Giovedì 30 Marzo, 14:40
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Francesco Paone
Francesco Paone

foto di Getty Images

Finale da infarto nella staffetta maschile di Ruhpolding: la Norvegia brucia la Russia!

Finale da infarto nella staffetta maschile di Ruhpolding: la Norvegia brucia la Russia!

“It ain’t over till it’s over”, ovvero “Non è finita finché non è finita”. Questo è l'aforisma più celebre di Yogi Berra, storico catcher (e poi manager) dei New York Yankees e dei New York Mets. Qui si parla di biathlon e non di baseball, ma il concetto andato in scena oggi nella staffetta maschile di Ruhpoding è il medesimo.

Il lancio ha visto brillare Lukas Hofer, che ha permesso all’Italia di cambiare in testa con un margine di 5” su Norvegia (rappresentata da Ole Einar Bjørndalen) e Repubblica Ceca, nonché di una quindicina di secondi su un gruppetto comprendente – tra le altre – Russia (con Alexey Volkov), Ucraina, Svezia e Austria.

Il primo segmento di gara ha messo in difficoltà la Germania padrona di casa, costretta a percorrere l’anello di penalità dopo un brutto poligono in piedi di Erik Lesser, e immediatamente affossato qualsivoglia ambizione della Francia, sprofondata a 2 minuti a causa di una performance decisamente sottotono del rientrante Simon Fourcade.

La seconda frazione sembrava aver indirizzato la vittoria verso la Russia. Anton Shipulin ha infatti spaccato in due la gara, guadagnando un vantaggio di mezzo minuto sul tandem composto da Ucraina e Svezia; soprattutto ha cambiato con oltre 40” sulla Norvegia (con Vetle Christiansen a fare il possibile) e sulla Germania, le cui quotazioni sono state rilanciate da Benedikt Doll. L’Italia, in testa fino al tiro in piedi, è scivolata indietro nel momento in cui Dominik Windisch ha dovuto imboccare l’infausto anello.

La terza frazione si è rivelata relativamente interlocutoria. Matvey Eliseev si è difeso e ha ceduto il testimone con 30” di margine sul duo formato da Norvegia e Germania, quartetti in cui Henrik L’Abee-Lund e Arnd Peiffer si sono rivelati molto pimpanti. Svezia e Ucraina hanno invece perso terreno, vedendosi raggiunte dall’Austria.

In chiusura Anton Babikov appariva in controllo. Dopo il poligono a terra ha mantenuto sostanzialmente invariato il distacco sugli inseguitori e neppure una ricarica di troppo usata in piedi sembrava poter mettere in discussione la leadership della Russia, ancora forte di 14” sulla Norvegia all’uscita dell’ultima sessione di tiro, dove la Germania ha a sua volta dovuto ricorrere ai proiettili extra.

Nella tornata conclusiva il venticinquenne di Ufa ha dato l’impressione di poter respingere l’assalto di Emil Hegle Svendsen, mantenendo ancora 8” di vantaggio a soli 1.100 metri dal traguardo (e con la parte più impegnativa del giro ormai alle spalle). Invece Babikov è entrato in crisi proprio nel chilometro conclusivo e il trentunenne di Trondheim lo ha letteralmente sverniciato proprio in vista del traguardo, cambiando in extremis un epilogo solo apparentemente già scritto.

Dunque apoteosi norvegese nonostante l’assenza dei fratelli Bø. Non ce ne voglia Ole Einar Bjørndalen, che a quasi 43 anni si porta a casa l’ennesimo alloro, ma il premio di MVP di giornata va equamente spartito fra L’Abee-Lund e appunto Svendsen. Il primo perché ha reso al di sopra delle aspettative, il secondo per aver realizzato una performance notevole e non aver mollato neppure quando – a meno di un chilometro dal traguardo – la competizione sembrava segnata.

Per la Russia (Volkov, Shipulin, Eliseev, Babikov) un’amarissima piazza d’onore che sa di beffa, mentre la Germania (Lesser, Doll, Peiffer, Schempp) può essere soddisfatta di un podio che ha rischiato di sfumare al lancio.

Quarta un’Ucraina davvero notevole che ha preceduto Repubblica Ceca e Svezia. La Francia ha alfine concluso nona e – a conti fatti – il distacco accumulato in partenza è stato fatale. L’Italia, dopo la sfuriata iniziale, si è classificata decima. In ogni caso Giuseppe Montello e Thomas Bormolini non sono affatto dispiaciuti, considerando le loro potenzialità.

Domani alle ore 14.30 andrà in scena la staffetta femminile. Gli uomini torneranno in pista venerdì alle 14.45 per la sprint.

RUHPOLDING – STAFFETTA MASCHILE
1. NOR [Bjørndalen, Christiansen, L’Abee-Lund, Svendsen] (0+5)
2. RUS [Volkov, Shipulin, Eliseev, Babikov) (0+2) a 5”1
3. GER [Lesser, Doll, Peiffer, Schempp] (1+9) a 23”5
4. UKR [Pryma, Semenov, Semakov, Kilchitskyy] (0+6) a 28”0
5. CZE [Moravec, Soukup, Slesingr, Krcmar] (1+9) a 32”6
6. SWE [Stenersen, Nelin, Samuelsson, Lindström] (0+8) a 1’09”9

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