
La bombatura a caldo invece è un processo più lungo e soprattutto più radicale, permette di "spanciare" lo scafo in alcuni punti mediante surriscaldamento della plastica con appositi macchinari e piccole forme di metallo sferiche o cilindriche applicate là dove si desidera allargare. Il processo è più lungo perché di seguito lo scarpone deve raffreddarsi per mantenere quella forma, e viene utilizzato nei casi dove la fresatura non risulta possibile perché si asporterebbe troppo materiale.
Se si opera in questo senso bisogna però ricordarsi di non esporre gli scafi a fondi di calore come caloriferi dopo la sciata: l'effetto memoria della plastica fa sì che essa si riposizioni come era in origine, facendo perdere la modifica effettuata.

Come si vede il male ai piedi è risolvibile con molteplici interventi, ma la base deve sempre essere una scarpa scelta secondo le proprie caratteristiche (senza impuntarsi su una marca specifica o un colore gradevole), regolando i ganci e il velcro in modo corretto e soprattutto della misura giusta.
Affidarsi nelle mani di un buon bootfitter può risolvere anni di dolori ai piedi e, se mai avete avuto questi fastidi, non vi spaventeranno nè il costo dell'intervento (assai variabile, dal gratuito per interventi minimi abbinati all'acquisto dello scarpone alle centinaia di euro per le scarpette a iniezione) nè la lontananza da casa vostra del bootfitter prescelto.
Meglio agire una volta e definitivamente con un piccolo viaggio in posti mai pensati (molti bootfitter tra i migliori ed economici non sono sui monti ma in pianura!) che maledire lo scarpone ad ogni risalita!

Si ringrazia Tuttosci Mortara per la concessione delle foto delle operazioni di bootfittiing.