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Francesco Paone
Francesco Paone

foto di Getty Images

Avanti tutta per la candidatura di Innsbruck alle Olimpiadi invernali 2026. Bolzano potrebbe ospitare alcuni match di hockey

Avanti tutta per la candidatura di Innsbruck alle Olimpiadi invernali 2026. Bolzano potrebbe ospitare alcuni match di hockey

Nei giorni scorsi il comitato olimpico austriaco ha pubblicato uno studio di fattibilità riguardo la candidatura di Innsbruck per i Giochi olimpici invernali 2026. La previsione di spesa è incredibilmente bassa, in quanto si aggira su 1,2 miliardi di euro.

Lasciando perdere i folli costi di Sochi 2014 (51 miliardi di dollari), si pensi che Vancouver 2010 ebbe un costo complessivo di 6,4 miliardi di dollari, quindi cinque volte superiore a quanto previsto dall’Austria per la sua candidatura.

Come è possibile tutto questo? Semplicemente perché è già esistente il 77% degli impianti che verrebbero utilizzati per un’eventuale terza edizione dei Giochi olimpici a Innsbruck, dopo quelle del 1964 e del 1976. Quelli mancanti sarebbero temporanei. Di conseguenza non vi sarebbe la necessità di costruire nulla di nuovo.  

Il progetto attuale prevede un coinvolgimento dell’intero territorio del Tirolo, con alcuni “sconfinamenti” in Baviera. Le cerimonie si terrebbero al Tivoli Stadion.

Per quanto riguarda gli sport della neve, lo sci alpino andrebbe in scena a St.Anton, le discipline nordiche tra Seefeld e il Bergiselschanze, il biathlon a Hochfilzen, mentre Küthai sarebbe la base di snowboard e freestyle (con l’eccezione del Big Air, che si disputerebbe in città a Innsbruck).

Alla voce sport del ghiaccio, la volontà è quella di disputare a Innsbruck il pattinaggio di figura, lo short track (entrambi nell’Olympiahalle), il curling (Tiroler Wasserkraft Arena) e le finali di hockey. Il resto dell’hockey sarebbe invece distribuito in varie città, comprese Vienna, Salisburgo, Monaco di Baviera e Bolzano. Il pattinaggio di velocità andrebbe in scena a Inzell (Germania), infine per le discipline del budello si utilizzerebbe Igls.

Un altro punto di forza per il contenimento dei costi riguarda l’alloggiamento degli atleti e dei tecnici, che verrebbero decentralizzati in tutto il Tirolo, senza dover costruire un vero e proprio villaggio olimpico.

Il governo austriaco ha già garantito il suo appoggio alla candidatura, che – per partire a tutti gli effetti – dovrà però superare un ultimo test. Si tratta di un referendum popolare, che si terrà il 15 ottobre, in concomitanza delle elezioni parlamentari. L’ultima parola, quindi, spetterà ai tirolesi.

Al momento le candidature concretamente avviate per i Giochi olimpici invernali 2026 sono tre. Oltre a Innsbruck (Austria), vi sono anche quelle di Sion (Svizzera) e Calgary (Canada). Le altre località che hanno espresso interesse per l’evento (Lillehammer, Erzurum, Milano) sono ancora allo stadio mera dichiarazione di intenti, se non addirittura a quello di boutade.

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